Globalizzazione in crisi

Con i dazi di Trump contro l’Europa entra in crisi il capitalismo: Meloni prenda atto del suo fallimento e si dimetta

Editoriali - di Piero Sansonetti

12 Luglio 2025 alle 19:17

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President Donald Trump speaks during an event to announce new tariffs in the Rose Garden at the White House, Wednesday, April 2, 2025, in Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein)
President Donald Trump speaks during an event to announce new tariffs in the Rose Garden at the White House, Wednesday, April 2, 2025, in Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Il presidente americano Donald Trump ha fissato al 30 per cento i dazi per l’Europa, le merci europee che saranno vendute negli Stati Uniti avranno una sovrattassa del 30 per cento: una bottiglia di vino da 10 euro verrà venduta a 13 euro, quei tre euro andranno al fisco degli Stati Uniti.

È una misura che sostanzialmente sospende il liberismo, la libertà di mercato. La sospende perché Trump non è eterno, noi speriamo che duri poco, ma al momento il liberismo è sospeso nei rapporti internazionali.

Che cosa vuol dire questo? Vuol dire un colpo durissimo alla globalizzazione, partita in questo secolo con un “turbo” dopo le interruzioni del Novecento, la prima e a la seconda guerra mondiale. Ora si ferma di nuovo per ordine del presidente degli Stati Uniti.

Si ferma la globalizzazione e, oggettivamente, entra in crisi il capitalismo. Il sistema capitalistico occidentale si basava su due pilastri: la libertà di sfruttare i lavoratori e la libertà di commercio, appunto il liberismo di cui è padre un filosofo come Adam Smith.

Quel capitalismo è finito o quantomeno sospeso: non può reggere un sistema capitalistico che non abbia più una delle due gambe, cioè il pilastro liberista.

Dobbiamo prendere atto di questo livello della crisi politica, ne deve prendere atto l’Europa e l’Italia. Il nostro Paese è stato preso in contropiede, Giorgia Meloni pensava con qualche sorriso di convincere Trump a tenere fuori l’Italia da questa misura terribile per l’economia italiana, che con quella tedesca è la più colpita da questa stangata.

La reazione non può essere solo quella dei contro-dazi, che mi auguro ci sarà perché la classe politica europea e italiana è chiamata a prendere delle misure. Credo che si dovrà anche prendere atto del fallimento, di fronte ad una misura di questo genere che era del tutto inaspettata, di un presidente del Consiglio come la Meloni: forse la premier farebbe meglio a dimettersi, così come Ursula von der Leyen.

A parte questi contraccolpi che riguardano il potere, ci deve essere un contraccolpo che riguarda la politica. Dobbiamo prendere atto che il capitalismo diventa fragile, che il liberismo non rende più ed è forse in una crisi irreversibile. Bisognerà pensare ad un ordine di idee, ad un ordine politico, diverso: immagino alla reintroduzione di elementi socialdemocratici che sono gli unici che possono fare da contrappeso rispetto all’autocrazia americana.

Da oggi in poi il sistema occidentale non è più totalmente democratico e liberale, ma è un sistema autocratico che vive non più nella centralità americana ma sotto il potere schiacciante del presidente Donald Trump.

12 Luglio 2025

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