L'iniziativa

Chi è Mahdi Rahimian, rifugiato politico a rischio estradizione in Iran: l’appello del Partito Radicale

Nato nella Repubblica Islamica è cittadino olandese, oltre che dissidente del regime per motivi religiosi. Giunto con la famiglia in vacanza in Italia, è stato arrestato in Sardegna e detenuto a Sassari. Ora ha l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: "Rischia la tortura e la pena di morte"

Esteri - di Andrea Aversa

11 Luglio 2025 alle 16:52

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Chi è Mahdi Rahimian, rifugiato politico a rischio estradizione in Iran: l’appello del Partito Radicale

Mahdi Rahimian ha 40 anni, è cittadino iraniano e olandese ed è stato arrestato lo scorso 4 luglio dalla Digos per poi essere trasferito nel carcere di SassariRahimian che si trovava in Sardegna per trascorrere una vacanza insieme alla famiglia, è un rifugiato politico, andato via dall’Iran per motivi religiosi. Nel 2018 è andato a vivere nei Paesi Bassi. La Repubblica Islamica ne ha chiesto l’estradizione. Le autorità di Teheran lo hanno condannato per frode a sette anni di detenzione. Durante un’udienza svoltasi lo scorso 7 luglioRahimian ha rifiutato di essere estradato perché, godendo dello status di rifugiato, in Iran rischierebbe persecuzioni, torture e persino la pena di morte.

Chi è Mahdi Rahimian, rifugiato politico a rischio estradizione in Iran

Gli avvocati di Rahimian hanno chiesto la pena alternativa dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La documentazione presentata ai giudici ha compreso anche una missiva dell’Ambasciata Olandese che ha attestato la cittadinanza di Rahimian e il suo status di rifugiato. Il procuratore Generale, lo scorso 8 luglio, ha dato parere positivo, disponendo il ritiro del passaporto di Rahimian, scarcerandolo e vietandogli così di fuggire dall’Italia. L’autorità giudiziaria italiana si è riservata di verificare la veridicità degli atti posti dalla difesa ed ha al momento disposto che Rahimian non rischierebbe nulla se estradato in Iran. Di seguito il comunicato del Partito Radicale scritto e pubblicato su Facebook:

No all’estradizione di Mahdi Rahimia: l’appello del Partito Radicale

L’Italia neghi estradizione Mahdi Rahimianb. Rischia la pena di morte. Sono risibili le motivazioni con le quali l’Iran ha chiesto l’estradizione di Mahdi Rahimianb. Mentre è noto il trattamento riservato a chi dissente, dalla tortura fino alla pena di morte. Una ragione più che sufficiente per negare l’estradizione. Rivolgiamo un appello al Ministro della Giustizia, e agli uffici del Ministero preposti, affinché vigilino sull’estradizione verso l’Iran di Mahdi Rahimianb, in corso di discussione alla sezione distaccata di Sassari della Corte d’appello di Cagliari. Non ci sono dubbi sul fatto che in Iran la giustizia e il carcere siano emanazione di un regime teocratico, autoritario, violento. Un paese nel quale sono all’ordine del giorno processi sommari, torture, esecuzioni in pubblica piazza. Maurizio Turco e Irene Testa segretario e tesoriere del Partito Radicale“.

La pec inviata al Ministero degli Interni

Questa invece la pec inviata al Ministero degli Interni dalla tesoriera del partito e Garante per i diritti dei detenuti della Regione Sardegna, Irene Testa: “Oggetto: Richiesta chiarimenti in merito all’arresto di Mahdi Rahimian, cittadino olandese e rifugiato politico riconosciuto. Alla cortese attenzione del Ministero dell’Interno, con la presente intendo porre all’attenzione di codesto Ministero il caso del sig. Mahdi Rahimian, cittadino olandese e iraniano, arrestato recentemente in Italia in esecuzione di una richiesta di estradizione da parte della Repubblica Islamica dell’Iran.

Secondo le notizie di stampa e le dichiarazioni rese in sede giudiziaria, il sig. Rahimian risulta rifugiato politico riconosciuto nei Paesi Bassi, dove ha ottenuto cittadinanza e protezione internazionale a causa delle persecuzioni subite nel suo Paese d’origine in ragione della sua conversione al cristianesimo e del sostegno prestato a persone in fuga dal regime. Sorge dunque la legittima domanda su quali basi giuridiche sia stato eseguito l’arresto del sig. Rahimian sul territorio italiano, nonostante la protezione internazionale di cui gode e la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione Europea. Nell’attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo cordiali saluti. Il Garante per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Dott.ssa Irene Testa“.

11 Luglio 2025

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