Il raid in Normandia

Mohamed Amra, detto ‘la mosca’: chi è il detenuto liberato nell’assalto alla polizia penitenziaria, due agenti morti in Francia

Non sarebbe nelle liste dei detenuti radicalizzati, era stato appena condannato. Dei tre agenti feriti, uno è in pericolo di vita. Attivato il piano "epervier" per catturare i fuggitivi

Esteri - di Redazione Web - 14 Maggio 2024

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FOTO DA X
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Lo chiamano “la mouche”, la mosca. Almeno due agenti della polizia penitenziaria sono morti nell’assalto nei pressi del casello autostradale di Eure, in Normandia,  Francia, sull’autostrada A154, per liberare Mohamed Amra. Altri tre sono rimasti feriti, uno di questi rischia la vita. Il furgone trasportava proprio lui, la mosca, Mohamed Amra, in corso di trasferimento da Rouen a Èvreux. Condannato martedì scorso a 18 mesi di carcere per furti aggravati in supermercati e attività commerciali. Non rientrerebbe nelle liste dei detenuti radicalizzati.

Secondo quanto riportano i media francesi due automobili, un’Audi bianca e una BMW, hanno assaltato il furgone. Due gli uomini, vestiti di nero, a volto coperto, che avrebbero aperto il fuoco contro il veicolo della polizia penitenziaria. Una delle due automobili è stata ritrovata in seguito in fiamme, nei pressi dell’ospedale di Èvreux. Sul luogo del raid si è recato il ministro della Giustizia francese Eric Dupond-Moretti. Gli assalitori e il detenuto hanno fatto perdere le tracce. Secondo la polizia uno dei due assalitori sarebbe rimasto ferito. Sui social ha preso a circolare un video dell’assalto girato dall’interno di un autobus di passaggio sul luogo del raid.

Chi è Mohamed “la mosca” Amra

Amra ha 30 anni, rientrava nella categoria dei detenuti particolarmente monitorati (DPS). I furti per i quali Amra era stato condannato risalgono all’agosto e all’ottobre del 2019. Era stato anche incriminato a Marsiglia, nel 2022, per omicidio volontario legato al traffico di droga, commesso ad Aubagne. Prima di essere detenuto a Èvreux, Amra era stato incarcerato a Baumettes e a La Santé. La Procura di Parigi ha annunciato che a indagare è la Giurisdizione nazionale responsabile della lotta contro la criminalità organizzata (JUNALCO).

 

Il ministro degli Interni Gerald Darmanin ha annunciato l’attivazione del piano “epervier”, che in italiano vuol dire sparviero, un’operazione di gendarmeria che viene lanciata nei casi di rapimento o fuga. 200 i gendarmi coinvolti, elicotteri. “Tutti i mezzi vengono utilizzati per trovare questi criminali. Su mio ordine sono state mobilitate diverse centinaia di agenti di polizia e gendarmi”, ha spiegato il ministro. Dei tre agenti feriti uno è in gravi condizioni, in pericolo di vita secondo il ministero della Giustizia.

 

“Sarà fatto tutto per trovare gli autori di questo crimine spregevole “, ha dichiarato Dupond Moretti, citato da Le Monde, uscendo dall’unità di crisi dell’amministrazione penitenziaria. “Queste sono persone per le quali la vita non pesa nulla. Saranno arrestati, saranno giudicati e saranno puniti proporzionatamente al crimine che hanno commesso “. Il ministro ha ricordato che gli ultimi morti nell’amministrazione penitenziaria risalgono al 1992 .

Sul social X il post del Presidente della Francia Emmanuel Macron: “Questo dramma è uno shock per tutti noi e saremo durissimi nei confronti dei responsabili. La nazione è al fianco delle famiglie, dei feriti e dei loro colleghi”. Sullo stesso social il ministro Dupond-Moretti: “Tutti i miei pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie e ai loro colleghi. Uno di loro lascia la moglie e due figli che avrebbero dovuto festeggiare il loro 21esimo compleanno tra due giorni. L’altro lascia una donna incinta di cinque mesi, genitori e amici”.

 

14 Maggio 2024

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