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UniRai, cos’è il nuovo sindacato del servizio pubblico che ha boicottato lo sciopero Usigrai: “Giornata storica, fine del monopolio”

La sigla appena nata, che raccoglie diverse centinaia di giornalisti, definita vicina al governo Meloni. "Qualcuno fatica ad accettare la nuova realtà di pluralismo anche sindacale". Le edizioni andate in onda

News - di Redazione Web - 7 Maggio 2024

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Per UniRai è “una giornata storica per la Rai”, perché “è caduto un muro. È la fine del monopolio anche se qualcuno ancora fatica ad accettare la nuova realtà fatta di pluralismo anche sindacale”. Giornata a dire del sindacato storica perché a seguito dello sciopero dei giornalisti Rai, proclamato dal principale sindacato Usigrai, alcune edizioni dei notiziari sono comunque andate in onda. Lo sciopero era stato definito “politico” da UniRai che aveva annunciato che il sindacato non avrebbe aderito allo scioperto. “Asfissiante” sarebbe “chi non si rassegna al pluralismo in Rai e insieme a qualche partito soffre la fine del monopolio”.

Alcune decine di giornalisti Rai iscritti all’associazione non hanno quindi aderito alla mobilitazione, convocata per protestare contro “il controllo asfissiante sul lavoro giornalistico” e denunciare la scelta dei vertici aziendali di accorpare le testate, le carenze d’organico e la mancata stabilizzazione dei precari. UniRai è appena nata, lo scorso novembre, una sigla che si contrappone alla storica Usigrai. Al momento conta tra 300 o 400 giornalisti del servizio pubblico contro gli oltre 1.600 di Usigrai. I giornalisti UniRai hanno quindi lavorato per trasmettere i telegiornali anche se in edizione ridotta e con una programmazione limitata.

Cos’è UniRai

UniRai-Liberi Giornalisti Rai si propone come “un nuovo interlocutore per l’azienda per i prossimi anni, capace di far sentire la voce dei colleghi attraverso la mediazione, libero da ogni pregiudizio ideologico e lontano dalla propaganda politica”. Il segretario è Francesco Palese, le vicesegretarie Elisabetta Abbate e Sara Verta. Consiglieri Maurizio Colantoni, Sergio De Nicola, Stefano Fumagalli, Antonella Gurrieri, Pilar Ottoz. Più nello specifico propone il rilancio delle sedi regionali, una svolta su organici e mobilità interna, di riportare all’interno dell’azienda la produzione delle immagini, di diventare competitivi su web e social.

Sui canali social il resoconto della giornata di boicottaggio: “Il Tg1 ha appena trasmesso, nel giorno dello sciopero proclamato da Usigrai, un’edizione straordinaria sull’incidente sul lavoro avvenuto a Casteldaccia, nel palermitano. A condurla Laura Chimenti. Anche su Rainews sono andati in onda diversi servizi sulla tragedia costata la vita a cinque operai. In generale – nel giorno dello sciopero – sono andati in onda il Tg1 (ore 8 e 13,30), il Tg2 delle 13,00 diverse edizioni e rubriche di Rainews24. Il sito di Rainews è stato regolarmente aggiornato così come Televideo. I giornalisti di Raisport hanno prodotto servizi per le altre testate così come molti colleghi delle Tgr come Lazio, Abruzzo, Sicilia e Campania. Tgr Puglia e Tgr Molise sono andati regolarmente in onda con il solito formato. Operativo anche l’ufficio stampa Rai. In onda infine tutti i programmi di Approfondimento e Day Time”.

Lo sciopero boicottato da UniRai

“Usigrai, se vuole uno sciopero al 100% non può ignorare che esiste un altro sindacato. Ci si confronta, si trova una piattaforma comune, si sciopera insieme, se è il caso. Altrimenti Usigrai si prende il rischio di uno sciopero cui aderisce il 70% e che qualcosa vada in onda …”, ha dichiarato il segretario Palese in un’intervista a Il Corriere della Sera. Usigrai contesta a UniRai di non avere le agibilità sindacali per sedere al tavolo con l’azienda. Anche se UniRai dichiara di proporre “un prodotto pluralista e diversificato”, alcuni media lo definiscono senza mezzi termini un sindacato di destra, vicino alle posizioni del governo di Giorgia Meloni.

Lo scorso 26 aprile esultava così, in una nota, alla notizia di un portavoce della Commissione dell’Unione Europea che definiva “solido” il settore dei media in Italia e bollava come “questione nazionale” il caso Scurati e la possibile cessione dell’Agi. “Bruxelles smentisce in un solo colpo tutte le prese di posizione strumentali di qualche politico, di qualche sindacalista di casa nostra e del solito circo mediatico”.

L’Italia intanto è retrocessa al 46esimo posto nel Rapporto 2024 di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa. Il giornalisti iscritti a UniRai hanno invece aderito al recente sciopero dei giornali radio del servizio pubblico. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano Domani, UniRai ha diffuso diversi appelli via mail e tramite note agli iscritti per andare a lavorare lunedì 6 maggio.

“Chi pretendeva di imporre la sua visione alla totalità dei giornalisti Rai – si legge in una nota, scritta senza mezzi termini – è stato sonoramente sconfitto. Impari la lezione di democrazia. Si dia una calmata ed eviti di continuare a coprirsi di ridicolo. C’è chi sta passando la giornata a cercare di intralciare il lavoro di chi legittimamente non ha scioperato. Può andare a casa. Tutto inutile. Hanno lavorato tanti colleghi non iscritti al nostro sindacato che non ha voluto boicottare nulla. In presenza di più sindacati se si vuole avere la riuscita della protesta ci si confronta prima. Ma per farlo serve maturità. Serve accettare l’idea che esista un pensiero diverso. Serve meno arroganza e più rispetto per le idee di tutti”.

7 Maggio 2024

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