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In Basilicata implode il centrosinistra, voci di clamoroso ritiro del candidato Lacerenza (che smentisce)

Malumori e candidature ritirate. Il ruolo dell'ex governatore Marcello Pittella, uscito dal Pd e oggi con Azione. Lo stesso candidato maldigerito aveva detto di sentirsi catapultato: non ha mai fatto politica

News - di Redazione Web - 15 Marzo 2024

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FOTO DA YOUTUBE
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Potrebbe durare poche ore la candidatura di Domenico Lacerenza, l’uomo che aveva fatto convergere le preferenze del centrosinistra per le elezioni in Basilicata, dove si voterà il 21 e il 22 aprile. Il governatore uscente Vito Bardi, di Forza Italia, punta al secondo mandato consecutivo. Il Campo Largo si era già spaccato, con l’ex Terzo Polo di Azione e Italia Viva che si erano sfilati con polemiche fitte dopo la scelta di Lacerenza. Da ieri però si rincorrono voci dei malumori che avrebbero fatto saltare Lacerenza, che si era definito da solo un catapultato. È “confusione totale” ora nel Campo Largo già imploso secondo Repubblica.

Lacerenza è originario di Barletta ma è residente a Venosa. Ha 66 anni, oculista, per tanti anni direttore di dipartimento nelle aziende sanitarie lucane e consulente dell’assessorato regionale alla Sanità. Ad appoggiarlo il Partito democratico, il movimento “Basilicata Casa Comune” di Angelo Chiorazzo, i Cinquestelle, l’Alleanza Verdi-Sinistra, +Europa. Il suo nome aveva fatto scartare quello di Angelo Chiorazzo, leader del movimento civico Basilicata Casa Comune.

Chi è Domenico Lacerenza

Lacerenza aveva raccontato in un’intervista a Repubblica di non aver fatto niente per farsi candidare. Non ha neanche mai fatto politica. “Certo, ho delle importanti amicizie con tanti politici di quest’area, in particolare con Vito De Filippo, l’ex presidente della Regione. Forse sarà stato lui una delle figure che avrà spinto, penso. Con Chiorazzo ci siamo visti oggi la prima volta, ho avuto il piacere di conoscerlo. Avrà fatto una valutazione, se ha puntato sulla mia figura, e gli sono molto riconoscente”. Diceva espressamente di sentirsi catapultato in un’esperienza nuova.

L’improvviso dietrofront avrebbe del clamoroso, Lacerenza era stato annunciato soltanto mercoledì 15 marzo. “Addirittura, sembra che molti candidati al consiglio regionale stiano pensando se uscire definitivamente dalla corsa a via Verrastro proprio perché sfiduciati dalle possibilità di vittoria della coalizione che, in queste condizioni – secondo loro – sarebbero ‘quasi nulle’”, si legge su Repubblica. “In tanti nel Partito Democratico chiedono di ritirare il nome di Lacerenza e puntare su una figura maggiormente inclusiva, dal momento che, ad oggi, i partiti di Azione, Italia Viva e Partito Socialista Italiano fanno sapere di non essere interessati ad aderire al campo largo lucano”, si legge sul Corriere della Sera.

Fonti del Pd nazionale smentiscono categoricamente un possibile ritiro del medico che dovrà sfidare l’uscente Vito Bardi il 21 e il 22 aprile. Dal Nazareno minacciano ripercussioni serie per chi nella base Dem lucana evoca la possibilità di promuovere addirittura una alternativa a Lacerenza, il “polo dell’orgoglio lucano“.

Il ruolo di Marcello Pittella

Problema non secondario per il centrosinistra è Marcello Pittella, l’ex governatore uscito indenne da un calvario giudiziario adesso con Azione. Si scrive da giorni di interlocuzioni con il centrodestra. Alle ultime politiche ha preso oltre 30mila preferenze. Il coordinatore regionale della Mozione Cuperlo, Giovanni Petruzzi, guida la contestazione. È stato realizzato un documento politico, firmato da attivisti, sindaci, amministratori e sindacalisti che esprimono l’assoluta contrarietà alla candidatura. Si spinge per Chiorazzo, a questo punto però con ogni probabilità bruciato. Le liste dovranno essere presentate entro sette giorni, a sabato 23 marzo. Gli unici candidati al momento iscritti alla corsa sono Bardi (centrodestra) e Follia (Volt Basilicata).

15 Marzo 2024

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