L'indagine e le polemiche

Stupro di Chianciano, eroina nelle urine della ragazza che accusa 3 schermidori: “Bevuto qualcosa, non ricordo più nulla”

Cronaca - di Redazione - 5 Marzo 2024

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Stupro di Chianciano, eroina nelle urine della ragazza che accusa 3 schermidori: “Bevuto qualcosa, non ricordo più nulla”

Non c’è solo il dramma personale, la presunta violenza sessuale commessa da tre atleti della FederScherma accusati di stupro, ma anche uno scontro con gli inquirenti italiani.

Sono gli “ingredienti” della storia che vede coinvolta una ragazza uzbeka 17enne, giovane campionessa di scherma che sarebbe stata violentata da tre atleti italiani durante un ritiro a Chianciano Terme tra il 4 e il 5 agosto dello scorso anno, durante un ritiro pre estivo nella località in provincia di Siena a cui partecipavano più squadre di varie Federazioni.

La ricostruzione dell’inchiesta

Oggi il Corriere della Sera ricostruisce i “tempi” dell’indagine, finiti nel mirino della madre dell’atleta uzbeka, che ha denunciato indagini “lacunose” da parte dei magistrati della Procura di Siena. “Chiederò che questa indagine sia avocata dalla Procura generale di Firenze. In oltre sette mesi, questo caso non è stato trattato come codice rosso, la mia assistita non è mai stata ascoltata a Siena e non sappiamo nulla“, aveva detto l’avvocato Luciano Guidarelli, legale della ragazza.

La 17enne è stata sentita dagli inquirenti il 9 agosto 2022 per l’accusa di stupro, assistita da un psicologo e un interprete. I magistrati di Siena erano stati informati quatto giorni prima dai carabinieri di Chianciano Terme della denuncia sporta dalla schermitrice uzbeka.

La sera stessa vengono sequestrati i telefoni di due dei tre atleti della FederScherma (un milanese di 18 anni, un foggiano di 20 e un minorenne). Sottoposta ad analisi, i referti medici della giovanissima uzbeka certificano la presenza di eroina nelle urine. Viene sequestrato quindi anche il telefono della presunta vittima: al suo interno gli inquirenti trovano un messaggio di uno dei tre accusati, che le chiede se va tutto bene.

La difesa dei tre atleti italiani

I tre atleti di FederScherma si proclamano innocenti, sottolineando come il sesso con la ragazza fosse consenziente. Dalla Procura di Siena intanto si fa sapere che i magistrati non hanno ritenuto utile l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati. Perché non ne ha ravvisato i presupposti.

Il dramma della 17enne uzbeka

Intanto la 17enne uzbeka non si nasconde e, nonostante le difficoltà, racconta la sua vicenda al Messaggero. Al quotidiano dice di avere “paura, come faccio a fare le gare se ci sono quei tre? Non posso salire in pedana e vedere di nuovo quelle persone, le stesse che mi hanno fatto del male. Mi mettono paura, ma io non voglio abbandonare la scherma”.

Due anni fa la giovane atleta si era trasferita a Frascati dall’Uzbekistan per essere seguita dall’allenatore Lucio Landi. “Fino all’agosto dell’anno scorso mi sentivo felice, avevo amiche a Frascati, facevo gare per qualificarmi. Ero cadetta under 17 e ai primi posti del mondo con tanti punti conquistati. Avevo anche un fidanzato che faceva scherma come me e avevo appena fatto anche un Campionato del mondo assoluto a Milano”, racconta al quotidiano.

Quindi la denuncia della violenza subita. “La sera siamo andati tutti nel bar di fronte all’hotel a festeggiare dopo le gare di Milano. Ricordo solo di aver bevuto qualcosa, poi il nulla. Mi sono svegliata in una stanza semi incosciente, non avevo energia, non potevo muovermi”, le sue parole, in attesa di conferma dall’inchiesta.

di: Redazione - 5 Marzo 2024

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