L'attacco nel Mar Rosso

Cos’è la nave Caio Duilio in missione nel Mar Rosso: “Così abbiamo respinto l’attacco del drone degli Houthi”

Esteri - di Redazione Web - 4 Marzo 2024

CONDIVIDI

Cos’è la nave Caio Duilio in missione nel Mar Rosso: “Così abbiamo respinto l’attacco del drone degli Houthi”

La nave Caio Duilio è un cacciatorpediniere lanciamissili, fiore all’occhiello della Marina Militare. Mentre navigava nel Mar Rosso ha avvistato un drone lanciato dallo Yemen dagli Houthi rischiando di far precipitare la crisi nel Mar Rosso, da mesi ormai sotto attacco da parte dei ribelli yemeniti che, fino ad oggi, avevano già effettuato raid verso imbarcazioni statunitensi e britanniche. Il capitano di vascello Andrea Quondamatteo ha dato l’ordine di abbattere il drone salvando la nave e tutto il personale a bordo. Lungo oltre 152 metri e largo una ventina, una velocità di 29 nodi, 195 persone a bordo. È a base della nascente operazione europea Aspides. Di cosa si tratta e cosa è successo in mezzo al Mar Rosso?

Che cos’è e come è fatto l’incrociatore Caio Duilio

Il Caio Duilio è un cacciatorpediniere della Marina Italiana. dispone di tre cannoni, due mitragliere, un sistema missilistico antiaereo, due lanciarazzi, due lanciasiluri antisommergibile e un elicottero ed è l’ammiraglia che comanderà la flotta della missione europea Aspides.

Adottando tecnologie di ultima generazione, il Caio Duilio è particolarmente idoneo a svolgere compiti di controllo dello spazio aereo e contrasto della minaccia aerea. Inoltre è in grado di svolgere funzioni di comando e controllo, anche in situazioni di crisi ed emergenza umanitaria, potendo contare su numerosi apparati di comunicazione tradizionale e satellitare, tra cui il recentissimo Link22, e di un moderno sistema di supporto al comando, riconfigurabile secondo le esigenze. Il tutto attuabile nella piena autosufficienza logistica senza dipendere dal territorio sul quale o vicino al quale è richiesto di interagire o operare. L’hangar e il ponte di volo sono idonei per operare con gli elicotteri SH90 ed EH101 per le esigenze di pattugliamento marittimo, trasporto ed evacuazione sanitaria.

Chi è Andrea Quondamatteo, il comandante della Caio Duilio

Capitano di vascello, Andrea Quondamatteo, è a capo della Caio Duilio. E’ stato lui sabato 2 marzo a dare l’ordine di abbattere il drone degli Houthi che si è visto arrivare contro. Quarantasette anni, di San Benedetto del Tronto, ha raccontato al Corriere della Sera cosa è successo: “Eravamo in pattugliamento a sud, nel tratto prospiciente alle coste yemenite, in acque internazionali. A un tratto c’è arrivato un “eco radar” sconosciuto, il segnale era a 8 miglia di distanza. Un profilo in movimento, a bassa quota e in rapido avvicinamento. Minaccioso. Un drone? Un missile? Un aereo? Così, prima gli abbiamo lanciato delle chiamate di avvertimento, invitandolo a cambiare rotta”.

Cosa è successo alla Nave Caio Duilio

Non ricevendo alcuna risposta, per essere sicuri su come agire, hanno optato per un riconoscimento ottico. “Abbiamo usato le telecamere a infrarossi del radar di tiro. Quando il profilo è arrivato a 6 miglia, abbiamo visto che non era un aereo alleato. I sensori di bordo hanno inquadrato un drone della stessa tipologia e comportamento di quelli che nei giorni scorsi si sono resi autori degli attacchi al traffico mercantile in area”, ha raccontato.

L’abbattimento del drone degli Houthi

Certi di aver visto un drone, il capitano Quondamatteo ha preso la decisione di abbatterlo: “Era ormai a 4 miglia, non c’era altro da fare. Così ho preso la decisione. Dovevo difendere la mia nave e il mio equipaggio e ho dato il comando all’operatore del radar di tiro: il cannone di prora dritta ha sparato 6 colpi, dopo pochi secondi l’apprezzamento ottico ci ha confermato l’abbattimento. Nave Duilio ha reagito per autodifesa”.

Che cos’è l’operazione Aspides

L’operazione europea nel Mar Rosso “Aspides” mira a difendere i mercantili dagli attacchi degli Houthi, iniziati a novembre 2023. Sostenuti dall’Iran, gli Houthi riescono ad attaccare le navi dalla terra ferma, ricorrendo a droni, missili, e barchini.

Il cacciatorpediniere della Marina Militare a inizio febbraio ha effettuato il passaggio di consegne con la fregata “Federico Martinengo”, impegnata in Mar Rosso nell’assicurare la vigilanza marittima e nella protezione delle unità mercantili in transito per garantire la libertà delle rotte commerciali. A sua volta, dall’11 febbraio la Martinengo assumerà il compito di unità di bandiera di “Atalanta”.

Curiosità sulla Nave Caio Duilio

Gioiello della Marina Militare, sul sito del Ministero della Difesa, si leggono alcune curiosità. La Nave prende il nome dal console romano Caio Duilio che nel 260 a.C. fece costruire un’armata di 120 navi dotate di un ponte mobile con uncini, detto corvo, per riuscire a contrastare la potente flotta nemica cartaginese. Questa invenzione consentì ai Romani di trasformare lo scontro navale in un combattimento corpo a corpo dove potevano esprimere la loro superiorità.

In quello stesso anno la flotta romana e cartaginese si scontrarono nella battaglia di Milazzo, dove i Cartaginesi furono pesantemente sconfitti: con questa vittoria i Romani divennero i nuovi padroni del Mediterraneo occidentale. Primo romano a vincere in mare, Duilio fu onorato con un trionfo e con l’erezione nel Foro di una colonna costruita con i rostri delle navi nemiche che ancora oggi appare nel Crest della Nave.

Nella sezione inferiore del Crest è riportato il profilo stilizzato in rilievo dell’Unità, dove è riportato il distintivo ottico (D 554). La sezione superiore contiene la Colonna rostrata di Caio Duilio. L’emblema è delimitato nella parte superiore da una corona Turrita, al di sotto della quale è riportato, contenuto tra due stelle a cinque punte, il motto della Nave, “Nomen Numen”. Tale motto può essere tradotto come “Il nome significa potenza”: probabilmente fu creato per rievocare la potenza associata al nome di Caio Duilio.

4 Marzo 2024

Condividi l'articolo