Oltre 700 feriti

La strage degli aiuti umanitari: centinaia di persone morte a Gaza, Hamas accusa Israele dell’attacco

Israele: "Uccise nella calca, calpestate". Fonti militari hanno fatto sapere che i soldati "hanno sparato contro chi aveva accerchiato i camion" e che la folla "si è accalcata in maniera da porre una minaccia per le truppe"

Esteri - di Redazione Web - 29 Febbraio 2024

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Palestinians wait for humanitarian aid on a beachfront in Gaza City, Gaza Strip, Sunday, Feb. 25, 2024. (AP Photo/Mahmoud Essa) Associated Press / LaPresse Only italy and Spain
Palestinians wait for humanitarian aid on a beachfront in Gaza City, Gaza Strip, Sunday, Feb. 25, 2024. (AP Photo/Mahmoud Essa) Associated Press / LaPresse Only italy and Spain

Centinaia di morti, una strage, una parte che accusa l’altra: Hamas che accusa Israele, Israele che accusa la calca, la ressa e che invoca la legittima difesa. Quello che è certo è che centinaia di persone sono morte e molte di più sono rimaste ferite mentre aspettavano la distribuzione di aiuti alimentari a Gaza City. Ci sono anche delle immagini riprese da un drone. Si vedono centinaia di persone che vanno verso il convoglio con gli aiuti e circondano i camion. Il ministero della Sanità di Hamas aveva annunciato ore prima della notizia della strage che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è “di oltre 30.000” dall’inizio del conflitto con Israele il 7 ottobre. Almeno 79 persone sono state uccise soltanto la scorsa notte durante gli attacchi israeliani.

Cos’è successo a Gaza City

Secondo il ministero della Salute della Striscia di Gaza, controllato da Hamas, sono state 104 le persone rimaste uccise, oltre 700 sono rimaste ferite. Hamas accusa Israele di un vero e proprio  attacco. L’AFP ha riportato la voce di un testimone secondo cui l’attacco sarebbe avvenuto sulla strada costiera al Rashid e secondo cui le truppe dell’esercito israeliano avrebbero sparato contro i civili che stavano raggiungendo un camion di aiuti umanitari perché si erano avvicinati troppo a dei carri armati israeliani parcheggiati sul posto. Il direttore degli infermieri all’ospedale al Shifa di Gaza City, Jadallah al Shafei, ha dichiarato ad Al Jazeera che “la maggior parte dei morti e feriti ha ferite da armi da fuoco e schegge nella testa e nella parte superiore del corpo. Sono stati colpiti direttamente da colpi di artiglieria, missili e armi da fuoco”.

La versione di Israele

L’esercito israeliano ha dichiarato che l’accertamento sui resoconti per ricostruire l’accaduto sono in corso. Un portavoce ha detto a Reuters di non essere a conoscenza di bombardamenti in quell’area. In un comunicato uscito successivamente l’esercito ha dichiarato che “decine” di persone sono state ferite, calpestate nella calca attorno ai camion che stavano consegnando gli aiuti. Le forze di difesa hanno smentito un bombardamento di artiglieria. Fonti militari hanno riferito che i soldati “hanno sparato contro chi aveva accerchiato i camion” e che la folla “si è accalcata in maniera da porre una minaccia per le truppe”.

“Durante l’ingresso dei camion degli aiuti nel nord di Gaza, residenti hanno circondato i camion”, di cui i soldati israeliani assicuravano il transito, e “hanno saccheggiato le forniture“. Il portavoce militare ha aggiunto che “nell’incidente dozzine di persone sono state calpestate nella calca”. Fonti militari hanno fatto sapere che i soldati “hanno sparato contro chi aveva accerchiato i camion” e che la folla “si è accalcata in maniera da porre una minaccia per le truppe”. Gli USA hanno chiesto agli israeliani di non bersagliare i poliziotti di Hamas che accompagnano la distribuzione di aiuti.

Gli aiuti umanitari a Gaza

La situazione degli aiuti umanitari è da tempo drammatica nella Striscia di Gaza. Qualche giorno fa le Nazioni Unite avevano sospeso la distribuzione di aiuti per ragioni di sicurezza: i camion venivano puntualmente assaltati. I militari israeliani di scorta intervenivano per disperdere le folle. Ci sarebbero almeno mezzo milione di persone che vivono tra le rovine. Hamas ha annunciato che l’episodio potrebbe portare al fallimento dei colloqui per la tregua e per la liberazione degli ostaggi. “I negoziati condotti dalla leadership del movimento non sono un processo aperto a scapito del sangue del nostro popolo”, si legge in un comunicato che Reuters riporta sul suo sito.

29 Febbraio 2024

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