Il nuovo fronte dello Zar?

La Transnistria chiama Putin, ”richiesta di protezione” a Mosca: per la Russia i separatisti sono “una priorità”

Esteri - di Carmine Di Niro - 28 Febbraio 2024

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A girl walks past an emblem of the Transnistrian Moldavian Republic in Tiraspol, the capital of the breakaway region of Transnistria, a disputed territory unrecognized by the international community, in Moldova, Monday, Nov. 1, 2021. (AP Photo/Dmitri Lovetsky)
A girl walks past an emblem of the Transnistrian Moldavian Republic in Tiraspol, the capital of the breakaway region of Transnistria, a disputed territory unrecognized by the international community, in Moldova, Monday, Nov. 1, 2021. (AP Photo/Dmitri Lovetsky)

Altro che un mero incontro per la discussione di “questione economiche”, come annunciato dai deputati separatisti per smorzare toni e polemiche. L’assemblea legislativa che si è riunita oggi a Tiraspol, la capitale della Transnistria, regione separatista della Moldavia (non riconosciuta dalla comunità internazionale) e abitata da una popolazione filo-russa, ha chiesto “aiuto” alla Russia  causa delle “crescente pressioni della Moldavia”.

Non una richiesta formale di annessione magari dopo un referendum (come nel 2006), come temuto dalle autorità moldave di Chișinău e dall’Unione Europea, ma un “appello” alla Russia di Vladimir Putin di “attuare misure per proteggere la Trasnistria nel contesto della crescente pressione da parte della Moldavia”, si legge nella risoluzione approvata.

Nel testo si fa riferimento agli “220mila cittadini russi risiedono in maniera permanente sul territorio della Repubblica Moldava”: un tema che è stato più volte utilizzato dal regime di Mosca per le sue “operazioni militari”, dalla Crimea al Donbass.

Transnistria “priorità” del Cremlino

La richiesta di aiuto arriva alla vigilia del discorso alla nazione di Vladimir Putin, in cui probabilmente parlerà anche della questione della Transnistria: anche geograficamente, la regione separatista potrebbe diventare un secondo fronte per l’offensiva in Ucraina, con cui confina ad est.

Ma da Mosca una reazione c’è già stata. Il Ministero degli Esteri, citato dalle principali agenzie russe, ha sottolineato che la Russia tiene in considerazione la richiesta di aiuto da parte della Transnistria poiché “proteggere gli interessi” dei cittadini dell’entità separatista in Moldavia è tra le priorità” di Mosca.

Anche la Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo, valuterà l’appello dei deputati della Transnistria “quando lo riceverà ufficialmente“, ha affermato all’agenzia di stampa Ria Novosti il vicedirettore del Comitato della Duma per gli affari della Comunita’ degli Stati indipendente, Konstantin Zatulin. Il deputato ha spiegato che “la Duma si consulterà anche con il presidente russo e con il ministero degli Esteri russo“.

Le reazioni di Moldavia e Ue

Da Chișinău il governo europeista moldavo liquida il congresso della Transnistria che oggi ha chiesto aiuto a Mosca, come “un evento puramente propagandistico” ed è convinto che le sue decisioni non costituiscano una minaccia di escalation.

Secondo il il rappresentante del governo della Moldavia Daniel Voda l’evento “è stato pianificato da coloro che si trovano sul lato sinistro del Dniester e del Cremlino. Non vediamo un pericolo di destabilizzazione. Osserviamo molto da vicino e ripetiamo che anche questa regione vuole pace e sicurezza”.

Dall’Europa si è fatto sentire anche il primo ministro polacco Donald Tusk, che ha definito “pericolose” per la regione e per l’Ucraina le tensioni in Transnistria. “La minaccia di un intervento russo, o almeno di una provocazione, è permanente. Questo non mi sorprende. Ma dimostra quanto sia pericolosa la situazione, e non solo per l’Ucraina“, ha detto riferendosi alla richiesta di “protezione” di Mosca da parte dei separatisti della Transnistria.

28 Febbraio 2024

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