Il modello Crimea-Donbass

La Transnistria “vuole” la Russia, la regione separatista moldava chiede l’annessione: è il nuovo fronte di Putin?

Esteri - di Carmine Di Niro - 23 Febbraio 2024

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A local resident plays with a dog in front of a statue of former Soviet leader Vladmir Lenin, in Comrat, Moldova, Saturday, March 12, 2022. Across the border from war-engulfed Ukraine, tiny, impoverished Moldova, an ex-Soviet republic now looking eagerly Westward, has watched with trepidation as the Russian invasion unfolds. In Gagauzia, a small, autonomous part of the country that\’s traditionally felt closer to the Kremlin than the West, people would normally back Russia, which they never wanted to leave when Moldova gained independence. (AP Photo/Sergei Grits)
A local resident plays with a dog in front of a statue of former Soviet leader Vladmir Lenin, in Comrat, Moldova, Saturday, March 12, 2022. Across the border from war-engulfed Ukraine, tiny, impoverished Moldova, an ex-Soviet republic now looking eagerly Westward, has watched with trepidation as the Russian invasion unfolds. In Gagauzia, a small, autonomous part of the country that\’s traditionally felt closer to the Kremlin than the West, people would normally back Russia, which they never wanted to leave when Moldova gained independence. (AP Photo/Sergei Grits)

Vladimir Putin si prepara ad aprire un nuovo fronte contro l’Ucraina e una nuova sfida all’Europa? I segnali arrivano dalla Transnistria, la regione separatista della Moldavia.

Questa sottile striscia di terra, separata dalla Moldavia dal fiume Nistro e che dal 1990, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, decise di dichiararsi indipendente da Chisinau col sostegno di Mosca, intende chiedere l’annessione alla Russia.

Sarebbe di fatto una seconda exclave, geograficamente separata dal resto della Russia, dopo Kaliningrad, territorio situato tra Polonia e Lituania.

La Transnistria chiederà l’annessione alla Russia

L’occasione sarà, il prossimo 28 febbraio, l’assemblea legislativa che riunirà i deputati di tutti i livelli. A rendere noto il piano è stato l’oppositore Ghenadie Ciorba, citato dall’agenzia moldava d’informazione “Infotag”.

L’attenzione deve essere rivolta non solo al piano, ma alle  date. Il giorno successivo alla riunione dei deputati transnistriani, il 29 febbraio, Vladimir Putin terrà il suo discorso presidenziale all’Assemblea federale russa. Qui lo ‘Zar’ potrà così prendere atto della richiesta arrivata dal governo separatista di Tiraspol, capitale de facto della regione filo-russa.

Di fronte alle provocazioni orchestrate da Tiraspol e Mosca, è intervenuta anche l’Unione Europea. Il portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue, Peter Stano, ha ricordato che “qualsiasi cambio dello status quo sarebbe una violazione del diritto internazionale. Non è la prima volta che ci sono indicazioni di questo tipo” dalla Transnistria “ed è chiaro che l’Ue non tollererà alcuna altra violazione del diritto e la violazione dell’integrità territoriale della Moldavia”.

I segnali di Mosca e le tensioni

I segnali da parte di Mosca vanno avanti da tempo, diventando ancora più evidenti dopo lo scoppiare della guerra in Ucraina ormai due anni fa.

Recentemente, ricorda Ciorba, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva sottolineato che Mosca “non permetterà ai suoi cittadini della Transnistria di soffrire”. Per l’oppositore del governo separatista filo-russo la decisione dei deputati di chiedere l’annessione a Mosca darà a Putin “un pretesto legale per colpire il territorio della Moldova, compresa la Transnistria, con qualsiasi pretesto”. Si tratterebbe di fatto dello stesso modello operato dal regime russo con Crimea e Donbass.

Tra il 2022 e il 2023 la presidente moldava Maia Sandu ha più volte denunciato pubblicamente i tentativi russi di destabilizzazione del Paese, con l’obiettivo di far cadere il governo europeista e permettere all’ex presidente Igor Dodon, sotto processo per corruzione, di riprendere il controllo del potere.

Cos’è la Transnistria

Riconosciuta a livello internazionale solamente dalle repubbliche secessioniste di Abcasia e Ossezia del Sud, a loro volta prive di sostanziale riconoscimento internazionale, la Transnistria è un territorio secessionista che fa parte della Moldavia.

Si tratta di una sottile striscia di terra separata dalla Moldavia dal fiume Nistro, confinante con l’Ucraina, con “capitale” la città di Tiraspol.

Un tempo parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava, una delle repubbliche di cui si componeva l’Unione Società, con la dissoluzione dell’Urss dichiarò unilateralmente la propria indipendenza, autoproclamandosi Repubblica Moldava della Transnistria il 2 settembre 1990.

Una dichiarazione che precedette quella della Moldavia, avvenute solamente nell’agosto del 1991. Nel 1992, da marzo a luglio, la regione fu interessata da una guerra, terminata con un armistizio garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Transnistria e dalla creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e Transnistria comprendente venti località a ridosso del fiume Nistro.

23 Febbraio 2024

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