La proposta sulle carceri

Le toghe di sinistra scoprono Pannella e chiedono l’amnistia

Dopo l’iniziativa di Md con Antigone e l’Unione delle camere penali, la corrente progressista guidata da Zaccaro si spinge oltre e sfida Governo e Parlamento: “Soluzioni di clemenza, come amnistia e indulto, per reati minori e pene brevi”. I magistrati si scagliano anche contro i Cpr

Giustizia - di Angela Stella - 24 Febbraio 2024

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Le toghe di sinistra scoprono Pannella e chiedono l’amnistia

“È improcrastinabile l’individuazione di soluzioni politiche atte a decongestionare effettivamente e rapidamente le nostre carceri. Un approccio pragmatico e di sano realismo dovrebbe orientare un tale intervento verso l’adozione di soluzioni di clemenza, quale un provvedimento di amnistia e indulto per i reati minori e le pene detentive di breve durata”: è questa la proposta lanciata ieri dalla corrente progressista della magistratura, AreaDg.

Dopo, dunque, le prese di posizione di Magistratura Democratica – insieme ad Antigone ed Unione Camere Penali – e quella di Magistratura Indipendente arriva anche quella del gruppo associativo guidato da Giovanni Zaccaro. Ma con un balzo in avanti rispetto agli altri.

Se, infatti, la posizione di Mi, la corrente conservatrice dell’Anm, è in pratica equivalente a quella del Governo e quindi è parso paradossale che si sia rivolta al Ministro Nordio per “attivare un piano di investimenti strutturali per il rinnovamento dell’edilizia carceraria” e quella di Md si è limitata a fotografare le criticità in atto e a denunciare le “logiche populiste e securitarie”, AreaDg si spinge oltre e sfida Esecutivo e Parlamento ad adottare misure, quali l’amnistia e l’indulto, che per Marco Pannella rappresentavano l’unica riforma strutturale possibile per la giustizia.

Come denunciano le toghe di Area “dall’inizio dell’anno sono ormai 20 i suicidi nelle nostre carceri, esattamente il doppio di quelli avvenuti nello stesso periodo del 2022, anno in cui fu registrato il numero più elevato da quando esistono le rilevazioni statistiche di questo tragico dato”.

Per loro “non v’è dubbio che l’istituzionalizzazione correlata ad un’esperienza detentiva priva di contenuti e di progettualità, il sovraffollamento carcerario e la deprivazione di diritti fondamentali che esso porta con sé, finisce per favorire nelle persone più fragili, in quelle più sole o meno supportate, gesti estremi”.

Il sovraffollamento, riassume la nota di AreaDg, “riduce lo spazio vitale, rende ancor più difficile l’accesso alle prestazioni sanitarie, limita la possibilità di fruire delle opportunità trattamentali, aggrava drammaticamente le difficoltà e le sofferenze della vita in carcere, amplificando il senso di emarginazione, di abbandono e di solitudine che l’istituzionalizzazione produce”.

Per questo occorre una soluzione drastica, benché politicamente non realizzabile con questa maggioranza, e non “continuare del tutto irrazionalmente ad adottare periodicamente soluzioni ‘svuotacarcere’”.

Il riferimento è anche alla proposta del deputato di Italia Viva Roberto Giachetti elaborata insieme alla presidente di Nessuno Tocchi Caino Rita Bernardini sulla liberazione anticipata speciale, che ha iniziato da poco il suo iter in Commissione giustizia della Camera.

“Si tratta – dice la nota di Area – di un’opzione non certamente risolutiva per la cui efficacia, in ogni caso, devono essere necessariamente previsti meccanismi automatici di estensione del numero dei giorni di liberazione anticipata in relazione ai periodi pregressi di positiva valutazione della condotta e del riconoscimento del beneficio. Occorre, tuttavia, essere consapevoli che si tratta di un intervento emergenziale che riduce il tempo della carcerazione, ma non agisce sulle cause strutturali del sovraffollamento, quali l’introduzione di nuovi reati in risposta ad ogni presunta emergenza, la presenza di irrazionali automatismi nelle norme processuali che determinano l’automatica carcerazione di chi potrebbe fruire di misure alternative, la previsione di limiti all’accesso ai benefici nelle norme penitenziarie non giustificati da reali esigenze di contenimento della pericolosità, la fragilità e l’inadeguatezza del complessivo sistema dell’esecuzione penale e la mancanza di risorse adeguate per la magistratura di sorveglianza e per i Servizi deputati all’Esecuzione penale”.

Chi si è detto assolutamente contrario alla proposta Giachetti-Bernardini è stato il sottosegretario alla giustizia Ostellari: “La sinistra pensa agli sconti, noi abbiamo un’idea diversa: rendere efficace l’esecuzione penale, garantire opportunità di rieducazione dei ristretti, nel rispetto della dignità di ciascuno, ma senza inutili premi. Il sovraffollamento non si risolve con gli svuota carceri, perché chi esce oggi senza aver aderito a un percorso trattamentale, domani rientrerà nel circuito penale”.

AreaDg si è espressa anche sulla situazione dei Cpr: “Riporta la stampa che il ministro dell’Interno, in visita a Milano, avrebbe addebitato il drammatico degrado dei Centri di Permanenza per i Rimpatri agli ospiti che vi sono detenuti, persone migranti in attesa di espulsione.  Queste dichiarazioni giungono dopo che altri organi stampa hanno, invece, rappresentato e documentato, con filmati e immagini, i Cpr quali luoghi di autentico ‘orrore’”.

Per questo dice Giovanni Zaccaro all’Unità “i Cpr non servono a nulla. Solo la metà dei rimpatri viene eseguita. Il Cpr dovrebbe essere l’extrema ratio per soggetti pericolosi al solo fine di eseguire il rimpatrio, non dovrebbe avere altro scopo. Dovrebbe servire solo per trattenere chi sicuramente verrà rimpatriato e solo per pochi giorni in vista del rimpatrio. Invece è un luogo dove si rimane a tempo indeterminato, con la libertà di movimento sospesa e senza un giudice che vigili”.

Ha commentato il deputato di +Europa Riccardo Magi che aveva chiesto la chiusura del Cpr: “È ormai eclatante il fatto che i Cpr da luoghi di detenzione amministrativa finalizzata al rimpatrio sono divenuti luoghi di detenzione puramente afflittiva, senza regole, al di fuori del diritto, luoghi che annientano le persone. Ancora più eclatante che Piantedosi faccia finta di non saperlo”.

24 Febbraio 2024

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