San Giovanni a Teduccio

Gambizzato nella rapina al distributore: incarcerato 20enne, è il secondo arresto per l’aggressione a Napoli

In due, a volto coperto, aggredirono un ingegnere che stava facendo benzina. Il primo degli accusati, un 17enne, venne fermato lo scorso settembre

Cronaca - di Redazione Web - 21 Febbraio 2024

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FOTO DALLE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA
FOTO DALLE TELECAMERE DI SORVEGLIANZA

Era una sera di marzo, 2023. Si avvicinarono in due, provarono a rubare lo scooter di un uomo che stava facendo rifornimento a una stazione di benzina a San Giovanni a Teduccio, quartiere nell’area est di Napoli. Quello però si ribellò e si prese due colpi di pistola alle gambe. Lo lasciarono lì ferito, vicino allo scooter che nemmeno rubarono. A quasi un anno da quei fatti è stato arrestato un secondo presunto rapinatore. Le indagini sono state svolte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Nucleo Operativo di Poggioreale, coordinate dalla Procura di Napoli.

Il raid si consumò a via Reggia di Portici, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Il primo degli accusati era stato preso a settembre 2023. Quest’altro è un ventenne originario del quartiere di Ponticelli. È gravemente indiziato di tentato omicidio aggravato, tentata rapina aggravata, porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico e ricettazione. La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli.

L’uomo ferito era un ingegnere, si oppose tenacemente alla sottrazione violenta del ciclomotore. Quei due si erano avvicinati anche loro a bordo di uno scooter, entrambi con il volto coperto. Il provvedimento cautelare è stato emesso anche per il reato di ricettazione in quanto il veicolo utilizzato per l’azione delittuosa era stato a sua volta oggetto di un’altra rapina.

La dinamica dei fatti è stata ricostruita dagli inquirenti tramite i video del sistema di sorveglianza del distributore, le dichiarazioni della vittima e le operazioni tecniche effettuate dal RIS di Roma. Le forze dell’ordine fanno sapere che è risultata particolarmente utile l’estrapolazione dei profili genetici sui capi di abbigliamento utilizzati per la rapina, sottoposti a sequestro dopo pochi giorni, e la comparazione con il profilo generico dell’indagato.

Chi è l’ingegnere vittima della tentata rapina a San Giovanni a Teduccio

L’ingegnere era stato ricoverato all’Ospedale del Mare in codice rosso, aveva perso molto sangue e rischiava l’amputazione della gamba. L’intervento era riuscito e le sue condizioni migliorarono giorno dopo giorno. Qualche giorno dopo l’aggressione aveva lanciato un appello per ritrovare un ragazzo che lavorava al distributore e che gli aveva salvato la vita, per ringraziarlo. “Ha subito chiamato i soccorsi, intervento fondamentale per la mia salvezza. Avrebbe potuto scappare per la paura e invece non si è mai allontanato. Questo ha significato molto. In quel momento non mi sono sentito solo e vorrei farglielo sapere”, aveva detto a Il Mattino l’ingegnere.

21 Febbraio 2024

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