Podio negativo

Milano tra le città più inquinate al mondo: i dati sullo smog e la qualità dell’aria in Pianura Padana

Stando a "IQAir" domenica l’aria di Milano è stata la terza peggiore del mondo, dopo Dacca e Lahore. Le cause dei dati sull'inquinamento in Pianura Padana

Ambiente - di Redazione Web - 19 Febbraio 2024

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Foto Stefano Porta/LaPresse 13-11-2023 Milano, Italia – Cronaca – Panoramiche dalla terrazza del Palazzo di Regione Lombardia Nella foto City LIfe November 13, 2023 Milan, Italy – News – Overview from the terrace of the Lombardy Region Palace
Foto Stefano Porta/LaPresse 13-11-2023 Milano, Italia – Cronaca – Panoramiche dalla terrazza del Palazzo di Regione Lombardia Nella foto City LIfe November 13, 2023 Milan, Italy – News – Overview from the terrace of the Lombardy Region Palace

Secondo il sito svizzero IQAir domenica l’aria di Milano è risultata la terza peggiore al mondo: si parla di inquinamento, smog, di dati per niente positivi, di un podio decisamente negativo per la Pianura Padana. E Milano arriva così dopo soltanto Dacca, in Bangladesh, e Lahore in Pakistan. I dati di questi giorni hanno messo la Pianura Padana dietro anche ai Paesi dell’Est Europeo, grandi consumatori di carbone per riscaldamento ed energia elettrica. Piuttosto indicativo.

Il dato è stato registrato dal sito svizzero che realizza le sue misurazioni a partire dall’indicatore americano Aqi (Air Quality Index). Stando alla classifica l’indice di Milano ha raggiunto il picco di 193. Laohre 252 e Dacca 249. Il sito svizzero indica che attualmente la concentrazione di PM2.5 (particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm, detto anche “particolato fine”, caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano) a Milano è 29.7 volte il valore guida annuale della qualità dell’aria indicato dall’Organizzazione Mondiale della Salute (Oms).

Quali sono le cause dell’inquinamento record

Le cause di questi dati sicuramente poco positivi sono almeno tre: in primis la poca ventilazione e la scarsa circolazione d’aria nella Pianura Padana, chiusa da Alpi e Appennini per tre lati. È così che l’aria più fredda che ristagna nelle pianure permette la formazione di nebbie, l’accumulo degli inquinanti e impedendo il rinnovamento atmosferico.

A seguire la grande densità di popolazione che porta a un alto numero di veicoli circolanti e di abitazioni. E quindi la presenza di numerosi allevamenti intensivi nella Pianura Padana che utilizzano ampiamente fertilizzanti e che producono ossidi di azoto. Secondo Greenpeace gli allevamenti intensivi causano più smog delle automobili: il 54% del Pm2.5 non è prodotto dalle auto, a differenza di quello che molti ritengono, ma dal riscaldamento e dagli allevamenti.

I consigli contro l’inquinamento

Secondo Arpa Lombardia, i cui valori però sono aggiornati a sabato 17, il Pm2.5 ha avuto una media giornaliera di 76 μg/m³ (microgrammi per metro cubo di aria), il Pm10 è stato di 100 μg/m³ quando il valore limite è di 50. Il biossido di azoto 88 μg/m³ e l’ozono 71 μg/m³: in questi ultimi casi si rimane sotto la soglia di allarme. In Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte i dati riferiti alle zone di pianura non sono molto diversi. A questo proposito si consiglia di evitare l’esercizio all’aperto, di chiudere le finestre per non fare entrare in casa l’aria inquinata, di indossare una mascherina all’aperto e di procurarsi un purificatore d’aria.

19 Febbraio 2024

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