Il dibattito sul progetto

Bologna “Città 30”, tra multe e petizioni arriva la bocciatura di Salvini: per il Ministero “non è ragionevole”

News - di Redazione - 19 Gennaio 2024 alle 11:13

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Bologna Città 30, il limite di velocità ridotto ha diminuito gli incidenti: colpo alla “guerra” dichiarata da Salvini

Matteo Salvini contro il Comune di Bologna e la sua innovativa decisione di diventare una “Città 30”, ovvero la prima grande città in Italia in cui da martedì 16 gennaio è entrato in vigore il limite di velocità a trenta chilometri orari nella maggior parte delle strade.

Una novità in Italia ma non all’estero: simili iniziative sono già state prese in metropoli di ben altre dimensioni come Berlino, Barcellona, Edimburgo, Bruxelles e Parigi.

Il ministero di Salvini boccia il limite a 30

Eppure in Italia il fronte del “no” è forte e amplio. A partire dal Ministero dei Trasporti guidato proprio da Matteo Salvini, che oggi boccia l’iniziativa del Comune guidato dal sindaco Matteo Lepore.

Il limite di 30 km/h a Bologna “non appare una scelta ragionevole perché i problemi per i cittadini (in particolare per i lavoratori) rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale che resta comunque una delle priorità assolute per il ministro Matteo Salvini”, scrive infatti in una nota il Mit.

Ministero che allo stesso tempo si dice “pronto ad avviare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici, come già successo a Milano a proposito dell’obbligo per i mezzi pesanti dei dispositivi per l’angolo cieco”.

La risposta dal Comune

A rispondere alla polemica sollevata da Salvini è Valentina Orioli, assessora alla Mobilità del Comune di Bologna. “Il ministro Salvini metta da parte le posizioni ideologiche e sostenga le Città 30 e il trasporto pubblico con i fatti – replica Orioli – La causa di Bologna per la sicurezza stradale è quella di tutte le città italiane e dei lavoratori del trasporto pubblico locale, che svolgono un servizio essenziale per la mobilità e vanno sostenuti“.

Non solo: l’assessore bolognese suggerisce a Salvini di “approfondire meglio il tema” perché è il Piano per la sicurezza stradale del suo stesso ministero a indicare il limite dei 30 chilometri orari come “misura chiave per ridurre gli incidenti sulle strade urbane”. Orioli lascia comunque aperta la porta del dialogo e dice di essere in attesa delle disponibilità del ministero per fissare un incontro.

Il progetto Bologna Città 30

Il piano del Comune di Bologna di trasformarsi in una “Città 30” non si limita al solo aspetto della velocità di percorrenza: una nuova maniera di pensare la città e i suoi spazi.

Il progetto è infatti entrato nella fase operativa lo scorso luglio e punta a sensibilizzare la popolazione verso la mobilità sostenibile, ad aumentare la sicurezza delle strade, a diminuire l’inquinamento e il rumore, a rendere il traffico più fluido. Un progetto che negli scorsi mesi ha portato all’istallazione di nuovi cartelli, a nuova segnaletica orizzontale, a nuovi sistemi di rilevazione, nuove piazze pedonali e piste ciclabili, ai pannelli luminosi detti infovelox che segnalano in tempo reale la velocità dei mezzi in transito. Il tutto per un costo di circa 24 milioni di euro.

controlli della polizia locale – i cui agenti saranno forniti di telelaser – saranno concentrati in particolare nelle 250 strade considerate più pericolose dopo una raccolta di segnalazioni organizzata dal comune. Nei viali  a più corsie resterò invece il limite di 50 all’ora.

L’iniziativa annunciata l’anno scorso già martedì, al primo giorno di introduzione, ha visto le prime proteste: le NCC, le auto noleggio con conducente alternative ai taxi, hanno sfilato in corteo alla velocità simbolica di 30 all’ora.

Le multe

Le sanzioni previste sono quelle dettate dal codice della strada: fino a 10 chilometri orari oltre il limite la multa è di 29 euro e 40 centesimi se si paga entro 5 giorni; tra gli 11 e i 40 chilometri orari oltre il limite la 121 euro e 10 centesimi; tra i 41 e i 60 chilometri orari 543 euro e 6 punti in meno sulla patente che verrebbe anche sospesa da uno a tre mesi; oltre 60 chilometri 845 euro con 10 punti in meno sulla patente e sospensione da 6 mesi a un anno.

La petizione

Intanto ha sfondato il muro delle 10mila firme la petizione lanciata su change.org da Guendalina Furini, 22enne studentessa e lavoratrice che da Monte San Pietro ogni giorno si reca a Bologna per un tirocinio.

Il suo obiettivo è di spingere il Comune a modificare il progetto. “Sono favorevole alla Città 30, ma se applicata all’interno della cerchia delle mura. Non fuori, dove non ha senso per diversi motivi. Quindi chiediamolo ai bolognesi cosa ne pensano, nessuno deve temere un referendum”, spiega al Resto del Carlino.

Per Guendalina “è una questione di buon senso. Sarebbe bastato istituire la zona 30 solo in centro, tenendo i 50 all’ora fuori dalle mura e intensificando i controlli in quelle zone. Se invece si generalizza tutto, mi viene il dubbio che quella dei controlli serrati dopo il 16 gennaio sia soltanto una boutade”.

di: Redazione - 19 Gennaio 2024

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