La sentenza

Donald Trump condannato, dovrà pagare 354 milioni di dollari: ha gonfiato gli asset delle sue società

Esteri - di Redazione - 16 Febbraio 2024

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Nel processo politicamente meno “delicato”, Donald Trump incassa una sonora sconfitta. Il tycoon, candidato in pectore del Partito Repubblicano alle prossime elezioni presidenziali di novembre contro Joe Biden, è stato condannato assieme ai due figli Donald Jr ed Eric a pagare 354 milioni di dollari nel processo civile a New York per aver gonfiato gli asset della holding di famiglia allo scopo di ottenere condizioni più vantaggiose da banche e assicurazioni.

Il giudice Arthur Engoron ha inoltre bandito Trump per tre anni dal fare affari nello Stato di New York.

Il processo a Trump

La decisione odierna in sede civile, con la condanna al pagamento della maxi multa da oltre 350 milioni di dollari, segue quella dello scorso settembre in cui era stato accertato appunto che Trump, i due figli e i dirigenti della sua holding avessero ripetutamente mentito nei rendiconti finanziari annuali per ottenere in cambio condizioni di prestito favorevoli dalle banche e costi assicurativi inferiori.

I pubblici ministeri di Manhattan avevano cercato di sporgere denuncia penale per la stessa condotta, ma avevano poi deciso di non procedere, lasciando che la procuratrice generale Letitia James citasse in giudizio Trump e chiedesse sanzioni che mirassero a interrompere la capacità sua e della sua famiglia di fare affari nello Stato.

Gli avvocati di Trump avevano chiesto al giudice di archiviare il caso sostenendo che James non fosse legalmente autorizzata a intentare una causa, perché non c’erano prove che il pubblico fosse stato danneggiato dalle azioni di Trump, oltre a sostenere che molte delle accuse erano già prescritte. Trump da parte sua si era difeso attaccando, come da copione, parlando di una “grande compagnia che è stata diffamata e calunniata da questa caccia alle streghe politicamente motivata”.

I guai giudiziari dell’ex presidente

L’ex presidente è stato incriminato quattro volte dal 2023 ad oggi: è accusato in Georgia e Washington di aver complottato per ribaltare la sconfitta elettorale del 2020, in Florida per aver trattenuto documenti riservati e a Manhattan per aver falsificato documenti aziendali relativi a denaro pagato in nero per suo conto.

(articolo in aggiornamento)

di: Redazione - 16 Febbraio 2024

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