I risultati dell'inchiesta

Incidente Frecce Tricolori a Caselle, nessuna traccia di “bird strike”: non precipitò per impatto con uccelli

Cronaca - di Redazione - 13 Febbraio 2024

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Incidente Frecce Tricolori a Caselle, nessuna traccia di “bird strike”: non precipitò per impatto con uccelli

Nessuna traccia di un “bird strike”, cioè uno scontro con uno stormo di uccelli. È quanto emerso dagli accertamenti disposti dalla Procura di Ivrea, che indaga sull’incidente dell’Aermacchi MB-339 delle Frecce Tricolori precipitato il 16 settembre del 2023 poco fuori l’aeroporto torinese di Caselle, travolgendo un’auto con a bordo una famiglia di quattro persone su una strada adiacente la pista.

Il “bird strike”

Nella tragedia perse la vita una bambina di cinque anni, Laura Origliasso, rimasta bloccata nel suo seggiolino mentre l’auto, colpita dall’aereo, andava in fiamme. I genitori e il fratellino di 12 anni, anche se feriti, riuscirono invece a salvarsi.

Dagli accertamenti disposti dai tecnici incaricati dai magistrati non sono emerse tracce di volatili nell’aereo delle Frecce Tricolori, che ad oggi era l’ipotesi più accreditata per spiegare quanto accaduto nella tragedia del settembre dello scorso anno.

Il pilota indagato

L’inchiesta nei prossimi giorni dovrà dunque spostarsi su altri fronti: i magistrati disporranno ulteriori rilievi per risalire a eventuali guasti tecnici o errori nella manovra del maggiore Oscar Del Dò, il pilota del Pony4 che poco prima dell’impatto al suolo era riuscito ad eseguire la manovra di eiezione che l’ha espulso dell’Aermacchi MB-339.

Del Dò era stato raggiunto nei giorni successivi all’incidente da un avviso di garanzia: un atto, si spiegava dalla Procura, dovuto e indispensabile per procedere ad alcuni accertamenti tecnici irripetibili e non legato ad accuse specifiche o ad attribuzioni di responsabilità nei confronti del maggiore.

L’incidente e i presunti problemi al motore

L’aereo di Del Dò era appena decollato dall’aeroporto di Caselle e dopo circa trenta secondi era già precipitato prendendo fuoco: il maggiore via radio avrebbe comunicato che “il motore non spingeva più”, tentando di recuperare la situazione ma non avendo il tempo necessario per provare un ciclo completo di riaccensione vista la quota e la velocità basse.

Del Dò era riuscito però, prima dell’impatto, a posizionare la direzione dell’aereo in modo che evitasse di colpire le abitazioni vicine: purtroppo però l’Aermacchi MB-339 precipitato al suolo colpirà l’auto della famiglia Origliasso, che transitava su una provinciale che costeggia l’aeroporto.

di: Redazione - 13 Febbraio 2024

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