Il 25 febbraio

Life for Gaza, a Napoli il primo concerto-evento contro la guerra: “Stop al genocidio, stop alle armi”

Appuntamento al Palapartenope. "Stop alle armi che uccidono i palestinesi. Cessate il fuoco. Stop al genocidio che Israele sta compiendo a Gaza e nelle terre di Palestina". Una maratona dalle 19:00 per lanciare un appello per la pace e raccogliere fondi da destinare alla popolazione colpita dal conflitto

News - di Redazione Web - 30 Gennaio 2024 alle 13:34

Locandina del concerto-evento Life for Gaza a Napoli
Locandina del concerto-evento Life for Gaza a Napoli

Canzoni e brani di lotta, stralci di poesie e pagine di letteratura: si alterneranno sul palco del Palapartenope in una maratona, il primo concerto-evento in Italia a lanciare un appello per la pace nella Striscia di Gaza, in Palestina, in Medio Oriente. Secondo i ministeri di Hamas la reazione israeliana, via aria e via terra, agli attacchi degli islamisti dello scorso 7 ottobre, ha provocato la morte di 26mila palestinesi. Dati di parte, al momento impossibili da verificare, certo è che nella Striscia è in atto un massacro che non risparmia civili, tra cui donne e bambini. Dall’evento a Napoli l’appello: “Stop alle armi che uccidono i palestinesi. Cessate il fuoco. Stop al genocidio che Israele sta compiendo a Gaza e nelle terre di Palestina”.

La maratona comincerà alle 19:00. Un’iniziativa promossa e organizzata dalla Comunità palestinese della Campania e da Assopace Palestina per sostenere la causa del popolo di Gaza e raccogliere fondi da destinare a Medici Senza Frontiere e al Medical Relief che opera negli ambulatori dei territori occupati dalle azioni di guerra. Il comitato di garanti per la campagna raccolta fondi è composto da Mario Martone, Laura Morante, Lino Musella, Alex Zanotelli, Luigi de Magistris, Nicola Quatrano, Francesco Romanetti. Come si accennava, è il primo evento del genere in Italia.

Gli artisti a Life for Gaza

Ad aderire all’iniziativa artisti come Laura Morante, Fiorella Mannoia, ‘E Zezi, Enzo Avitabile, Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Daniele Sepe con Capitan Capitone e i fratelli della costa, Dario Sansone, La Maschera, Valeria Parrella, Franco Ricciardi, Giovanni Block, Marzouk Mejri, Lino Musella, Ciccio Merolla, Pietro Santangelo, Suonno D’Ajere, Sandro Joyeux, Francesco Forni, Nicola Caso, Eduardo Castaldo, Helen Tesfazghi con Afroblue, Alorem, Alessandro Rak, Maurizio Capone, Lino Cannavacciuolo. Poi, Fanfara Station, Elisabetta Serio e Vauro, Ars Nova, Valerio Iovine, Osanna, Mimmo Lucano, Maurizio De Giovanni, Patrizio Rispo, Antonella Stefanucci, Francesco Di Leva.

E ancora: Marisa Laurito e Ferzan Özpetek, Piero Pelù, Saverio Costanzo, Moni Ovadia e Sabina Guzzanti, oltre ai fumettisti e illustratori italiani e internazionali che hanno dato vita alla collettiva Falastin Hurra per la Palestina Libera. Un programma comunque ancora in aggiornamento, in via di completamento, al quale potrebbero unirsi altri artisti.

L’appello della Comunità palestinese della Campania

“È urgente fermare il genocidio a Gaza. Ogni giorno muoiono quasi trecento persone, quasi tutte civili.

Muore oggi a Gaza una persona ogni cinque o sei minuti: un terzo sono bambini, un terzo sono donne. Muoiono gli anziani. Oltre un milione e seicentomila persone, l’80% della popolazione di Gaza, ha dovuto lasciare casa e vaga affamata in un fazzoletto di terra di 80 chilometri quadrati in cerca di un riparo dai bombardamenti. La sanità è al collasso. 180mila donne partoriranno senza anestesia. Gli interventi chirurgici e le numerose amputazioni non hanno assistenza farmacologica.

È urgente fermare la colonizzazione e l’occupazione dei territori palestinesi con la conseguente uccisione di civili e le numerose detenzioni amministrative arbitrarie esercitate da Israele. Nella sola Cisgiordania dal 1° gennaio al 7 ottobre 2023 hanno perso la vita 205 civili per mano dei coloni o dell’esercito di occupazione (Msf), di cui 44 bambini. Un bambino ucciso ogni settimana (fonte: Save the Children).

Israele detiene oltre duemila cittadini palestinesi senza un capo di accusa e un relativo processo; i detenuti sono sottoposti a brutali pestaggi e umiliazioni, come l’obbligo a rimanere a testa bassa, a inginocchiarsi a terra durante la conta e a cantare canzoni israeliane nazionaliste (fonte: Amnesty International). La popolazione di Gaza non è libera di lasciare la propria città e di farne ritorno; l’approvvigionamento di beni di prima necessità è soggetta all’autorizzazione israeliana così come il controllo della risorsa marina.

È urgente fermare l’apartheid contro i cittadini palestinesi e riconoscere loro i diritti civili e una piena cittadinanza, sia per gli arabi-israeliani che per i palestinesi dei territori occupati da Israele. È indispensabile un istantaneo cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la sospensione di tutte le operazioni militari in Cisgiordania. È urgente ripristinare la libertà per tutti gli ostaggi, sia israeliani che palestinesi. È urgente dare una soluzione positiva alla causa palestinese. È necessaria la mobilitazione di tutta la società civile italiana, occidentale e mondiale affinché vengano riconosciuti e applicati i diritti fondamentali per la popolazione palestinese e venga riconosciuto il diritto dei palestinesi di vivere in pace e sicurezza nelle loro terre. Nel loro Stato”.

30 Gennaio 2024

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