Il ministro di Islamabad

Alta tensione tra Iran e Pakistan: annunciata una “de-escalation” dopo i missili incrociati

"Nessun desiderio di un'escalation militare con l'Iran". Comunità internazionale allertata dagli attacchi incrociati negli ultimi giorni

Esteri - di Redazione Web - 19 Gennaio 2024 alle 21:45

Supporters of a religious group ‘Markazi Jamiyat Ahle Hadith Pakistan’ hold a demonstration to condemn Iran strike in the Pakistani border area, in Lahore, Pakistan, Friday, Jan. 19, 2024. The unprecedented attacks by both Pakistan and Iran on either side of their border appeared to target Baluch militant groups with similar separatist goals. The countries accuse each other of providing a haven to the groups in their respective territories. (AP Photo/K.M. Chaudary)
Supporters of a religious group ‘Markazi Jamiyat Ahle Hadith Pakistan’ hold a demonstration to condemn Iran strike in the Pakistani border area, in Lahore, Pakistan, Friday, Jan. 19, 2024. The unprecedented attacks by both Pakistan and Iran on either side of their border appeared to target Baluch militant groups with similar separatist goals. The countries accuse each other of providing a haven to the groups in their respective territories. (AP Photo/K.M. Chaudary)

Dopo giorni di scontri che avevano fatto ipotizzare la più grave delle escalation delle tensioni in corso in Medio Oriente, è stato annunciato un accordo di “de-escalation” tra Iran e Pakistan. A renderlo noto il ministro degli Esteri di Islamabad Jalil Abbas Jilani dopo un colloquio con l’omologo iraniano Hossein Amir-Abdollahian. “Non c’è alcun interesse o desiderio per un’escalation militare con l’Iran”, ha osservato il ministro pakistano aggiungendo ricordando le relazioni fraterne tra i due Paesi basate su uno “spirito di fiducia reciproca e di cooperazione”.

La paura di un’escalation era sorta nei giorni scorsi, dopo una serie di attacchi incrociati tra i due Paesi confinanti. Al centro della questione le accuse che da anni rimbalzano da una parte all’altra del confine: Islamabad e Teheran si accusano a vicenda da tempo di ospitare gruppi di separatisti baluci lungo i mille chilometri di frontiera comune. Il Pakistan è dotato di bombe atomiche, un arsenale di almeno 165 testate. Un altra area calda che mette in agitazione la comunità internazionale dopo l’esplosione del conflitto in Medio Oriente tra Israele e Hamas, le tensioni nel Mar Rosso e il mai sopito conflitto in Ucraina.

L’Iran martedì scorso ha colpito con missili il “gruppo terrorista” Jaisj al-Adl (Esercito della Giustizia). Islamabad aveva risposto colpendo nei dintorni della città di Seravan, molto vicina al confine pakistano, spiegando di aver colpito quelle che ha definito “basi terroristiche” all’interno dell’Iran. In quell’attacco erano morti quattro bambini e tre donne. Le autorità di Teheran avevano definito la risposta pachistana “sproporzionata e inaccettabile”.

La tensione si era subito alzata: il primo ministro pachistano Anwaar-ul-haq Kakar era tornato dal forum di Davos e aveva organizzato una riunione di emergenza nazionale, in piazza manifestazioni contro l’Iran. A Teheran invece era stata organizzata un’esercitazione di difesa aerea con l’utilizzo di droni, le forze aeree e marine dei Pasdaran, l’aeronautica e la marina dell’esercito.

Gli Stati Uniti si sono detti subito contrari “a un’escalation tra Pakistan e Iran” anche se il Presidente Joe Biden ha voluto far notare come le nuove tensioni dimostrino che il Paese degli ayatollah non è “molto amato” nella Regione. La Cina si era detta subito “disponibile a svolgere un ruolo costruttivo”, la Russia aveva definito le tensioni tra Iran e Pakistan sono il risultato “in parte” del conflitto in corso a Gaza e aveva aggiunto di “monitorare da vicino la situazione”. L’Unione Europea e la Turchia hanno invitato alla moderazione.

19 Gennaio 2024

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