La rubrica

Così gli Stati Uniti dominano il mondo

Dal mondo unipolare si sta passando a quello multipolare. Grandi moltitudini intendono prendere in mano i propri destini, fuoriuscendo dalla gabbia di una sola potenza al comando. Assistiamo a processi profondi e complessi. E la tendenza è difficilmente arrestabile.

Editoriali - di Mario Capanna - 14 Gennaio 2024

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Così gli Stati Uniti dominano il mondo

Se c’è un Paese che ha commesso atrocità indicibili nel mondo, sono gli Stati Uniti d’America. Loro non si preoccupano dei diritti umani.
(N. Mandela)

In apparenza, gli Usa sono ancora padroni del mondo. Cercano di dominarlo – ancora – non solo con la forza economica e del dollaro, ma anche con l’invadenza della loro presenza militare. Le basi armate americane costellano il Pianeta.

Propriamente: vengono considerate “basi” quelle che valgono oltre 10 milioni di dollari e hanno una dimensione non inferiore ai 40 mila mq. Si va da quelle più complete (dotate di scuole per i figli dei soldati, di supermarket interni ecc.) fino ai distaccamenti minori.

Il prof. David Vine, dell’Università di Washington, ha calcolato l’esistenza di 642 basi complessive, situate sia in Paesi esteri sia in territori statunitensi d’oltremare (Guam, per esempio).

Sono circa 200 mila i soldati americani che si trovano in 170 Paesi, pari all’87 per cento degli Stati. Centomila sono in Germania, Italia, Inghilterra, 56 mila in Giappone, circa 28 mila in Corea del Sud, oltre 15 mila in Medioriente. Il tutto senza considerare le “basi mobili”: le portaerei più le navi a sostegno, i sottomarini nucleari ecc.

Eppure, al di là di questa presunta “onnipotenza”, gli Stati Uniti, oggi, non possono più farla da padroni del globo. Per la prima volta si trovano a misurarsi con la potenza emergente della Cina, ormai in grado di insediarne la supremazia economica.

(A proposito: la Cina è già “assediata” da basi militari Usa, quelle in Giappone, Corea del Sud, Filippine, mentre non esistono basi cinesi in Messico, a Cuba, in Canada…).

E poi, sullo sfondo, c’è l’India, a sua volta in rapida crescita. Inoltre: i Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), che stanno crescendo di numero e di peso, costituiscono un’aggregazione sempre più rilevante e, seppure fra contraddizioni, cercano uno spazio autonomo, addirittura con l’intenzione di soppiantare il dollaro negli interscambi.

Dal mondo unipolare si sta passando a quello multipolare. Grandi moltitudini intendono prendere in mano i propri destini, fuoriuscendo dalla gabbia di una sola potenza al comando. Assistiamo a processi profondi e complessi. E la tendenza è difficilmente arrestabile.

Gli Usa se ne rendono conto nel modo peggiore: la loro reazione è quella dell’arroccamento. Questo costituisce il maggior pericolo, perché la tentazione sarà il ricorso alla guerra, come si vede in Medioriente, oltre l’aggressività contro la Cina.

Sicché oggi la lotta per la pace deve essere il primo impegno di tutte le persone libere e dei popoli, che non vogliono più appaltare il proprio futuro, ma costruirlo.

14 Gennaio 2024

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