Guerra in Medio Oriente

Sinwar: dove si trova il leader di Hamas

Nel frattempo, non si fermano i combattimenti nella Striscia e i bombardamenti israeliani. E mentre l'Iran continua a minacciare lo Stato Ebraico, il ministro della Difesa Gallant ha avvisato il Libano: "Possiamo rendere Beirut come Gaza". Intanto, un sondaggio della tv pubblica Kan ha rivelato che solo il 32% degli israeliani è soddisfatto dell'operato del premier Benjamin Netanyahu, mentre è molto apprezzato il lavoro svolto da Gallant e dal capo di Stato Maggiore Herzi Halevi

Esteri - di Redazione Web - 8 Gennaio 2024

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Sinwar: dove si trova il leader di Hamas

Le autorità israeliane sanno dove si trova il leader di Hamas Yahya Sinwar, ma non possono colpirlo perché insieme a lui ci sono numerosi ostaggi. È quanto sostengono il giornale israeliano Israel Hayom e la radio Kan, che ha citato l’ex capo dell’intelligence militare israeliana Amos Yadlin. Le fonti spiegano che la mente del massacro del 7 ottobre è ‘‘circondato da un grande numero di ostaggi israeliani vivi”. E questo impedisce all’Idf, le Forze di difesa israeliane, di sferrare un raid su di lui.

Chi è Yahya Sinwar, leader di Hamas

Intanto, media arabi affermano che droni israeliani hanno bombardato stanotte due ospedali nella Striscia di Gaza, quello Europeo della città meridionale di Khan Yunis e lo Shuhada al-Aqsa nella centrale Deir al-Balah. Ieri sera due gruppi di assistenza medica citati dalla Cnn hanno annunciato il loro ritiro proprio dal nosocomio di al-Aqsa, dopo che l’esercito israeliano aveva lanciato volantini ordinando ai palestinesi di evacuare nei “rifugi” della zona. L’emittente araba Al Jazeera afferma che almeno otto palestinesi sono stati uccisi stanotte in un bombardamento aereo israeliano contro il campo profughi di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza.

Israele – Hamas: ultime notizie

In merito, le forze di difesa israeliane hanno riferito che nella notte ci sono stati intensi combattimenti a Khan Yunis, nel sud di Gaza, con l’aeronautica che ha lanciato attacchi su circa 30 obiettivi “significativi” di Hamas nell’area. Gli obiettivi includevano siti sotterranei, depositi di armi e altre infrastrutture. I combattimenti stanno continuando anche questa mattina. L’Idf ha reso noto su X di avere anche “colpito numerosi obiettivi di Hezbollah in Libano” durante la notte. In precedenza l’Idf aveva confermato che sabato un lancio di razzi di Hezbollah ha danneggiato una base aerea strategica nel nord di Israele.

Israele – Hamas: cosa sta accadendo nella Striscia di Gaza

Nel frattempo l’Iran ha continuato a minacciare Israele: “Durante la guerra a Gaza, iniziata il 7 ottobre, il regime sionista non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi, tra i quali l’annichilamento o il disarmo di Hamas“. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, come riferisce Irna, sottolineando che Israele non è riuscito a liberare gli ostaggi. “Per questi stessi motivi, Tel Aviv non ha avuto altra scelta che ricorrere all’assassinio dell’importante membro di Hamas, Saleh Al-Arouri, a Beirut il 2 gennaio“, ha aggiunto il ministro. Teheran ritiene che non sarà raggiunta una situazione di calma e tranquillità a livello regionale fino a che non saranno fermati gli attacchi di Israele contro Gaza, fino a che non saranno inviati aiuti umanitari nella Striscia e fino a che sarà posta fine al trasferimento forzato del popolo di Gaza, ha aggiunto il ministro della Repubblica islamica.

Israele – Hamas: l’Iran e il fronte con il Libano

Immediata la risposta del ministro della difesa israeliano Yoav Gallant che in occasione di un’intervista al Wall Street Journal ha affermato che se non sarà raggiunto con il Libano un accordo che consenta agli abitanti della Alta Galilea di tornare alle proprie abitazioni (che da mesi sono bombardate dagli Hezbollah), Israele non esiterà a fare ricorso alla forza. “Siamo pronti a fare sacrifici – ha detto GallantLoro vedono cosa succede a Gaza e sanno che abbiamo la capacità di fare un ‘copia-incolla’ con Beirut“.

Israele – Hamas: la diplomazia del Qatar

Tuttavia, non si fermano i tentativi di trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Secondo quanto riportato dalla Cnn, il premier e ministro degli affari esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, nel corso della conferenza stampa a Doha in occasione della visita del segretario di Stato americano Antony Blinken, ha dichiarato che l’uccisione di Arouri a Beirut potrebbe pesare sui negoziati per gli ostaggi a Gaza. “Naturalmente l’uccisione di uno degli alti dirigenti di Hamas è qualcosa che può influenzare un processo così complicato“, ha detto Al-Thani rispondendo ad una domanda.

Israele – Hamas: l’arrivo di Antony Blinken

Proprio in vista della visita in Israele del segretario di Stato Blinken, il ministro della Difesa Gallant ha affermato in un’intervista al Wsj che le forze israeliane si stanno spostando da quella che ha definito “l’intensa fase di manovra della guerra” verso “diversi tipi di operazioni speciali“. Ma, ha avvertito Gallant, la fase 3 del conflitto “durerà più a lungo” e ha sottolineato che Israele non abbandonerà il suo obiettivo di distruggere Hamas, ponendo fine al suo controllo su Gaza e liberando gli ostaggi che restano nelle mani dei terroristi nella Striscia.

Israele – Hamas: abisso Netanyahu

Però la maggioranza dei cittadini israeliani, dopo tre mesi dall’inizio della guerra a Gaza, non sta apprezzando l’operato del governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu. Un sondaggio pubblicato dalla tv pubblica Kan, ha rivelato che il 64% degli israeliani sono insoddisfatti per la gestione da parte del primo ministro ‘Bibi‘, mentre il 32% la approvano. Gli israeliani esprimono invece fiducia per la gestione del confitto dal ministro Gallant (63% dei consensi, 30% di critiche) e dal capo di stato maggiore il generale Herzi Halevi (67% dei consensi, 23% di critiche). In un altro sondaggio, diffuso dalla tv commerciale Canale 12, il primo partito di Israele in caso di elezioni sarebbe oggi l’Unione Nazionale del leader centrista Benny Gantz, con 33 dei 120 seggi. Il Likud otterrebbe solo 20 seggi (12 in meno rispetto alle elezioni di un anno fa) ed altri 14 seggi andrebbero al partito centrista di Yair Lapid (pure in netto calo). I due partiti dell’estrema destra – Potere Ebraico e Sionismo Religioso – otterrebbero rispettivamente 8 e 4 seggi. Un anno fa, presentatisi assieme, ebbero 14 seggi.

8 Gennaio 2024

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