L’indagine sul deputato FdI

Spari a Capodanno, le testimonianze contro Pozzolo: “Impugnava l’arma e ha sparato, era allegro”

Cronaca - di Redazione - 3 Gennaio 2024

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Spari a Capodanno, le testimonianze contro Pozzolo: “Impugnava l’arma e ha sparato, era allegro”

Le indagini della Procura di Biella sono solamente alle fasi embrionali, ma dalle prime testimonianze emerge un quadro piuttosto definito di quanto accaduto alla festa di Capodanno nell’ex asilo di Rosazza, oggi sede della Pro Loco, dove era presente il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.

Lì, come ormai noto, un 31enne genero di un agente della scorta dello stesso Delmastro è rimasto ferito alla gamba da un colpo d’arma da fuoco sparato dalla pistola North American Arms LR22 detenuta dal deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, giunto intorno all’una e mezza di notte a Rosazza dalla vicina Campiglia Cervo (dove vive con la famiglia) per salutare i presenti.

Nella versione offerta dal deputato di FdI ai carabinieri, il 31enne Luca Campana, elettricista e genero dell’uomo della scorta di Delmastro, avrebbe recuperato lui l’arma caduta al parlamentare di maggioranza sul pavimento sparandosi poi per sbaglio mentre la restituiva.

I testimoni contro Pozzolo

Oggi spuntano però diverse testimonianze che smentiscono quanto riferito da Pozzolo. Un testimone ha detto all’agenzia di stampa Ansa che l’onorevole “era allegro” e “mostrava l’arma tenendola nel palmo”. Un uomo delle forze dell’ordine presente alla festa spiega oggi a la Repubblica invece che quando è partito il colpo l’arma la impugnava proprio Pozzolo, anche lui inoltre conferma “l’allegria” del deputato.

Il militare presente alla festa organizzata a Rosazza, Comune guidato dalla sorella di Delmastro, Francesca, aggiunge poi altri particolari. Pozzolo avrebbe estratto la mini-pistola dal taschino per mostrarla ai presenti e la impugnava quando è partito il colpo che ha ferito Luca Campana.

In un attimo si è sentito il botto dello sparo, e ha rimbombato. C’erano anche bambini presenti”., spiega l’agente di polizia a Repubblica. Il testimone parla di gesto “superficiale e sconsiderato: come se io tirassi fuori l’arma di ordinanza per fare lo stesso, una follia”. Quando l’inviato di Repubblica Luca Monaco gli ricorda la versione di Pozzolo sul colpo partito mentre la pistola era in mano a Campana è invece categorico: “È successo sotto i miei occhi. Come me l’hanno visto altri presenti. Abbiamo tutti rilasciato le nostre testimonianze ai carabinieri”.

Lo stub e l’indagine sul deputato FdI

Pozzolo si è poi sottoposto allo stub, l’esame che serve a rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani, solo alle 7:30 del mattino del primo gennaio, sei ore dopo i fatti. Ha invece rifiutato di consegnare i suoi abiti, secondo quanto confermato dalla procuratrice di Biella Teresa Angela Camelio, invocando l’immunità parlamentare.

Al momento il deputato meloniano è iscritto nel registro degli indagati per lesioni aggravate, in attesa della decisione di Campana sulla querela: il reato non è infatti procedibile d’ufficio senza 20 giorni di prognosi, mentre il 31enne elettricista è stato refertato per “soli” dieci giorni. Il suo avvocato Marco Romanello fa sapere che “abbiamo sessanta giorni di tempo, decideremo insieme quando si sarà ripreso”.

Per Pozzolo c’è poi anche il reato di omessa custodia di armi, che prevede l’arresto fino a un anno o l’ammenda fino a mille euro. Il deputato ha nominato come avvocato Andrea Corsaro, che è anche sindaco di Vercelli.

di: Redazione - 3 Gennaio 2024

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