Centrosinistra

Il contro-Atreju di Schlein, il Pd si riunisce e sull’Europa: “La festa di Meloni è un dibattito finto”

A Roma la segretaria dem convoca la vecchia guardia. L'evento: "L'Europa che vogliamo: solidale, verde, giusta". Prodi: "Necessario equilibrio tra radicalismo e riformismo"

News - di Redazione Web - 17 Dicembre 2023

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 16-12-2023 Roma Politica Forum organizzato dal Partito Democratico “Sociale, verde, giusta: l’Europa che vogliamo” Nella foto Romano Prodi, Elly Schlein 16-12-2023 Rome (Italy) Politics Forum organized by the Democratic Party “Social, green, fair: the Europe we want” In the pic Romano Prodi, Elly Schlein
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 16-12-2023 Roma Politica Forum organizzato dal Partito Democratico “Sociale, verde, giusta: l’Europa che vogliamo” Nella foto Romano Prodi, Elly Schlein 16-12-2023 Rome (Italy) Politics Forum organized by the Democratic Party “Social, green, fair: the Europe we want” In the pic Romano Prodi, Elly Schlein

Elly Schlein il suo contro-Atreju lo ha tenuto anche lei a Roma, mentre alla festa di Fratelli d’Italia a Castel Sant’Angelo Elon Musk lanciava appelli a figliare e il presidente albanese Edi Rama assicurava sulla legalità degli accordi sui migranti. La segretaria dem ha dedicato l’evento “L’Europa che vogliamo: solidale, verde, giusta” a definire il programma da presentare alle prossime elezioni europee. Presenti Paolo Gentiloni, Giuseppe Provenzano, Rosy Bindi, Pina Picierno, Brando Benifei. E a seguire il dibattito “Le sfide dell’Europa progressista” con Nicolas Schmit, Enrico Letta, Mariana Mazzucato, Lucrezia Reichlin. A rubare la scena l’intervento dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi.

Alla fine della settimana in cui la premier Giorgia Meloni ha incoronato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, con il fallimentare attacco sul Mes, a leader dell’opposizione, la segretaria dem ha insistito: “Noi non siamo un Comitato elettorale permanente, siamo un vero partito, una vera comunità politica, un partito che mira a stare nella società e sfida la società per un’alternativa di governo. Un partito che ascolta i bisogni e le aspettative delle persone. Un partito che è in grado di mobilitarsi sulle grandi sfide del nostro tempo. Vogliamo un’Europa sostenibile”.

Schlein si è voluta presentare come l’erede della lunga tradizione del centrosinistra: soltanto qualche giorno fa aveva visitato la mostra organizzata da Ugo Sposetti sul segretario del Pci Enrico Berlinguer. Potrebbe candidarsi alle europee, non è ancora deciso. “Elly si candiderà se serve al partito. Non si conterà contro Meloni. Se ci sarà la premier è difficile che ci sia Elly”, ha detto una fonte definita fedelissima a Il Corriere della Sera a margine dell’evento. “L’Europa non ha bisogno di piccoli ricatti, ha bisogno di una grande prova di intelligenza collettiva. Ricatti come quello sul Mes. Non è possibile bloccare tutto il resto d’Europa. Ratificare le modifiche al Mes non significa chiederne l’attivazione, ma non impedire agli altri Paesi di accedervi. Se non è in grado nemmeno di spiegare questa differenza, deve cambiare mestiere”.

La segretaria dem ha definito “scellerata” la proposta del governo sul premierato che “scardina l’equilibrio fra poteri dello Stato”, ha insistito sul salario minimo, attaccato il veto del presidente ungherese Viktor Orban sul bilancio europeo e sugli aiuti economici all’Ucraina, ribadito l’appoggio a Kiev, invocato una Conferenza di Pace per il Medio Oriente a il riconoscimento di due popoli, due Stati, definito Hamas come un’organizzazione terroristica. Il Partito Democratico che dall’inizio dell’anno ha ereditato da Enrico Letta e alla cui guida si è trovata dopo una vittoria a sorpresa contro Stefano Bonaccini, resta impantanato, immobile, mediamente a dieci punti di distacco da Fratelli d’Italia, primo partito italiano, secondo i sondaggi.

Il discorso di Prodi

“Quando chiamate Musk o Vox, questo vuol dire che vivete in un mondo diverso, statevene nel mondo diverso. Quello è quello che io penso. Poi siccome hanno avuto il buon senso di non invitarmi, non mi sono posto il problema”, ha dichiarato Romano Prodi, citato dall’Ansa. “Non sono nei panni di Elly, ma penso che la sua riflessione sia uguale alla mia, cosa ci vai a fare, quando abbiamo una situazione in cui non esiste più il luogo del dialogo, cioè il Parlamento, cosa dobbiamo fare il dialogo, a Castel Sant’Angelo?! Nelle vecchie prigioni romane? Facciamolo nel Parlamento e poi anche negli altri posti”. L’ex premier ha anche precisato di non essere mai stato ad Atreju: “Ho visto che hanno detto che sono stato ad Atreju. Non ci sono mai stato, ho cercato negli archivi possibili immaginabili, ma forse un tempo ci si poteva anche andare, oggi no. Quello è diventato un discorso interno, chiuso, con un dibattito finto”.

“Il populismo ha finito di prendere sempre più peso in Italia e altrove: è il rifugio di un popolo che non trova casa in una partito e molti non l’hanno più trovato nel Pd. Se in 15 anni il Pd ha perso 6 milioni di elettori, significa che bisogna fare un’altra strada per costruire un percorso italiano ed uno europeo. Ma con tutte le debolezze, il Pd resta l’unico partito politico ancora capace di parlare con i suoi elettori ed è l’unico che ha sempre avuto forti radici europee”.

“Dobbiamo procedere con il necessario equilibrio tra radicalismo e riformismo, dobbiamo tornare a essere il punto di riferimento del Paese per le europee, in questo momento l’Europa prende tutti noi, è la nostra sfida. Una sfida di noi riformisti è completare l’Europa, fare l’Europa federale, che sia unita, forte, grande e che torni a essere rilevante nel mondo” ha aggiunto il fondatore del Partito democratico. “La tristezza maggiore che ho provato è vedere come nei primi tempi ci fosse un grandissimo interesse per l’Europa e che poi si è affievolito per la crescente irrilevanza dell’Europa di fronte ai giganti come gli Usa e la Cina”.

17 Dicembre 2023

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