Rischio caos a Gennaio

Assegno di inclusione, domanda dal 18 dicembre: ma il governo crea 1,6 milioni di “esodati” del reddito di cittadinanza

Politica - di Redazione - 15 Dicembre 2023

CONDIVIDI

Assegno di inclusione, domanda dal 18 dicembre: ma il governo crea 1,6 milioni di “esodati” del reddito di cittadinanza

Il paradosso per una maggioranza che a lungo ha strillato contro la riforma Fornero? Creare nuovi esodati, questa volta non sulle pensioni ma sul reddito di cittadinanza e sul suo “successore”, l’Assegno di inclusione. È il cortocircuito creato dal governo di Giorgia Meloni secondo le accuse che arrivano dal Movimento 5 Stelle.

A gennaio infatti saranno oltre 737mila le famiglie percettrici del reddito di cittadinanza, per un totale di 1,6 milioni di persone, che rischiano di restare prive di sostegno.

Ma se la battaglia contro il RdC era cosa nota e parte del programma che ha portato la destra a Palazzo Chigi, il problema si pone quando la soluzione trovata dall’esecutivo per dare comunque un sostegno, seppur minore, alle famiglie in difficoltà economica, non parte in tempo.

Come denuncia Dario Catenuto, deputato 5 Stelle e membro della commissione Lavoro, “i ritardi del Governo nella messa a terra dell’Assegno di inclusione sono imbarazzanti e a pagare il conto, per l’ennesima volta, saranno i nuclei famigliari con all’interno minori (348mila), anziani (341.700) e disabili (216mila), ma anche coloro che stanno frequentando i corsi di formazione senza ricevere un centesimo”.

L’assegno di inclusione nel 2024

Carotenuto li chiama “esodati del Reddito” per i ritardi e le manchevolezze dell’esecutivo. “Da settimane – spiega il deputato pentastellato – chiediamo che la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali venga a riferire in Parlamento sull’Adi, ma finora Calderone ha preferito darsi alla macchia. Un Governo che scappa dalle sue responsabilità è un Governo deleterio per il Paese”, è l’accusa di Carotenuto.

Ma contro il governo si scagliano anche i sindacati confederali. Per l’Assegno di inclusione “erede” del reddito di cittadinanza, denuncia Daniela Barbaresi della Cgil, “quasi certamente le persone resteranno senza soldi a gennaio. Manca un decreto attuativo, non ci sono né procedure né tempi tecnici. Il ritardo del governo è doloso. Hanno avuto un anno per prepararsi. E invece hanno portato avanti solo una campagna di ostilità verso 6 milioni di poveri in Italia”.

Sindacati che chiedono un incontro urgente alla ministra del Lavoro Marina Calderone che pare averlo concesso per lunedì 18 dicembre, giorno del via alle domande per l’Adi in base a quanto anticipato dal direttore generale dell’Inps Vincenzo Caridi. Il decreto deve essere ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale e poi seguito da una circolare operativa dell’Inps.

Quando fare domanda

Il via libera il 18 dicembre alla domande non impedirebbe, scrive Repubblica, il rischio di restare senza sostegno il mese di gennaio. L’iter infatti non è semplice né breve e, complice le feste natalizie, i patronati autorizzati lavoreranno meno giorni del previsto.

Non solo. La legge prevede che i soldi dell’Adi vengano caricati sulla Carta di inclusione solo “nel mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale”: dunque scatta una doppia corsa, quella alla richiesta dell’Adi sul sito Inps e poi, dopo l’accettazione, quella alla piattaforma Siisl per sottoscrivere il Pad, il Patto di attivazione digitale che serve a smistare i dati della famiglia ai servizi sociali dei Comuni e anche ai Centri per l’impiego.

di: Redazione - 15 Dicembre 2023

Condividi l'articolo