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Meloni in radio a tutto campo su Europa, alleati, magistratura, salario minimo e premierato: “Mia vita tutta in piazza”

Politica - di Carmine Di Niro - 6 Dicembre 2023

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Meloni in radio a tutto campo su Europa, alleati, magistratura, salario minimo e premierato: “Mia vita tutta in piazza”

Nella maggioranza di governo va tutto benissimo, l’esecutivo procede spedito nelle riforme ma è osteggiato da sindacati e da una “piccolissima parte della magistratura”. Non è un romanzo fantasy o l’amato Tolkien, ma lo stato dell’Italia secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che concede oggi una lunga intervista radiofonica a Rtl 102.5.

Meloni, Giambruno e la vita privata

C’è spazio per tanti temi nell’intervista, anche la vita privata, diventata un tema anche politico dopo le polemiche innescate dai fuorionda trasmessi da ‘Striscia la Notizia’ su Andrea Giambruno, conduttore Mediaset e ormai ex compagno della premier, che ha ufficializzato la fine della loro relazione sui social.

Eppure secondo Meloni “si è parlato delle volte senza pietà delle mie questioni personali, però alla fine con l’elmetto in testa si combatte”. Quindi la presidente del Consiglio spiega che di segreti “me ne sono rimasti pochi, la mia vita è tutta in piazza”.

Lo scontro con la magistratura

Intervenendo a “Non Stop News” Meloni sottolinea, negando l’evidenza, di “non vedere alcuno scontro tra politica e magistratura, non potrebbe venire da me, persona di destra con grande rispetto per chi serve lo Stato”. Per la premier in Italia c’è però “una piccola, piccolissima ma rumorosa parte della magistratura che per ragioni ideologiche ritiene di fare altro rispetto al suo ruolo, disapplicando provvedimenti di un governo che non condivide. Mi ha colpito ancor di più l’Anm: dice che la riforma costituzionale voluta da governo è un attacco alla magistratura, che non viene neanche toccata, e addirittura una deriva antidemocratica”.

L’attacco ai sindacati e il salario minimo

Quindi l’altro grande nemico di questi mesi di governo, i sindacati che sono scesi più volte in piazza contro la Manovra. Ultimo fronte di scontro, anche parlamentare, è stato il salario minimo.

Sul tema la Meloni si dice “stupita” dalla “posizione di alcuni sindacati che vanno in piazza per rivendicare il salario minimo e quando vanno a trattare i contratti collettivi accettano contratti con poco più di cinque euro all’ora come accaduto di recente con il contratto della sicurezza privata. Bisognerebbe essere un po’ coerenti”.

La tenuta del governo

Nonostante i rapporti ai minimi termini con la Lega, con l’ultimo clamoroso fronte che si è aperto dopo la kermesse nera dell’ultradestra a Firenze ospitata da Matteo Salvini in aperto contrasto con gli alleati di governo, secondo la presidente del Consiglio “il centrodestra sta molto bene, al di là di tutte le ricostruzioni che leggiamo ogni giorno, c’è un metro solo per valutare la coesione di un governo: la velocità. Questo governo lavora velocemente, ho visto governi impantanati per mesi, questo a noi non accade, ed è la dimostrazione di una coesione di fondo”.

Continua la premier: “Oggi abbiamo una grande occasione, lo scenario che si potrebbe realizzare è quello in cui in Parlamento europeo si riesce a costruire una maggioranza più compatibile a livello di visione. Potremmo ritrovarci con istituzioni europee in cui l’Italia conta molto di più: è il mio obiettivo, l’obiettivo della maggioranza“.

Il premierato e l’accordo Italia-Albania

Quindi Meloni torna su altre due questioni oggetti di polemiche. Da una parte il premierato, la riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del premier e che andrebbe a colpire il ruolo e i poteri del presidente della Repubblica.

Su questo la premier nega l’evidenza e sottolinea come le critiche “dimostrano non si sa cosa dire perché non abbiamo toccato il ruolo del Presidente della Repubblica, in questo caso Sergio Mattarella, che è figura che per gli italiani rappresenta un assoluto punto di riferimento. Tutto quello che facciamo – continua Meloni – è dire che chi guida il governo lo debbano scegliere gli italiani. Questo è il problema di chi contesta la riforma perché chi è stato abituato a fare il bello e il cattivo tempo facendo e disfacendo i governi nel Palazzo. Questo gioco è finito”.

Il capo del governo è eletto direttamente dai cittadini con meccanismi di stabilità che permettono all’esecutivo di stare in carica per cinque anni – ha aggiunto -. So che faranno di tutto per impedire di approvare questa riforma, penso si arriverà al referendum, saranno gli italiani a decidere“.

Quindi passa all’accordo sui migranti tra Italia e Albania, col ddl approvato martedì in Consiglio dei ministri e oggetto di feroci critiche. Meloni invece lo giudica “innovativo, utile, può anche rappresentare un precedente se riusciamo a farlo funzionare bene, ed è nel pieno rispetto del diritto internazionale”. Poi attacca l’opposizione: per la premier infatti la sinistra lo contesta “perché sperano che noi non risolviamo il problema”.

6 Dicembre 2023

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