Alta tensione

Ucraina: perché Klitschko ha criticato Zelensky, l’attacco del sindaco di Kiev al Presidente in crisi

Accuse durissime del pugile ex campione del mondo. “Ad un certo punto non saremo più diversi dalla Russia, dove tutto dipende dal capriccio di un uomo”. La solitudine di Zelensky, la controffensiva fallita

Esteri - di Redazione Web - 4 Dicembre 2023

CONDIVIDI

FOTO DA LAPRESSE
FOTO DA LAPRESSE

Scontro aperto in Ucraina. E non solo sul fronte, dove la controffensiva lanciata prima dell’estate si è impantanata, e l’esercito della Russia non sembra soffrire la pressione. Il sindaco di Kiev Vitalij Klitschko ha lanciato un attacco frontale al Presidente Volodymyr Zelensky, qualcosa che si spinge anche molto oltre rispetto alla situazione attuale, mentre la guerra in Medio Oriente ha superato per attenzione mediatica quella nell’est dell’Europa e Zelensky è stato definito un uomo solo, in una situazione critica. L’ex pugile campione del mondo dei pesi massimi è partito dalla vigilia dell’invasione russa nel febbraio 2024.

“La gente si chiede perché non fossimo meglio preparati per questa guerra. Perché Zelensky ha negato fino alla fine che si sarebbe arrivati ​​a questo. C’erano troppe informazioni che non corrispondevano alla realtà. Zelensky sta pagando per gli errori che ha commesso”. Prima dell’attacco scattato il 24 febbraio 2022 il Presidente ucraino aveva più volte chiamato alla calma mentre da Washington arrivavano diffuse informazioni su un’imminente operazione.

La solitudine di Zelensky

Il Time aveva dedicato il mese scorso una cover story a Zelensky dalla quale emergeva il momento molto delicato del Presidente e del suo Paese in questa fase. “La cosa più spaventosa è che una parte del mondo si è abituata alla guerra in Ucraina. La stanchezza causata dalla guerra scorre come un’onda. La vedi negli Stati Uniti, in Europa. E vediamo che non appena iniziano a stancarsi un po’, diventa come uno spettacolo”, dichiarava il Presidente che ha anche definito irresponsabile parlare di elezioni in questo momento. Non si voterà nel 2024 in Ucraina, dove al momento è in vigore la legge marziale.

Ancora più dura la situazione sul campo: secondo fonti americane Kiev avrebbe perso circa 70mila uomini, un’inchiesta della BBC aveva riportato una cifra di quasi 200mila uomini che sarebbero fuggiti dall’Ucraina dopo l’invasione della Russia per disertare l’arruolamento, oltre 21mila quelli che avrebbero tentato la fuga ma che sono stati catturati dalle autorità ucraine. Grandi polemiche aveva generato un’intervista al capo delle forze armate ucraine Valerii Zaluzhnyi che aveva descritto la guerra con la Russia bloccata in uno stallo. Klitschko ha offerto il suo sostegno anche al Capo di Stato Maggiore.

Perché Klitschko ha criticato Zelensky

“Ha detto la verità”, ha osservato il sindaco. “A volte le persone non vogliono sentire la verità. Ha spiegato e giustificato qual è la situazione attuale. Naturalmente possiamo mentire al nostro popolo e ai nostri partner, ma non si può farlo per sempre”. L’inganno sarebbe stato la promessa della vittoria finale. Ancora più duri gli attacchi dal quotidiano tedesco Der Spiegel cui il sindaco ha parlato di un Paese che sta scivolando verso l’autoritarismo. “Ad un certo punto non saremo più diversi dalla Russia, dove tutto dipende dal capriccio di un uomo”. Forse l’accusa più forte che Zelensky potesse ricevere: quella di essere paragonato a Putin.

“Il presidente oggi ha una funzione importante e dobbiamo sostenerlo fino alla fine della guerra. Ma alla fine di questa guerra ogni politico pagherà per i suoi successi o i suoi fallimenti”, ha aggiunto il sindaco. A inizio novembre il Kyiv International Institute aveva pubblicato un sondaggio secondo cui la fiducia nei confronti del presidente ucraino è passata dal 91% dello scorso maggio al 76% e sta scendendo anche quella in generale nei confronti del governo e delle istituzioni non militari. Nel frattempo erano esplosi i casi della morte del consigliere di Zaluzhnyi, Hennady Chastyakov, quello dell’avvelenamento di Marianna Budanova, la moglie del capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov, il Presidente Petro Poroshenko fermato alla frontiera mentre partiva per un giro di colloqui all’estero, secondo l’intelligence voleva incontrare il premier ungherese Viktor Orban.

4 Dicembre 2023

Condividi l'articolo