Le testimonianze

Se domani non torno, valanga di commenti contro la Polizia sui social: “Non avete fatto nulla, ho perso la fiducia”

L'account cita la poesia di Cristina Torres-Cáceres, si scatena la valanga di post che accusa le forze dell'ordine di non aver ascoltato e tutelato. I racconti da brividi di vittimizzazione secondaria e molestie

Cronaca - di Antonio Lamorte - 24 Novembre 2023

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SCREENSHOT DA INSTAGRAM + Foto Stefano Porta/LaPresse 23-11-2023 Milano, Italia – Cronaca – Manifestazione “Passeggiata arrabbiata” lungo i Navigli dell’Associazione non Una di Meno contro i femminicidi e per ricordare Giulia Cecchettin November 23, 2023 Milan, Italy – News – Demonstration “Angry walk” along the Navigli of the non Una di Meno Association against feminicides and to remember Giulia Cecchettin
SCREENSHOT DA INSTAGRAM + Foto Stefano Porta/LaPresse 23-11-2023 Milano, Italia – Cronaca – Manifestazione “Passeggiata arrabbiata” lungo i Navigli dell’Associazione non Una di Meno contro i femminicidi e per ricordare Giulia Cecchettin November 23, 2023 Milan, Italy – News – Demonstration “Angry walk” along the Navigli of the non Una di Meno Association against feminicides and to remember Giulia Cecchettin

Devono aver pensato a tutt’altre reazioni, a tutt’altri commenti in giorni di cordoglio unanime e solidarietà estesa ma anche retorica. E invece il post della Polizia sulla violenza di genere, quello che ha citato la poesia dell’attivista peruviana Cristina Torres-Cáceres diventata virale dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, è stato bersagliato da una valanga che invece accusa le forze dell’ordine di aver sottovalutato allarmi e denunce. Migliaia di commenti che aprono uno squarcio grottesco sulla questione di genere, sulla violenza sulle donne, sui femminicidi.

Giulia Cecchettin è scomparsa sabato 11 novembre, il suo corpo è stato ritrovato dopo una settimana in un vallone nei pressi del lago di Barcis, in provincia di Pordenone. Accusato di omicidio e sequestro di persona il suo ex fidanzato, il coetaneo Filippo Turetta, arrestato in Germania. Sarà estradato domani in Italia, due settimane dopo la scomparsa, una settimana dopo il ritrovamento del corpo di Cecchettin, proprio nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Il caso è diventato dominante da un punto di vista mediatico, ha rimesso al centro dell’attenzione la violenza sulle donne, il patriarcato.

I commenti sulla pagina della Polizia

“Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto. Se domani tocca a me voglio essere l’ultima”, i versi dell’attivista peruviana Cristina Torres-Cáceres diventati virali e citati anche da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, che davanti alla tragedia ha trovato il coraggio di non chiudersi nel silenzio e di denunciare una cultura più che un colpevole. Quei versi sono stati ripresi anche da un post della Polizia di Stato che su Instagram ha scritto come quelle parole ricordino “oggi più che mai, l’importanza di essere uniti nel combattere la violenza sulle donne. Ricordate, se questo non è amore non siete sole”. E invece no.

 

La pagina è stata sommersa da commenti che hanno accusato le forze dell’ordine: tantissime testimonianze, una galleria degli orrori. Non significa che ogni agente, che tutti i carabinieri, non facciano il loro lavoro. E non sono riportate le scannerizzazioni delle denunce, certo non sono racconti verificabili. Segnalano tuttavia un sistema che non funziona, una maniera di interpretare i racconti di molestie, o di non ascoltarli nemmeno, di abusare a propria volta. E una sensazione di vulnerabilità, un sentimento di sfiducia diffuso verso le forze dell’ordine e verso le istituzioni.

Secondo un sondaggio YouTrend pubblicato lo scorso maggio solo una donna su cinque si ritiene soddisfatta della risposta delle Forze dell’Ordine quando denuncia un reato. E intanto le richieste alla help line 1522 nei giorni dopo l’omicidio di Cecchettin. L’ISTAT ha misurato che in Italia nel 2022 si sono verificati 106 femminicidi presunti, l’84,1% dei 126 omicidi con una vittima donna, 61 le donne uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner, 43 le donne uccise da un altro parente.

Riportiamo di seguito alcuni dei commenti sulla pagina Instagram della Polizia di Stato:

A mia suocera che denunciava l’ennesima dose di percosse avete risposto “i panni sporchi si lavano in casa”

Ci vediamo il 25 nelle piazze allora. Noi saremo quellə che manifestano, voi quelli vestiti da antisommossa.

Da voi mi è stato detto che nel tragitto casa-università è normale trovare qualcuno che si masturba guardandomi. Vi ho mostrato il video, il soggetto e l’auto. Indovinate? Sono rimasta sola nel tragitto casa-università, voi dove eravate?

Dieci di sera, io e un’amica per le strade della nostra città. Una pattuglia passa e ci fischia. Noi eravamo minorenni.

Il giorno dopo ho fatto le valigie e sono tornata dai miei genitori, in un’altra città, in un’altra regione.

Mentre mio padre stava picchiando mia madre siete rimasti dietro la porta di casa e non siete mai intervenuti, “tanto dopo ha smesso”.

Molestata dal maresciallo della caserma dei Carabinieri. “Scusi ma come si permette?”. “Si dai, tu prova a denunciarmi”.

“Non esiste l’abuso psicologico e per quello fisico non hai le prove” sono passati 11 anni

Quando a 13 anni mia madre mi lasciò una lettera dicendo che si darebbe suicidata io vi chiamai, mi diceste che non era nulla e che sarebbe tornata. Eravate amici di mio padre e l’avete letteralmente coperto. Ho perso la fiducia per sempre.

Quando ho vissuto un episodio molto brutto in treno e sono venuta a segnalarvelo, mi avete detto che era uno spreco di tempo ricercate nelle telecamere chi fosse stato. La settimana dopo è riuscito a fare quello che con me non ha fatto.

Quando quell’amico dell’UNI ho iniziato a trovarlo ovunque, quando vi ho detto che chiamava a tutte le ore a casa e che se non c’ero lasciava detto a mia madre di stare attenta a me, quando lo trovavo ovunque e anche alle 6 prima di iniziare un turno sul luogo di lavoro, mi avete risposto: “Se non ti mette le mani addosso non possiamo fare nulla, neanche richiamarlo”.

Quando sono stata picchiata alle 20.30 di una sera di dicembre mi avete chiesto se mi sembrava il caso di passeggiare sola per le strade buie.

Sono stata inseguita da un pazzo davanti Castel Sant’Angelo insieme ad un mio amico gay, dopo tot abbiamo incontrato una pattuglia che invece di fare qualcosa ha deriso il mio amico dicendomi “e il tuo amico non ha fatto nulla? che mezzo uomo” complimenti!

Sono stata inseguita in macchina da uno sconosciuto che mi ha quasi speronato e mi ha urlato le peggio offese. Voi vi siete preoccupati di chiedermi perché alle 3 di notte tornassi a casa da sola in macchina da una festa e “non è che magari questo era alla festa e gli hai fatto credere chissà che?”

Stalking. Seguita fin sotto casa, lui appostato sotto la finestra ore e ore, sistematicamente, ogni giorno. Vengo da voi, e la risposta è stata: “Signorina, le ha messo le mani addosso? No? Allora non possiamo fare nulla”.

Vi ho chiamati perché mi stavano pedinando due uomini di notte e non c’era nessuno per strada. La vostra risposta è stata: “non è che magari vogliono conoscerti in un modo un po’ loro?”

Sto cercando tra le migliaia di messaggi uno in cui ci sia scritto che quella volta lì avete fatto il vostro dovere (e con vostro dovere non intendo menarci a caso durante le manifestazioni). Se lo trovo vi avverto

La denuncia della scomparsa di Giulia Cecchettin

Il tema non è estraneo al caso di Giulia Cecchettin: si parla da giorni della segnalazione di un testimone al 112 per un’aggressione in un parcheggio vicino casa. “C’erano altri interventi in atto da parte delle pattuglie” hanno spiegato i militari aggiungendo che non era stata presentata una denuncia di scomparsa. La ragazza però era uscita soltanto nel pomeriggio. Lapresse riporta poi di una telefonata di un vigilantes che avrebbe visto le immagini dell’aggressione al centro commerciale di Fossò e chiamato il 112. Una telefonata smentita dall’Arma.

Gino Cecchettin avrebbe presentato denuncia di scomparsa della figlia alle 13:30 di domenica 12 novembre, una scomparsa definita “allontanamento volontario” e di “persona non in pericolo di vita” per i militari della stazione di Vigonovo. Il padre aveva espresso nella denuncia la relazione finita, la difficoltà ad andare avanti di lui, il ricatto emotivo cui aveva sottoposto la ragazza come lo aveva definito lei stessa in un vocale alle amiche. Al momento non c’è alcuna indagine in corso della Procura per accertare questa parte della vicenda.

 

24 Novembre 2023

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