Il tour

Motta live: per vedere e cantare come va a finire, il concerto al Duel a Napoli

Il tour dopo l'ultimo disco, "La musica è finita". Un album che è come il Joker di Todd Phillips che balla sulle scale, una liberazione

Spettacoli - di Antonio Lamorte - 24 Novembre 2023 alle 16:37

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Francesco Motta e la sua band in concerto al Duel a Pozzuoli
Francesco Motta e la sua band in concerto al Duel a Pozzuoli

Gli raccontò lo scrittore due volte Premio Strega Sandro Veronesi che quando nel 1999 si avvicinava l’inizio di un nuovo millennio il mondo si divideva in due: chi voleva entrare il prima possibile nel 2000 e chi voleva entrarci il più tardi possibile. E Francesco Motta pensò che lui faceva parte di questa seconda parte. La fine, il capolinea, il senso della fine delle cose l’ha cantato più volte. L’ultimo suo disco La musica è finita è uscito lo scorso 27 ottobre, neanche un mese di tempo ed è partito per un tour prodotto da Magellano Concerti iniziato con una data zero a Livorno e proseguito a Milano, Torino, Roncade, Firenze, Bologna, Pozzuoli. Si chiuderà stasera all’Orion di Ciampino, Roma. Ieri al Duel Club di Pozzuoli, Napoli.

Non sembra un caso che la title-track sia stata scritta con Francesco Bianconi, autore e frontman dei Baustelle. Canta di borghesia e di “un’era desacralizzata”. L’altro singolo era stato Anime perse, col quale si apre l’album e anche il concerto. La maggior parte dei pezzi in setlist arrivano dall’ultimo disco, naturalmente, e altrettanto ovviamente da La fine dei vent’anni, il primo album del 2016 che fu una rivelazione e che aveva piazzato Motta tra gli autori più maturi della sua generazione e in un posto tutto suo, a cavallo tra rock e cantautorato, negli anni d’oro dell’indie e dell’It-pop.

E infatti l’ambiente, per niente affollato, comincia a scaldarsi dopo una manciata di pezzi con Prima o poi ci passerà. Qualcuno gli chiede del suo rapporto con Napoli, di quello della moglie protagonista di Mare Fuori, l’attrice Carolina Crescentini. Sul palco il suo Mick Ronson Giorgio Maria Condemi, Whitemary, Francesco Chimenti e Davide Savarese. Motta ha cambiato squadra, management e co-produttore. L’ultimo disco è stato prodotto da Tommaso Colliva. Ci hanno partecipato Willie Peyote, Giovanni Truppi, Jeremiah Fraites dei Lumineers, Ginevra. Una maniera per voltare pagina, andare oltre la fine dell’ultimo capitolo, affrontarne uno nuovo.

Francesco Motta con il suo primo album ha vinto il Premio Tenco all’Opera Prima, con il secondo Vivere o morire la targa Tenco al miglior album, quando ha partecipato a Sanremo ha vinto nella serata dei duetti con Nada, al Primo Maggio 2019 Dori Ghezzi gli aveva consegnato il Premio SIAE. Un ragazzo che sembrava fatto per vincere premi. Il terzo album Semplice, del 2021, era passato un po’ sottotraccia, un mondo di mezzo. Il quarto ha aperto le finestre, inaugurato un nuovo capitolo. “Hai presente Joker di Todd Phillips? – aveva detto in un’intervista a Rolling Stone – Quando lui scende dalle scale e balla tu non lo giudichi come un pazzo, lo consideri libero. La sensazione che mi ha trasmesso quella scena lì esprime alla perfezione ciò che volevo dire con La musica è finita: il ballare sopra la fine delle cose non, però, con la malinconia che trapelava sempre nei miei album precedenti, ma con il desiderio di vedere cosa accadrà dopo”.

Sul palco solita attitudine rock and roll, l’esperienza maturata da fonico e da frontman, quel modo di agitare le mani per agitare il pubblico. La sanremese Dov’è l’Italia tagliata fuori da una scaletta già molto strutturata in neanche dieci anni di musica. Encore incendiario con Se continuiamo a correre, Roma stasera, Ed è quasi come essere felice. A chiudere il concerto Quello che ancora non c’è, traccia finale dell’ultimo disco. Cambiare senza stravolgere, attraversare una trasformazione restando coerente. La musica ovviamente non è finita, Francesco Motta dovrebbe ripartire nei prossimi mesi per un nuovo tour. È sempre una buona idea.

24 Novembre 2023

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