Il femminicidio

Come è morta Giulia Cecchettin, l’omicidio con diverse coltellate a testa e collo: Turetta l’ha lanciata in un dirupo

Cronaca - di Redazione - 19 Novembre 2023 alle 08:43

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Come è morta Giulia Cecchettin, l’omicidio con diverse coltellate a testa e collo: Turetta l’ha lanciata in un dirupo

Giulia Cecchettin è morta accoltellata, con più di venti fendenti che l’hanno colpita alla testa e al collo, poi il suo corpo, forse già senza vita, è stato fatto rotolare lungo un dirupo per 50 metri, fino a quando il corpo di Giulia si è fermato in un canalone vicino il lago di Barcis, in provincia di Pordenone.

È questa, stando a quanto emerso dall’ispezione cadaverica esterna svolta fino nel pomeriggio di sabato dal medico legale Antonello Cirnelli, alla presenza del sostituito procuratore di Pordenone Andrea Del Missier, la modalità con cui è stata uccisa la 22enne studentessa universitaria di Ingegneria scomparsa sabato 11 novembre assieme all’ex fidanzato Filippo Turetta.

Alcune delle ferite riportate, secondo quanto riscontrato dal medico legale, sono compatibili con un tentativo da parte della ragazza di difendersi dal suo omicida: si tratta in particolare delle ferite riportate alle mani e alle braccia.

Solo in sede di autopsia, prevista già da domani, potrà essere stabilito con certezza quanti sono stati i fendenti inferti dalla mano del presunto assassino e, in quella sede, si potrà circoscrivere l’ora della morte. Questo elemento sarà fondamentale per stabilire la competenza territoriale della procura e del tribunale dove si incardinerà il processo per omicidio nei confronti di Filippo Turetta

L’aggressione e la fuga di Filippo

L’indiziato dell’omicida, Filippo Turetta, è ancora in fuga. I due erano scomparsi nel nulla sabato sera: si erano incontrati in un centro commerciale per un panino insieme al McDonald’s, poi il litigio e l’aggressione da parte di Filippo, lasciato da Giulia lo scorso aprile, nella zona industriale di Fossò (Venezia), come mostra un video delle telecamere di sorveglianza di un’azienda del posto.

Nel filmato si vede Turetta colpire a mani nude Giulia mentre i due litigano in auto. La ragazza tenta di scappare, lui la rincorre, la colpisce ancora, fino a farla stramazzare a terra. Immagini che mostrano infine Giulia sanguinante, caricata a forza da Filippo nella sua Fiat Punto nera, che poi si dilegua nella notte. La telecamera che ha ripreso l’aggressione, le immagini non sono nitidissime, si trova lungo la strada di Fossò, dove erano state rinvenute nei giorni scorsi macchie di sangue e alcuni capelli. Si tratta di una delle telecamere a circuito chiuso dello stabilimento di Christian Dior, che si trova nei paraggi.

L’auto in Austria

Le ricerche dei due giovani erano iniziate sabato mattina ricalcando lo schema di ieri lungo l’asse tra Veneto e Friuli, ma non solo. Negli ultimi giorni le ricerche si erano intensificate proprio nella zona del lago di Barcis perché secondo la ricostruzione fatta grazie alle celle agganciate dal telefonino dell’ex fidanzato c’erano due ore di buco temporale. Non solo: l’area si trova lungo la direttrice che Turetta avrebbe seguito nella fuga, tracciata dai varchi elettronici, a bordo della sua Fiat Punto nera.

Le ricerche del giovane studente universitario e dell’ex fidanzata si erano estese ormai oltre i confini italiani, in particolare verso la direttrice con l’Austria. Per Turetta è stato spiccato un mandato d’arresto europeo. Questo perché la Fiat Grande Punto targata FA 015 YE del 22enne è stata registrata per l’ultima volta da un varco targa-system a Lienz, in Austria, lo scorso mercoledì 15 novembre.

Gli appelli a Filippo

Ancora in fuga, a Filippo si rivolgono il procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi e i suoi familiari. Il messaggio è sostanzialmente lo stesso, tornare indietro e consegnarsi alle autorità.

È un appello – ha spiegato ai giornalisti Cherchi – al ragazzo affinché si costituisca e possa dare la propria versione dei fatti. Speravamo di non dover dare questa notizia (il ritrovamento del corpo di Giulia, ndr) – ha proseguito incontrando la stampa – ma la ricostruzione dei fatti che potrebbe fare Turetta sarebbe molto importante, anche per lui stesso. Per questo ribadisco: non continui questa sua fuga e si costituisca“.

Anche i genitori di Filippo hanno lanciato tramite il loro avvocato un appello al  figlio: “Filippo si avvicini alle forze dell’ordine e si costituisca“. Emanuele Compagno, il legale di Turetta, ha sottolineato a LaPresse che i genitori di Filippo sperano che “il figlio si assuma le proprie responsabilità“.

di: Redazione - 19 Novembre 2023

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