Il ritorno dopo sette anni

David Cameron: chi è l’ex premier inglese nominato ministro degli Esteri nel rimpasto del governo Sunak

Il ritorno a sorpresa nel rimpasto del premier Rishi Sunak. Non essendo stato eletto, Re Carlo gli ha conferito un titolo nobiliare per accedere alla Camera dei Lord. Da 50 anni un ex primo ministro non accettava un ruolo da ministro

Esteri - di Redazione Web

13 Novembre 2023 alle 17:30

Condividi l'articolo

FILE – Britain’s former Prime Minister David Cameron arrives at Westminster Cathedral to attend the funeral of slain member of parliament David Amess, in London, Tuesday, Nov. 23, 2021. Former Prime Minister Cameron has been appointed as Britain’s Foreign Secretary in a Cabinet reshuffle on Monday, Nov. 13, 2023. (AP Photo/Alberto Pezzali, File) Associated Press/LaPresse Only Italy And Spain
FILE – Britain’s former Prime Minister David Cameron arrives at Westminster Cathedral to attend the funeral of slain member of parliament David Amess, in London, Tuesday, Nov. 23, 2021. Former Prime Minister Cameron has been appointed as Britain’s Foreign Secretary in a Cabinet reshuffle on Monday, Nov. 13, 2023. (AP Photo/Alberto Pezzali, File) Associated Press/LaPresse Only Italy And Spain

David Cameron aveva lasciato la politica dopo la sconfitta nel referendum sulla Brexit. È tornato alla politica dopo sette anni: era da cinquant’anni che un ex primo ministro non accettava un ruolo da semplice ministro. L’ex premier si occuperà degli Esteri, una notizia arrivata completamente a sorpresa, non pronosticata in alcun modo, spiazzati e sorpresi anche giornali e tabloid dal rimpasto voluto dal premier Rishi Sunak. Una decisione che sembra essere un’opportunità per sottolineare la sua autorità sul gruppo dirigente del partito Tory in vista delle elezioni che si terranno entro gennaio del 2025.

Il rimpasto è scattato questa mattina. La prima a pagare è stata la ministra degli Interni, Suella Braverman, che sarà sostituita dall’ex ministro degli Esteri James Cleverly. Cleverly sarà sostituito da Braverman. L’ex ministra degli Interni era stata nominata nel settembre 2022 da Liz Truss ed era tornata all’incarico da Sunak. Era stato oggetto di critiche nelle ultime settimane dopo le sue parole sulle manifestazioni pro-palestinesi: secondo la ministra la polizia reprimeva con più durezza le manifestazioni di estrema destra rispetto a quelle in corso in questi giorni. Figlia di migranti indiani, aveva impresso la sua impronta soprattutto nelle politiche migratorie. Aveva sostenuto l’accordo per la deportazione dei migranti irregolari in Ruanda e aveva definito l’immigrazione una “minaccia esistenziale” per l’Occidente.

Perché Cameron agli Esteri

Cameron è tornato alla politica da ministro. Non era stato eletto, non era parlamentare, perciò gli è stato conferito da Re Carlo III un titolo nobiliare per poter accedere alla Camera dei Lord. È stato nominato d’urgenza Barone a via del Regno Unito. Una decisione a sorpresa, imprevista per i giornali e i tabloid britannici, che ha già sollevato polemiche sull’opportunità e democraticità della mossa. I commentatori hanno sottolineato come negli ultimi anni Cameron avesse abbandonato la politica attiva e sia diventato un influente lobbista, coinvolto tra l’altro nello scandalo del fallimento della società di servizi finanziari Greensill Capital.

Le inchieste del Financial Times e del Sunday Times accusavano Cameron di aver provato a convincere Sunak, all’epoca cancelliere, a far ottenere alla società la massima allocazione possibile di prestiti garantiti dal governo. Da quella vicenda l’ex premier era comunque uscito pulito. Cameron è considerato anche molto vicino al governo cinese, è stato accusato di lavorare per Pechino. Sunak nel frattempo è diventato primo ministro. Chi si è espresso a favore della nomina, ha parlato soprattutto dell’opportunità di sfruttare l’esperienza e le relazioni di una persona già navigata nella politica internazionale al livello più alto.

 

“Poche settimane fa Sunak descriveva Cameron come simbolo di uno status quo fallito, ora lo recupera come una zattera di salvezza: un modo per cancellare tutte le ridicole pretese del primo ministro di rappresentare un cambiamento dopo 13 anni di fallimenti Tory”, ha commentato Pat McFadden, uno dei responsabili della macchina organizzativa laburista. “Niente rappresenta il futuro e il cambiamento meglio di … David Cameron”, sarcasmo su X anche da parte di un’altra deputata d’opposizione del partito di Keir Stramer, Jess Phillips.

Chi è David Cameron

Figlio di un facoltoso banchiere, studi a Eton e a Oxford, laureato in Ppe (Philosophy, Politics and Economics) con il massimo dei voti. Consigliere del ministro delle Finanze Norman Lamont, deputato alla Camera dei Comuni, lo soprannominarono “Tory Blair” quando nel 2005 diventò leader del partito conservatore dopo tre sconfitte successive dei suoi predecessori. Aveva 40 anni, era la speranza di un rinnovamento all’interno del partito dei conservatori britannici.

Con lui, alle elezioni del 2010, i conservatori tornarono al potere. Aveva allargato il partito al centro. Cinque anni dopo prende addirittura la maggioranza assoluta e i Tories hanno potuto governare da soli. Il suo errore fu concedere il referendum sulla Brexit. Dopo la vittoria del “LEAVE” del 2016, lasciò subito la presidenza del consiglio, diede le dimissioni. Anche Sunak si era espresso a favore della Brexit.

Il messaggio di Cameron

“Anche se sono stato fuori dalla politica in prima linea negli ultimi sette anni, spero che la mia esperienza – come leader conservatore per undici anni e Primo Ministro per sei – mi aiuterà ad aiutare il Primo Ministro ad affrontare queste sfide vitali”, ha scritto in un post su X Cameron. “Anche se non sono stato d’accordo con alcune decisioni individuali, è chiaro per me che Rishi Sunak è un Primo Ministro forte e capace, che sta mostrando una leadership esemplare in un momento difficile. Voglio aiutarlo a garantire la sicurezza e la prosperità di cui il nostro Paese ha bisogno e far parte della squadra più forte possibile al servizio del Regno Unito e che potrà essere presentata al Paese quando si terranno le elezioni generali”.

“Credo nel servizio pubblico. Questo è ciò che mi ha motivato per la prima volta a impegnarmi in politica negli anni ’80, a lavorare nel governo negli anni ’90, a diventare membro del Parlamento negli anni 2000 e a propormi come leader del partito e primo ministro. Il Ministero degli Esteri del Regno Unito, il nostro servizio diplomatico, i nostri servizi di intelligence e le nostre capacità di aiuto e sviluppo sono alcune delle migliori risorse del loro genere in qualsiasi parte del mondo. So dal mio mandato che il loro personale è composto da persone brillanti, patriottiche e laboriose”.

13 Novembre 2023

Condividi l'articolo