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Accordo sui migranti: cosa prevede il patto Italia-Albania

Oggi l'incontro tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro Edi Rama: protocollo avviato ad agosto. Patto sulle persone salvate in mare e sviluppo di centri di accoglienza. Il tutto sarà operativo entro la primavera 2024. La Presidente del Consiglio: "Favorevole ad un allargamento ad Est dell'Ue"

Politica - di Redazione Web

6 Novembre 2023 alle 18:47 - Ultimo agg. 6 Novembre 2023 alle 20:32

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Accordo sui migranti: cosa prevede il patto Italia-Albania

Il protocollo d’intesa tra Italia e Albania sulla gestione dei flussi migratori siglato oggi a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, non si applica agli immigrati che giungono sulle coste e sul territorio italiani ma a quelli salvati nel Mediterraneo da navi italiane, come quelle di Marina e Gdf, non quelle delle ong. Non si applica a minori, donne in gravidanza e soggetti vulnerabili. Al porto di Shengjin, l’Italia si occuperà delle procedure di sbarco e identificazione e realizzerà un centro di prima accoglienza e screening. A Gjader, nel nord ovest dell’Albania, realizzerà una struttura modello Cpr per le successive procedure. Il protocollo  è stato chiuso nel Ferragosto scorso, quando la premier Giorgia Meloni si era recata nel Paese delle Aquile.

L’accordo

L’intesa, dopo l’accordo “politico“, dovrà essere tradotta in una soluzione normativa e poi ratificata. Sarà operativa entro la primavera 2024. “Se l’Italia chiama l’Albania c’è“. Lo ha detto il premier albanese Edi Rama durante la conferenza stampa con la Meloni sull’intesa siglata sui migranti. “Non sta a noi – ha aggiunto – giudicare il merito politico di decisioni prese in questo luogo e altre istituzioni, a noi sta rispondere ‘Presente’ quando si tratta di dare una mano. Questa volta significa aiutare a gestire con un pizzico di respiro in più una situazione e difficile per l’Italia. La geografia – ha aggiunto – è diventata una maledizione per l’Italia, quando si entra in Italia si entra in Ue. Noi – ha concluso – non abbiamo la forza e la capacità di essere la soluzione ma abbiamo un dovere verso l’Italia e la capacità di dare una mano. L’Albania – ha detto in un altro passaggio – non fa parte dell’Unione ma è uno Stato europeo, ci manca la U davanti ma ciò non ci impedisce di essere e vedere il mondo come europei“.

Edi Rama

L’accordo prevede di allestire centri migranti in Albania che possano contenere fino 3mila persone“. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni dopo l’incontro a Palazzo Chigi con il primo ministro dell’Albania Edi Rama. “L’accordo che sigliamo oggi – ha detto in un altro passaggio – arricchisce di un ulteriore tassello la collaborazione” tra i due Paesi e “quando ne abbiamo iniziato a discutere siamo partiti dall’idea che l’immigrazione illegale di massa è un fenomeno che nessuno Stato Ue può affrontare da solo e la collaborazione tra stati Ue e stati – per ora – è fondamentale“. Gli obiettivi dell’accordo, ha aggiunto Meloni, sono quelli di “contrastare il traffico di essere umani, prevenire i flussi irregolari ed accogliere solo chi ha veramente diritto alla protezione internazionale“.

Giorgia Meloni

Nei due centri “quello al porto si occuperà delle procedure di sbarco e di identificazione con una prima attività di screening mentre il centro che verrà realizzato nell’area più interna sarà una struttura modello Cpr. L’accordo non riguarda i minori e donne in gravidanza ed i soggetti vulnerabili. la giurisdizione sarà italiana. L’Albania collabora sulla sorveglianza esterna delle strutture. All’accordo che disegna la cornice, seguiranno una serie di protocolli. Contiamo di rendere operativi i centri nella primavera“, ha affermato la premier. Che poi ha aggiunto:

Allargamento dell’Ue ai Balcani

Questo accordo è di respiro europeo dimostra che si può collaborare nella gestione dei flussi, l’Albania si conferma una nazione amica e nonostante non sia ancora parte dell’Unione si comporta come se fosse un paese membro e questa è una delle ragioni per cui sono fiera che l’Italia sia da sempre uno dei paesi sostenitori dell’allargamento ai Balcani occidentali. L’Ue non è un club quindi io non parlo di ingressi ma di riunificazione dei Balcani occidentali che sono Paesi Ue a tutti gli effetti e per questo da sempre sostenuto con forza riunificazione, accordo innovativo e possa essere un modello da seguire“.

6 Novembre 2023

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