La rubrica

Il delirio di Israele e dell’Occidente

Con i palestinesi di Gaza, Israele “gioca” come il gatto con il topo. Loro non possono fuggire da nessuna parte, mentre si stringe, a proprio piacimento, la morsa di uno degli eserciti più potenti.

Editoriali - di Mario Capanna

22 Ottobre 2023 alle 12:30

Condividi l'articolo

Il delirio di Israele e dell’Occidente

Possano almeno le nostre menti resistere ai deliri.
(E. Morin)

Oggi Israele, gli Usa, l’Occidente sono la realtà più odiata al mondo. Imponenti manifestazioni di condanna si susseguono ovunque, da Washington alle città europee, all’Indonesia. La reazione di Israele, dopo la carneficina perpetrata da Hamas, va ben al di là del biblico “occhio per occhio, dente per dente”. È un crimine di Stato contro civili, imprigionati dentro un fazzoletto di terra, e ridotti allo stremo, con i bombardamenti praticamente a tappeto, e dopo il taglio di acqua, cibo, elettricità, medicine. Con i palestinesi di Gaza, Israele “gioca” come il gatto con il topo. Loro non possono fuggire da nessuna parte, mentre si stringe, a proprio piacimento, la morsa di uno degli eserciti più potenti.

La visita di Biden a Netanyahu è stata penosa, e complice. Ha, di fatto, incoraggiato il massacro di palestinesi – non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania – e ha vittoriosamente… ottenuto l’ingresso, attraverso il valico egiziano di Rafah, di ben… 20 camion di generi di prima necessità per gli assediati. Venti camion, per milioni di persone ridotte a pezzi! Esilarante, se la cosa non fosse tragica. In cambio, uno stratosferico finanziamento a Israele. Il padrone è generoso con il suo cane da guardia contro i popoli e gli Stati arabi. La controprova è data dal veto americano, che all’Onu ha bocciato ogni risoluzione per il cessate il fuoco. A Washington, come a Gerusalemme, si vuole il massacro.

Senza uno Stato palestinese, che coesista in pace con quello di Israele, la guerra in Medioriente è destinata a continuare all’infinito. Dare vita allo Stato palestinese, con Gerusalemme Est come capitale, significa, a questo punto, smantellare le centinaia di illegali colonie israeliane nei territori occupati, il che richiede una volontà di ferro, superiore a quella che ebbero Arafat e Rabin negli accordi di Oslo. Questa volontà non esiste, come non c’è stata negli ultimi decenni.

Eppure tutti sappiamo che quella è l’unica strada di giustizia, anche perché la storia, fortunatamente, ha dimostrato che nessuno dei due popoli è in grado di eliminare l’altro, quali che siano le atrocità che vengono perpetrate. Nella tragica miopia della prepotenza occidentale, non si vuole che quella strada sia per davvero aperta. Non lo vuole Biden, non lo vuole il corrotto Netanyahu, non lo vuole l’Europa con i suoi miserabili balbettii a rimorchio degli Usa.

Questo giornale, l’altro giorno, titolava in prima pagina: “Riuscirà Biden a fermare i falchi di Netanyahu?” Domanda retorica: non intende minimamente farlo. Altrimenti imporrebbe un cessate il fuoco immediato. Tutti sanno che, se gli Usa interrompessero di colpo il loro sostegno economico, finanziario, militare ecc., Israele non reggerebbe più di sei mesi. Il problema, dunque, non è il popolo palestinese, nonostante Hamas. E’ il delirio di Israele e dell’Occidente, che ha generato e genera mostri.

 

22 Ottobre 2023

Condividi l'articolo