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Attacco a Israele, l’ultimo retroscena: “L’intelligence sapeva delle attività di Hamas”

Attività anomale a Gaza. A Israele si erano tenute delle consultazioni con funzionari di alto livello ma non era scattato il massimo livello di allerta

Esteri - di Redazione Web - 13 Ottobre 2023 alle 12:22 AGGIORNATO IL 13 Ottobre 2023 alle 17:44

Attacco a Israele, l’ultimo retroscena: “L’intelligence sapeva delle attività di Hamas”

Altre indiscrezioni e retroscena sul fallimento totale dell’apparato armato e della Difesa di Israele preso completamente alla sprovvista dagli attacchi dei terroristi di Hamas scattati sabato scorso che hanno infiammato di nuovo la polveriera di quell’angolo di Medio Oriente. Secondo un articolo pubblicato da Axios l’intelligence israeliana la notte prima dell’attacco avrebbe intercettato segnali di attività anomale tra militanti di Hamas a Gaza. Gli alti funzionari dell’Esercito e del servizio di intelligence interno dello Shin Bet non hanno però messo in massima allerta le forze militari ai confini con la Striscia.

Si tratta di un retroscena. IDF e Shin Bet hanno preferito non commentare questa notizia. Il governo e tutto l’apparato della Difesa sono criticati da giorni per aver offerto il fianco. La sera prima degli attacchi, dopo le notizie di intelligence, si sarebbero tenute delle consultazioni ad alto livello tra funzionari di esercito e intelligence come il capo di stato maggiore dell’IDF Herzi Halevi, il direttore dello Shin Bet Ronen Bar e Aharon Haliva, capo dell’intelligence militare. Da quelle riunioni si sarebbe deciso di aspettare ulteriori informazioni per far scattare l’allerta.

L’unica mossa era stata l’invio di una piccola squadra di forze speciali dello Shin Bet e una squadra dell’unità speciale antiterrorismo della polizia nel sud di Israele. “La decisione è stata quella di non diffondere l’allarme sulla base dell’intelligence ed è stato un errore di valutazione”, ha detto un funzionario israeliano citato nell’articolo di Axios. Di quelle consultazioni non era stato aggiornato il primo ministro Benjamin Netanyahu, avvisato per la prima volta alle 6:29, quando Hamas ha cominciato a esplodere colpi di mortaio al di là del confine.

Il quotidiano Haaretz, dopo gli attacchi di Hamas, aveva incolpato proprio Netanyahu in un editoriale che ha fatto il giro del mondo. “Come previsto, sono iniziati i segni di un’esplosione delle ostilità in Cisgiordania, dove i palestinesi hanno iniziato a sentire la mano più pesante dell’occupante israeliano. Hamas ha sfruttato l’occasione per lanciare il suo attacco a sorpresa sabato. Soprattutto il pericolo che incombeva su Israele negli ultimi anni è stato pienamente realizzato. Un primo ministro incriminato per tre casi di corruzione non può occuparsi degli affari di Stato, poiché gli interessi nazionali saranno necessariamente subordinati alla possibilità di salvarlo da una possibile condanna e dal carcere”.

Il governo nel frattempo è cambiato: il governo più a destra nella storia di Israele, con estremisti e ultraortodossi, si è allargato al centro, ha accolto Benny Gantz e formato un gabinetto di guerra. Reuters ha pubblicato due giorni fa il retroscena secondo cui l’Egitto avrebbe inviato un messaggio urgente a Gerusalemme secondo cui “qualcosa di grosso” stesse per succedere. L’analista israeliano Yyigal Carmon, Presidente del Middle East Media Research Institute, aveva scritto in un documento pubblicato due mesi fa come i terroristi si stessero preparando ad attaccare. “È tragicamente molto semplice, è tutto su internet. Gli uomini di Hamas avevano diffuso video in cu si addestrano dentro kibbutz ricostruiti appositamente per esercitarsi”, ha detto al TG1.

13 Ottobre 2023

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