Il movimento del suolo

Cos’è il bradisismo, il fenomeno nei Campi Flegrei a Napoli e Pozzuoli tra terremoti ed eruzioni

La "crisi bradisismica intensa" che preoccupa i cittadini e impegna gli esperti. Soltanto poche settimane fa la scossa più forte degli ultimi 39 anni

Ambiente - di Redazione Web - 26 Settembre 2023 alle 17:09

Cos’è il bradisismo, il fenomeno nei Campi Flegrei a Napoli e Pozzuoli tra terremoti ed eruzioni

Le ultime settimane hanno visto verificarsi un’intensa attività tellurica dalle parti di Napoli: dalle parti dei Campi Flegri, per la precisione, Napoli Ovest, area tra Pozzuoli, Bagnoli, Fuorigrotta e via dicendo. Uno sciame sismico che preoccupa la popolazione e impegna gli esperti causato dal fenomeno del bradisismo: un lento movimento di sollevamento e abbassamento del terreno. Il bradisismo nel napoletano è quello più noto in Italia. Si verifica in alcune zone anche in Calabria e in Sicilia.

Il bradisismo, letteralmente movimento lento del suolo, è noto anche come risorgenza calderica ed è causato da gas e fluidi molto caldi. Si verifica in aree vulcaniche ma non segnala necessariamente l’approssimarsi di un’eruzione. Può essere un movimento di sollevamento o di abbassamento. Si tratta di modifiche – di pochi centimetri o meno – che rispetto agli spazi e ai tempi umani possono sembrare insignificanti e che invece per i tempi geologici sono molto veloci. Il suo meccanismo non è stato ancora completamente compreso: secondo la principale ipotesi il magma in profondità rilascia quantità di vapore che riscalda le rocce che dividono il magma dal suolo e causa deformazioni nel terreno, scosse e la fuoriuscita di vapore e gas vulcanici dalle fumarole. L’area vulcanica dei Campi Flegrei si estende nel quartiere di Bagnoli e nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e Giugliano. Ha un diametro di circa 15 chilometri.

A Pozzuoli il movimento del suolo è misurato, a partire dal IV secolo dopo Cristo, da un monumento che si trova nel porto: il Serapeo, un mercato di epoca romana, tra il primo e secondo secolo avanti Cristo. Sulle tre colonne ancora erette si misurano a varie altezze i fori di litodomi che indicano il livello marino del passato. I litodomi sono dei tipi di molluschi marini che vivono in ambienti costieri intertidale, zone litorali che dipendono dalle maree. Con l’analisi e la datazione dei fori gli esperti hanno ricostruito le oscillazioni del livello del mare dovute al sollevamento o all’abbassamento del suolo nel tempo. Stando a quanto si legge sul sito della Protezione Civile, il periodo di massimo abbassamento risale probabilmente al Medioevo.

Le tecniche di misurazione si sono naturalmente aggiornate negli ultimi decenni, tramite GPS e dati interferometrici che permettono di valutare in tempo reale le variazioni. L’area flegrea negli anni ’70 e ’80 è stata interessata da un repentino sollevamento del suolo che ha portato quest’ultimo a un livello complessivamente più alto di tre metri e mezzo e causato terremoti, come si legge sul sito dell’INGV Osservatorio Vesuviano. Fino al 2005 la zona è stata caratterizzata principalmente da subsidenza (abbassamento).

Degne di nota le crisi bradisismiche a inizio anni ’70 e a inizio anni ’80, entrambe accompagnate da intense attività sismiche. Durante la prima furono installati nuovi sismografi che registrarono piccoli terremoti con epicentro nel Golfo di Pozzuoli, il Rione Terra venne evacuato. Il 26 marzo venne registrato un forte terremoto che tuttavia non provocò danni. Il sollevamento continuò fino al 1972 e portò a un sollevamento di 170 centimetri rispetto al 1968. La seconda crisi si verificò a partire dal 1982 quando si verificò un sollevamento anomalo seguito da uno sciame sismico. Gli sciami sismici furono più intensi nel corso del 1983. L’8 dicembre un terremoto di magnitudo 3.8 segno l’inizio della fine graduale dell’attività sismica. L’area intorno al porto di Pozzuoli si era sollevata di circa 185 centimetri in due anni e mezzo.

Poche settimane fa si è registrata la scossa più forte degli ultimi 39 anni con epicentro a Pozzuoli, magnitudo 3.8. Da gennaio erano state registrate circa 1.500 scosse. Si parla di “crisi bradisismica intensa”. “Si potrebbe continuare così per mesi, forse addirittura per anni, perché fino a quando il suolo continuerà a sollevarsi – attualmente di circa 15 millimetri al mese – i terremoti proseguiranno a turbare i sonni dei residenti”, ha detto a Il Corriere del Mezzogiorno il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo. Sull’area è dichiarata un’allerta gialla.

26 Settembre 2023

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