Le irregolarità sui contributi

Terremoto a L’Aquila, dopo 14 anni il Comune vuole indietro i soldi dati alle famiglie di sfollati

Cronaca - di Redazione - 22 Settembre 2023

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Terremoto a L’Aquila, dopo 14 anni il Comune vuole indietro i soldi dati alle famiglie di sfollati

Quattordici anni dopo il drammatico terremoto che il 6 aprile 2009 devastò L’Aquila provocando 309 morti, 1600 feriti e circa 80mila sfollati, i problemi per chi è sopravvissuto a quella tragedia continuano. Salvo ricorsi, centinaia di famiglie rischiano infatti di dover restituire i soldi ricevuti nel post-terremoto nell’ambito dei contributi stanziati come contributo per la sistemazione autonoma.

Pochi giorni dopo il sisma infatti, per le famiglie la cui abitazione era risultata inagibile dai primi controlli e non aveva optato per la sistemazione in albergo, venne istituito un contributo mensile massimo di 400 euro per una “sistemazione autonoma”.

Una scelta, quella presa all’epoca, presa per ottenere un duplice risultato: da una parte alleggerire lo Stato dalla ricerca di alloggi temporanei per le famiglie sfollate negli hotel della zona, dall’altra per aiutare direttamente le famiglie che avevano perso la casa dopo la scossa di magnitudo 6,3 che alle 3:32 del 6 aprile distrusse parzialmente la città.

Quell’ordinanza che istituì il contributo prevedeva però diverse condizioni che, come emerge ora a distanza di 14 anni, centinaia di famiglia non hanno rispettato. Per questo il Comune dell’Aquila, come riporta Il Messaggero, ha intimato ad almeno 400 famiglie di restituire i soldi ricevuti all’epoca nell’ambito del contributo di autonoma sistemazione.

Quando il Comune ha iniziato a fare il punto sul contributo dato nei giorni successi al sisma, ci si è resi conti che in molti casi le condizioni poste per accedere all’aiuto economico non erano state rispettate. Per esempio i lavori sulle case lievemente danneggiate dal terremoto dovevano terminare al massimo entro sei o sette mesi dalla data della comunicazione del contributo definitivo concesso e gli sfollati le cui abitazioni erano tornate in sicurezza dovevano avvisare il Comune. Non sono mancati inoltre i casi di chi ha prima ha richiesto il contributo e poi ha fatto anche domanda per un alloggio pubblico.

Di fronte a questa situazione il Comune ha quindi avanzato alle famiglie la richiesta di risarcimento da effettuare entro due mesi. Alcuni tra i percettori del contributo hanno già iniziato a presentare i primi ricorsi, ma sulla questione l’assessore alle Politiche Sociali Manuela Tursini è chiara: “Non è una questione politica, ma meramente amministrativa. È un recupero di somme dovute al Comune nel momento in cui cessavano i requisiti per usufruire del contributo di autonoma sistemazione. Come Comune si stanno vagliando tutte le modalità per cercare di venire incontro ad i cittadini ed agevolare la riscossione”.

di: Redazione - 22 Settembre 2023

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