L'intervista

Marco Cappato candidato al Senato: “In Italia come in Europa c’è un deficit democratico ma il governo fa norme-spot. La mia priorità è l’emergenza climatica”

L'obiettivo del Tesoriere dell'associazione Luca Coscioni e Co-Presidente di Eumans, è quello di portare in Parlamento le battaglie di una vita. Abbiamo parlato di politica, diritti civili, giustizia e del conflitto ucraino. Cappato ha espresso il suo parere sull'attuale governo e sullo scenario internazionale, facendo alcune proposte concrete

Interviste - di Andrea Aversa

15 Agosto 2023 alle 17:39 - Ultimo agg. 15 Agosto 2023 alle 23:04

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Intervista a Marco Cappato

Io metto a disposizione delle forze politiche in campo la mia persona e ciò che essa rappresenta. Sarebbe impossibile fare andare d’accordo i vari leader su un’unica candidatura. È più facile farlo pensando ai temi e alle battaglie politiche che da sempre mi vedono impegnato“, a dirlo a l’Unità è stato Marco Cappato, candidato alle elezioni suppletive per il Senato, nel collegio di Monza. La competizione elettorale, che si terrà i prossimi 22 e 23 ottobre, è stata resa necessaria dalla scomparsa di Silvio Berlusconi.

I partiti arroccati nel palazzo e incapaci di rappresentare la società. Una politica timida nel rafforzare e innovare i processi di partecipazione democratica. L’instancabile lotta per i diritti civili e la priorità del cambiamento climatico. La matassa della giustizia da sciogliere. I provvedimenti spot basati sugli slogan lanciati in campagna elettorale. L’incapacità di risolvere i problemi, sia a livello nazionale che europeo. Il continuo sostegno anche armato a Kiev senza tralasciare l’alternativa diplomatica e di pace. Ecco di cosa abbiamo parlato in questa intervista a Marco Cappato.

Intervista a Marco Cappato

Ti candidi per portare le tue battaglie in Parlamento. Perché da anni in Italia, tranne che per i radicali, la politica è ferma sui diritti umani e civili, mentre la società non smette di evolversi e di andare avanti?

Diciamo che c’è qualcosa che non va nella democrazia italiana. E non da oggi. C’è una grande distanza tra le istituzioni e la società. Questo non riguarda solo i diritti civili ma tanti altri temi. Ciò avviene perché nel Paese è stata massacrata la partecipazione popolare. Sia nella partecipazione al voto, sia nell’uso degli strumenti, come le leggi di iniziativa popolare e i referendum. In Europa si stanno sperimentando le assemblee dei cittadini estratti a sorte. In Irlanda aborto e matrimonio egualitario sono stato legalizzati in questo modo. In Italia, invece, non si è fatta nessun tipo di innovazione e riforma per la partecipazione civica, così anche argomenti come l’economia, la sanità e il lavoro, sono affrontati a colpi di slogan e propaganda“.

Politicamente hai già incassato il sostegno di alcuni partiti d’opposizione. All’appello manca il PD. Renzi te lo ha negato. Perché il centro sinistra si è sempre dimostrando così ‘timido’ nei confronti dei radicali?

E questo bisognerebbe chiederlo a loro. Quando due anni fa abbiamo raccolto due milioni di firme autenticate e certificate su eutanasia e legalizzazione della cannabis, i vertici di questi partiti non si sono pronunciati. Invece molti militanti, dirigenti e parlamentari l’hanno fatto. C’è un riflesso nel privilegiare le trattative e i compromessi a porte chiuse, quando invece molte battaglie – se si vuole vincerle – bisognerebbe affrontarle a viso aperto“.

Le prime azioni di Marco Cappato senatore

Oltre i diritti civili, l’emergenza sottovalutata e trascurata dalla destra è quella climatica che poi ha effetti enormi sull’economica e sull’immigrazione. La strada indicata a livello mondiale da alcuni premi Nobel è semplice ed è una battaglia ecologista, sociale e liberale. La soluzione è quella di tassare meno il lavoro e spostare la tassazione il più possibile sul consumo delle risorse ambientali, sulle rispettive emissioni ed inquinamento. Senza aumentare la pressione fiscale. In questo modo sarebbero privilegiate le aziende che investono sulla sostenibilità e si potrebbero aiutare le persone a reddito più basso e allo stesso tempo si potrebbe intervenire sulla crisi climatica. È una battaglia che unirebbe tutte le opposizione. Questa sarebbe per me la priorità. Oltre al tema della partecipazione popolare, potenziando gli strumenti che già ci sono e introducendo anche in Italia le assemblee di cittadini. Infine sui diritti civili, come fine vita, aborto e l’anti proibizionismo, non bisognerà mai abbassare la guardia. In questo senso mi unirei a coloro che opporrebbero resistenza a ogni tipo di arretramento sull’argomento. Ma continuerei ad agire anche da fuori con la disobbedienza civile e le auto denunce“.

Giustizia e carceri. Nordio sta rinnegando la persona che era prima di essere nominato ministro?

Ma io non giudico la persona. Non mi va di usare un verbo come ‘rinnegare’. Semplicemente al momento non sta affrontando i veri nodi da sciogliere. Non si tratta di fare un discorso moralistico ma di cercare di risolvere quei problemi che rendono la giustizia italiana una matassa che garantisce impunità e ingiustizia. È più facile scrivere degli articoli ed esprimere delle opinioni piuttosto che governare. Nel momento in cui hai di fronte una mole imponente fatta da milioni di procedimenti pendenti, è necessaria una radicale depenalizzazione. Si deve intervenire su quei reati senza vittima, come quelli legati alle droghe, all’immigrazione e alla prostituzione. Stiamo andando verso il collasso a causa del riflesso pavloniano di chi è impotente. Impotente nel risolvere il problema. Infatti, la soluzione spesso è stata proprio quella di aumentare pene e reati. L’esatto contrario di ciò che servirebbe. Perché così è più facile accontentare i propri elettori, con la soddisfazione che dura giusto il tempo di un comunicato stampa. E poi ci sono le dinamiche interne al sistema del potere giudiziario. E qui entriamo nel merito della responsabilità civile dei magistrati, dei pm impegnati in ruoli extra giudiziari, dell’obbligatorietà dell’azione penale e sulla separazione delle carriere. Ma alla base di tutto va snellito il sistema delle leggi e delle proibizioni. E purtroppo l’approccio ideologico e proibizionista di questa destra aggraverà soltanto la situazione. E non è solo un problema di Nordio“.

Tasse sugli extra profitti bancari, taglio al reddito di cittadinanza e si parla di salario minimo. Sono queste le misure utili per contrastare la povertà e incentivare il lavoro?

Sono misure spot realizzate senza una reale analisi dei costi, dei benefici e delle conseguenze. L’unica valutazione il governo la sta facendo sul salario minimo, proposta fatta delle opposizioni. Sulla tasse degli extra profitti delle banche e sul taglio del reddito di cittadinanza l’esecutivo ha agito senza preparazione. Sul primo tema è possibile pensare a un contributo sociale derivante da profitti straordinari. Ma va fatto in modo fattibile rispetto agli operatori economici. Non sono norme da attuare dalla sera alla mattina. Anche perché altrimenti si spaventano i mercati. E si rischia di avere effetti controproducenti rispetto alla fiducia dei mercati e dei consumatori. In merito al sussidio, non si può tagliare un provvedimento passando la palla ai centri per l’impiego che hanno dimostrato di non funzionare affatto. Era necessario disporre prima delle leggi alternative, il risultato è che ora ad essere state penalizzate, sono quelle famiglie che non avranno più il reddito di cittadinanza. Sul salario minimo auspicherei che le opposizioni raccogliessero le firme per uno strumento previsto dalla Costituzione che è la legge di iniziativa popolare, piuttosto che affidarsi a una petizione online. Gli strumenti costituzionali andrebbero usati e rafforzati magari proprio dalle forze che sono all’opposizione. Queste ultime dovrebbero appoggiare noi che con l’Associazione Coscioni e Eumans chiediamo da due anni che venissero riconosciute le piattaforme di partecipazione civica per la sottoscrizione di referendum e di leggi di iniziativa popolare“.

Tema migranti. Come è possibile che l’Europa non sia in grado di mettere in atto delle politiche di accoglienza e immigrazione? Anche qui dal governo solo slogan e molti flop?

Sul tema è cambiata solo l’informazione. Non essendoci più la speculazione politica di chi a ogni sbarco invoca il blocco navale o associa episodi di cronaca, l’argomento è uscito dall’agenda mediatica, con le dovute e lodevoli eccezioni. E quando c’è disinformazione c’è assuefazione. A livello europeo c’è di base la natura scarsamente democratica dell’Unione Europea ma nel senso opposto rispetto a ciò che viene evocato dai sovranisti e nazionalisti. In pratica l’Ue non ha i poteri di fare gli interessi europei su quelli dei singoli stati. Quindi le politiche sono condizionate dai veti dei singoli stati nazionali. È un cane che si morde la coda. E della cerchia fanno parte gli amici di chi sta al governo. Polonia e Ungheria danno la colpa all’Europa dimenticando che l’Ue non è un organo federale e quindi capace di gestire e risolvere determinati problemi. È un corto circuito che blocca l’azione europea. Quindi o si va verso la direzione di chi invoca la ‘Nazione’ o verso la strada opposta che andrebbe affermata in modo netto dalle opposizioni: ovvero battersi a livello europeo per le riforme federaliste. Inoltre si sottovaluta l’altra crisi migratoria, quella che vede il nostro personale più qualificato, in particolare i giovani, che va via dall’Italia. Questo perché l’Italia non investe in ricerca e non è un paese aperto e attrattivo per chi vuole investire sul proprio futuro. Eppure l’Italia potrebbe essere un polo di grande importanza a livello mondiale. Quindi va bene andare all’estero per studiare ma il fatto che non si torna è un grave problema. La nostra non è una società dinamica ma chiusa e appassita“.

Ucraina. Quale potrebbe essere una soluzione per la fine del conflitto? È giusto continuare a fornire armi a Kiev?

Nel breve periodo va aiutata e sostenuta la resistenza ucraina che deve liberarsi dall’invasore criminale di guerra Vladimir Putin. L’aiuto è anche militare ovviamente. Ma non può essere l’unica soluzione. Va battuta e perseguita la strada della giustizia internazionale. Il fatto che sia stato emesso un mandato di cattura internazionale è stato un fatto epocale. Le forze occidentali, e in particolari europee, dovrebbero spingere gli Stati Uniti e l’Ucraina a ratificare il trattato e lo statuto sulla Corte Penale Internazionale. Poi c’è il rafforzamento, a livello europeo, dei corpi di pace che dovranno servire a prevenire i futuri e possibili conflitti. E poi vanno rafforzate a livello internazionale le politiche sul disarmo. Credo che siano tante le proposte del mondo non violento che devono essere tenute in considerazione oltre che attuate“.

Quanto manca oggi Marco Pannella e cosa avrebbe fatto in questi anni segnati da importanti eventi storici?

Sarebbe impossibile dirlo per il semplice fatto che Marco era una persona imprevedibile. Ogni volta che sento dire ‘Pannella cosa avrebbe detto’, ‘Pannella cosa avrebbe fatto’ sorrido, perché anche chi lo ha vissuto e conosciuto è sempre rimasto sorpreso dai suoi comportamenti. Di sicuro Marco era una persona di principio. Su questo mi permetto di dire, rispetto a tutti gli argomenti che abbiamo trattato, che in merito alle elezioni mi fa piacere ricordare che Pannella parlava delle persone e delle loro storie. Cioè, una competizione elettorale deve mettere al centro le persone e le loro battaglie, non gli schieramenti di cui fanno parte. Per questo motivo ho ritenuto inutile fare la conta con gli altri attori politici. Insomma sarebbe stato impossibile mettere intorno a un tavolo Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Magi, Calenda e Renzi. Quindi ho deciso di mettere a loro disposizione me stesso, la mia storia e le mie battaglie. Resto aperto e a disposizione di chi riterrà che tale impegno sia degno di essere rappresentato in parlamento. Concludo dicendo che questa elezione può diventare un momento di riflessione su quello che è stato il fallimento della rivoluzione liberale promessa e mai attuata da Berlusconi. E lo dice uno che non ha mai agito in nome dell’antiberlusconismo, anzi la mia azione politica è stata fatta spesso anche su quei temi usati contro Berlusconi. Io faccio politica ‘per’ qualcosa e ‘con’ qualcuno mai contro una persona. È evidente che il governo che c’è oggi, proibizionista, corporativista, sovranista e di estrema destra, è in antitesi con ciò che Berlusconi voleva ottenere“.

15 Agosto 2023

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