L'incriminazione

Perché Donald Trump è stato incriminato e cosa rischia l’ex Presidente Usa che in video dice: “Vinceremo le elezioni”

L'autorità giudiziaria lo ha accusato di cospirazione per i fatti di Capitol Hill. Se dovesse essere condannato in tutti e tre i procedimenti a suo carico e per i 78 capi d'accusa totali, il tycoon potrebbe andare in prigione per 55 anni. The Donald: "Nel 2024 vinceremo le elezioni"

Esteri - di Redazione Web - 2 Agosto 2023 alle 09:24

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Perché Donald Trump è stato incriminato e cosa rischia

Donald Trump incriminato per la terza volta. Dopo le accuse per il pagamento alla pornostar Stormy Daniels e le carte segrete a Mar-a-Lago, l’ex presidente è stato incriminato per l’assalto al Congresso del 6 gennaio con il quale ha cercato di bloccare il pacifico trasferimento di potere. Presentati nei suoi confronti quattro capi di accusa contenuti in 45 pagine: si tratta della “cospirazione per frodare gli Stati Uniti“, “ostruzione di giustizia“, “cospirazione per ostacolare un procedimento” e “cospirazione contro i diritti“. Accuse per le quali, se condannato, rischia anni in carcere. “Nonostante la sconfitta” l’ex presidente “era determinato a restare al potere“, “ha diffuso bugie“, si legge nelle accuse dove si fa riferimento a sei persone che hanno cospirato con Trump che, però, non vengono nominate.

Perché Donald Trump è stato incriminato e cosa rischia

Le descrizioni fornite sembrano fare riferimento, riportano i media americani, a Rudolph Giuliani e Sidney Powell, due degli ex legali di Trump. L’ex presidente dovrà presentarsi in tribunale giovedì alle ore 16. “Cercheremo un processo in tempi rapidi“, dice Jack Smith definendo l’assalto al Capitol un evento senza precedenti. Lo staff dell’ex presidente, che si preparava da giorni alla nuova incriminazione, attacca duramente la decisione. È la seconda da parte del procuratore speciale Smith, nominato dal ministro della Giustizia Merrick Garland per occuparsi delle inchieste sull’ex presidente. “Non è altro che l’ennesimo tentativo da parte della corrotta famiglia Biden di trasformare in un’arma il Dipartimento di Giustizia per interferire nelle elezioni del 2024, in cui Trump è indiscutibilmente il frontrunner“, affermano gli avvocati del presidente.

Le elezioni del 2024

Trump è saldamente in testa nei sondaggi fra i rivali repubblicani, ed è testa a testa con Joe Biden. La campagna dell’ex presidente comunque sta incontrando delle difficoltà a causa delle spese legali, che hanno quasi lasciato vuote le casse del pac Save America. Spese che potrebbero aumentare ulteriormente: sull’ex presidente aleggia infatti una quarta incriminazione che potrebbe arrivare nelle prossime settimane. È quella della contea di Fulton sulle interferenze per capovolgere il risultato delle elezioni del 2020. Per Trump e i repubblicani, insomma, le grane sono destinate a continuare ed aumentare mettendo in pericolo la corsa alla Casa Bianca. Per il 2024, anno del voto, infatti Trump ha già in calendario i processi per il pagamento a Stormy Daniels e per le carte segrete, ai quale si aggiungerà probabilmente quello per il 6 gennaio, al quale lavorerà un giudice nominato da Barack Obama.

Le indagini e le accuse

Perché non hanno portato questo caso ridicolo due anni e mezzo fa? Volevano farlo in mezzo alle elezioni, ecco il perché“. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth, commentando la sua incriminazione per l’assalto al Congresso americano del 6 gennaio 2021. “Sei troppo onesto“. Sono le parole usate da Donald Trump mentre cercava di fare pressione sull’allora vicepresidente americano Mike Pence nel tentativo di convincerlo a non certificare il risultato delle elezioni del 2020 il 6 gennaio. Lo si legge in quelle 45 pagine in cui sono spiegati nel dettaglio i quattro capi di accusa contro l’ex presidente Usa.

Tanya Chutkan è la giudice assegnata al caso legato al tycoon. Chutkan respinse – scrivendo i “presidenti non sono re” – la richiesta del tycoon per evitare che alcuni documenti finissero alla commissione di inchiesta della Camera sul 6 gennaio. Donald Trump nel ‘fortino’ di Bedminster, New Jersey, con i suoi legali fa il punto sulla sua terza incriminazione in quattro mesi. L’ex presidente americano dovrà andare in tribunale giovedì alle 16 locali. Anche se sono stati avviati contatti per una partecipazione virtuale, visto che la corte lo prevede, è probabile che Trump opti per andare di persona così da inviare un messaggio ai suoi sostenitori.

Le reazioni

Donald Trump se condannato in seguito all’incriminazione per l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio rischia un massimo di 55 anni di reclusione. Le tre incriminazioni contro l’ex presidente americano, così come le eventuali condanne, non lo escludono dal correre per la Casa Bianca. Per il tycoon l’incriminazione sul caso del 6 gennaio è la terza in quattro mesi, per un totale di 78 capi di accusa. Fra le accuse mosse nei suoi confronti del procuratore speciale Jack Smith c’è anche quella di aver “cospirato contro il diritto di voto” in base a una legge penale usata per punire il Ku Klux Klan.

Smith fa riferimento alla sezione 241 del Titolo 18 della legge americana che rende reato “cospirare per minacciare o intimidire chi esercita” un diritto protetto della Costituzione o dalla legge federale. “Nel 2024 vinceremo la Casa Bianca e renderemo l’America ancora grande. Non ho dubbi su questo. Mi attaccano da sinistra e da destra, i marxisti, i comunisti e i fascisti, ma noi non solo sopravviveremo, saremo più forti che mai. Abbiamo vinto nel 2016, abbiamo avuto un’elezione truccata nel 2020 e vinceremo“, lo afferma lo stesso Trump in un messaggio video.

2 Agosto 2023

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