Inchiodati dalle telecamere

Frederick ucciso di botte, fermati due sedicenni: “Continuavano a colpirlo anche quando era ormai immobile a terra”

Cronaca - di Rossella Grasso - 21 Giugno 2023 alle 17:18 AGGIORNATO IL 21 Giugno 2023 alle 17:37

Frederick ucciso di botte, fermati due sedicenni: “Continuavano a colpirlo anche quando era ormai immobile a terra”

Due sedicenni sono stati fermati dai Carabinieri di Castello di Cisterna per l’uccisione del 40enne gahnese Friederick Akwasi Adofo, il senzatetto percosso a morte a Pomigliano d’Arco. I due sono accusati dalla procura dei minorenni di Napoli, che ha emesso il fermo, del reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà.

I due sarebbero stati incastrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona che avrebbero ripreso la scena. Frederick, 43 anni, è stato brutalmente picchiato nella notte tra domenica e lunedì. Era sopravvissuto al viaggio verso l’Italia dal Ghana, passando nel deserto del Sahara, imprigionato poi in un lager libico, per poi salire su un barcone e attraversare il Mediterraneo. Aveva provato a Pomigliano d’Arco a riprendere in mano la sua vita. Era riuscito anche a prendere la licenza media grazie alla Caritas.

Calci, pugni, spintoni. Non i primi che Frederick ha subito in silenzio, così come testimoniato da alcuni cittadini e da un biglietto lasciato sulla panchina di fronte ad un supermercato in via Gramsci, dove il 43enne sostava per chiedere l’elemosina. “È successo già altre volte e nessuno di noi ha mai fatto qualcosa perché non arrivasse il peggio. Purtroppo il peggio è arrivato. Perdonaci se puoi”, è scritto sul biglietto anonimo. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è stato pestato in strada, avrebbe camminato per qualche metro fino ad accasciarsi all’interno di una corte condominiale, dove è stato soccorso ancora in vita. È morto al pronto soccorso, nell’ospedale di Nola.

Sui social si stanno moltiplicando i messaggi di cordoglio dei cittadini di Pomigliano: in tanti conoscevano Frederick e la notizia della sua morte è stata come un pugno nello stomaco. Su quella stessa panchina, dove il senzatetto spesso dormiva, davanti alla quale il 20 giugno si sono radunate decine di persone, i cittadini stanno lasciando fiori, ceri, pupazzi, lettere e messaggi che Frederick non potrà più vedere.

Rispetto al fermo emesso nei confronti dei due sedicenni, una nota di Maria de Luzenberger Milnernsheim Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, specifica che il provvedimento è conseguente ad una ininterrotta attività investigativa, condotta dai reparti operanti a seguito del decesso di Friederick Akwasi Adofo, 40enne ghanese, occorso in ospedale per un grave trauma cranico ed emorragia cerebrale, dopo essere stato soccorso in strada nella notte tra domenica e lunedì. Gli approfondimenti, avviati subito dai militari dalla Stazione Carabinieri di Pomigliano d’Arco, e svolti con l’intervento dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Castello di Cisterna e del Nucleo Investigativo, si sono incentrati sull’acquisizione e successiva minuziosa analisi delle telecamere presenti nella zona in cui la vittima è stata soccorsa. “Proprio una telecamera, installata in un esercizio commerciale, ha ripreso la violenta aggressione, improvvisa e immotivata, da parte dei minori nei confronti della vittima, che si trovava da sola sulla pubblica via – specifica la nota – I due, dopo aver colpito al volto l’uomo, hanno continuato a sferrare calci e pugni, la maggior parte dei quali indirizzati al capo, quando ormai la vittima era immobile a terra. È stata quindi posta in essere dai carabinieri una sistematica raccolta di immagini impresse nei sistemi di videosorveglianza della città. I video estrapolati hanno permesso di ricostruire il percorso dei due giovani aggressori ed ottenere ritratti più nitidi dei relativi volti: il successivo raffronto con i contenuti multimediali pubblicati dai medesimi sui propri profili social network, ha definitivamente consentito la loro individuazione. Dalla visione dei profili social dei due ragazzi indagati è emersa la presenza di contenuti che esaltano la violenza, con immagini di coltelli e bastoni retrattili. Nel corso delle perquisizioni locali svolte presso le abitazioni degli indagati, sono stati rinvenuti indumenti utili alle indagini”. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

21 Giugno 2023

Condividi l'articolo