Retorica e silenzi

La stampa tace la tragedia, farabutti: complici dei poteri violenti

Dalla seconda guerra mondiale non c’era mai stata una tragedia così grande nel Mediterraneo. E la stampa tace. Mette la sordina.

Cronaca - di Piero Sansonetti - 16 Giugno 2023 alle 12:30

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La stampa tace la tragedia, farabutti: complici dei poteri violenti

Il 9 settembre del 1943, a largo della Sardegna, l’aeronautica tedesca attaccò una flotta italiana che navigava verso Taranto per consegnarsi agli americani. Fu colpita e affondato “il Roma”, la nave ammiraglia, una corazzata con 1500 persone a bordo. Ne morirono quasi mille. (Conosco bene questa storia perché tra i morti c’era uno dei fratelli di mio padre, e l’ altro fratello era tra i 500 naufraghi che si salvarono). “Il Roma” era una nave lunga 250 metri e larga 30.

L’altro ieri, al largo del Peloponneso, è affondata una barca di migranti. Non conosco il nome. Era lunga 30 metri e larga 6. Aveva a bordo 750 persone. Una quantità inaudita per una barca di quelle dimensioni. Ne sono morte circa seicento. È stata la più grande e spaventosa tragedia in mare del dopoguerra. Addirittura, per dimensioni, è paragonabile all’affondamento del “Roma2″, che avvenne nel momento più drammatico della più violenta e travolgente guerra della storia umana. Vi rendete conto? Senza stare a indugiare sui dettagli, restiamo alle cifre: cinquecento morti o seicento morti! Siamo in guerra.

Però questa non è guerra tra le nazioni (nazioni, come piace dire alla presidente del Consiglio) ma è una guerra delle nazioni europee contro i naufraghi. È la guerra dei vigliacchi. La guerra più infame e vile e codarda che mai sia stata combattuta. E quelli che la guidano ( ad Atene, a Roma, a Parigi, a Madrid a La Valletta) sono delle persone prive di coraggio e di umanità. Non mi riferisco solo ai governanti di oggi. Anche a quelli di ieri e dell’altro ieri. E mi riferisco soprattutto agli intellettuali, ai burocrati, dell’intellighenzia, ai giornalisti. Si, a noi: noi giornalisti che da anni facciamo la truppa d’assalto di questa guerra contro i poveri e gli indifesi.

La retorica contro i migranti è terribile, a volte patetica. Penso a come i giornali, quasi tutti i giornali, nei giorni scorsi hanno dato la notizia dell’intervento pronto e spavaldo di un reparto scelto dell’esercito italiano contro quindici africani affamati, che si erano rincantucciati nella stiva di una nave e che, con un taglierino, avevano squarciato una tela per permettere all’aria di entrare nel loro miserabile rifugio e non morire soffocati. Vi ricordate come ne parlò l’informazione di quella azione? “Fermati i dirottatori”. “Interviene la San Marco”. “Azione veloce ed esemplare”.… Pazzesco. N

on era l’azione di Nazario Sauro contro la marina asburgica. Era una maramalderia contro dei poveretti, tra i quali una pericolosa donna incinta. Non avevano le armi, le pistole, i kalashnikov, i dirottatori, avevano un taglierino e non hanno minacciato nessuno. Volevano andare in Francia e avevano trovato quello stratagemma per superare le barriere infernali poste dai paesi occidentali. Li hanno catturati ci mitragliatori spianati…

L’altro ieri, quando si trattava di una impresa più semplice e umana, quella di salvare 750 vite, nessuno ha trovato un battaglione attrezzato per intervenire. Eppure ci voleva poco. C’erano tutti i mezzi per farlo. E, come spiega Luca Casarini nel suo articolo, sarebbe forse persino bastato gettare dei salvagenti dagli elicotteri. Invece niente. Hanno aspettato che la nave andasse a fondo, e che il carico di uomini e donne e bambini che aveva a bordo, finisse nel fondo del fondo del mare. Li hanno assassinati. Hanno ucciso circa cento bambini.

Credo che sia la più grande strage di bambini, realizzata in poche ore, che sia mai stata realizzata nell’età moderna. È una vergogna eterna.
E di fronte a questa immane tragedia, la stampa come si è comportata? C’è un sito, sul web, che si chiama “Giornalone”. Facile da raggiungere. Pubblica tutti i giorni tutte le prime pagine di tutti i giornali nazionali. Sono trenta prime pagine. Solo Repubblica, Avvenire e Manifesto (oltre all’Unità) hanno dato con evidenza notizia della tragedia. Gli altri 27 giornali o l’hanno ignorata o l’hanno pubblicata in dei piccoli trafiletti. Vi sembra una cosa normale? Ragionevole. Che segno è?

È il segno che in Italia esiste una stampa in larga maggioranza sottomessa ai poteri che oggi trascinano una politica folle di aggressione ai migranti. Una politica di violenza. Questi poteri, che sono responsabili di immani stragi, non potrebbero comportarsi come si comportano, se non avessero l’appoggio succube e incondizionato della stampa.

Una stampa libera impedisce queste sopraffazioni. Si può considerare libera una stampa che ignora la più grande strage di migranti mai avvenuta? Edith Bruck su queste pagine, parla di Shoah. Ne parla lei, proprio lei che i campi di sterminio nazisti li ha conosciuti. Leggètela l’intervista alla Bruck. Leggetela e rileggetela. Dico a voi: giornalisti, politici, intellettuali. Leggetela e poi andate a dormire sereni.

16 Giugno 2023

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