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Dal libro al Podcast e ritorno: lunga, e nuova, vita alle storie

Dal 9 all’11 giugno a Milano appuntamento con il Pod - l’Italian Podcast Awards: primo premio nazionale dedicato ai migliori contenuti dell’anno.

Cultura - di Andrea Colamedici, Maura Gancitano - 3 Giugno 2023

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Dal libro al Podcast e ritorno: lunga, e nuova, vita alle storie

Quando Giacomo Leopardi sentiva dentro di sé il formarsi di una comprensione, per far sì che venisse appieno al mondo usava insieme tre forme differenti: diario, poesia e prosa. Zibaldone, Canti, Operette Morali. Tre stili attraverso cui il poeta faceva affiorare al meglio scoperte, dubbi e riflessioni.

La stessa istanza, infatti, manifesta caratteristiche variabili in funzione alla forma in cui viene calata: scrivere su un dolore, un’emozione o un’illuminazione in una pagina di diario, in una poesia o in una novella significa raccontare porzioni di senso affini ma non identiche, appaiate ma non del tutto sovrapponibili: aumentando i pixel della conoscenza si potenzia la risoluzione del reale. Quello di Leopardi è, a guardarlo bene, un ottimo esempio di transmedialità, un fenomeno che oggi può essere di grande aiuto nel gestire la complessità e la fluidità dei mezzi di comunicazione.

Transmediale è quella storia o quel servizio capace di offrire porzioni di senso e narrazioni complementari su piattaforme differenti (film, libri, fumetti, serie tv, podcast, videogame, come nel caso di Matrix, Star Wars, Avengers, Harry Potter o Assassin’s Creed). Oggi la diversità dei media si fonde e si sovrappone, creando un intreccio fitto di forme espressive che vanno oltre le categorie tradizionali di pensiero. Un’opera è sempre più l’insieme delle sue trasposizioni: da libro a film, da film a podcast, da podcast a serieTV. E anche quando viene semplicemente traghettata identica da un medium all’altro – per esempio, da libro ad audiolibro – assume in realtà caratteristiche nuove che cambiano radicalmente l’esperienza di chi ne fruisce.

The Message is the Medium
La transmedialità, infatti, è un fenomeno che amplia la produzione di senso fra i canali e le audience. È una sfida da non prendere sottogamba, giacché ci invita a superare i limiti imposti dalle singole forme di media e ad abbracciare l’idea che le storie, le idee e le emozioni possano e debbano trovare espressione in modi molteplici e complementari. La forma di comunicazione non è un contenitore neutro, ma è parte integrante del messaggio stesso. Il medium è oggi più che mai (parte del) significato, e influisce radicalmente sulla nostra possibilità di percepire e interpretare il senso delle opere.

Il mondo del podcasting sta dimostrando, ad esempio, che le trasposizioni da un mezzo all’altro possono non essere semplici adattamenti ma veri e propri processi di trasformazione e reinvenzione in cui le storie vengono rielaborate, ampliate e arricchite attraverso l’uso di linguaggi diversi. Ne è un buon esempio il podcast di Siamomine Il lavoro non ti ama, nato a partire dal libro omonimo di Sarah Jaffe, che ha avuto il merito di calare nella realtà italiana lo studio della giornalista americana attraverso un’indagine in cinque puntate sul mondo del lavoro. La transmedialità pone, inoltre, di fronte alla questione della partecipazione attiva degli utenti nell’esperienza artistica.

I confini tra autore e fruitore si assottigliano, e si apre lo spazio verso una co-creazione in cui il pubblico può interagire con l’opera e influenzarne lo sviluppo. Questa rarefazione dei bordi avviene anche tra i medium stessi e contribuisce a quella che si prospetta come la nuova rivoluzione dell’intrattenimento e della cultura: vale a dire il ruolo degli spettatori, che da fruitori passivi si stanno facendo sempre più attori decisivi.

Da libro a podcast, da podcast a libro
La versione in audiolibro de Il Conte di Montecristo letta da Moro Silo ha riscosso una grandissima fortuna. Una voce capace di accompagnare nelle atmosfere di Alexandre Dumas ha reso accessibile un capolavoro a molte persone che forse avrebbero voluto leggerlo da sempre, ma che l’avevano sempre ritenuto troppo lungo e impegnativo (1191 pagine, che corrispondono a quasi cinquantanove ore di ascolto). Il formato audio può togliere ai classici l’alone di inaccessibilità che riscontrano molti lettori, spaventati dalla versione cartacea.

L’esperienza sarà diversa, ma niente vieta che la stessa opera possa essere fruita in molti modi e numerose volte nel corso della vita.
La trasposizione di opere letterarie che si estende nei podcast o si traduce negli audiolibri trasforma la parola scritta in un’esperienza sonora, consentendo agli ascoltatori di immergersi nelle storie attraverso la voce, gli effetti sonori e la cura nella produzione audio. La trasposizione da libro ad audiolibro offre nuove sfumature all’opera originale, aprendo spazi per interpretazioni vocali che possono rendere più appetibili letture altrimenti considerate fuori portata.

D’altra parte, l’estensione da libro a podcast permette approfondimenti e focus che per varie ragioni la pagina non può contenere. E così come un traduttore può fare le fortune di un libro, allo stesso modo un lettore può potenziare la portata di una storia nata sulla carta (Lamento di Portnoy letto da Luca Marinelli è ancora più Roth di Roth, per esempio). La transmedialità e la crossmedialità tra libri e podcast rappresenta, in particolare, uno spazio di connessione e dialogo importante tra due mezzi di comunicazione apparentemente non conciliabili. Nel flusso opposto, alcuni podcast di successo hanno trovato la loro naturale estensione nel formato cartaceo e non solo.

In America è stato il caso di Serial, quello che è considerato uno dei podcast più influenti di tutti i tempi, che ha trasformato il genere true crime: dopo il successo del podcast sono stati creati libri, documentari e una serie televisiva basati sul caso discusso nella prima stagione. O di Welcome to Night Vale, un podcast narrativo che si presenta come una trasmissione radiofonica fittizia da cui sono nati romanzi, spettacoli dal vivo, fumetti e persino una serie di libri interattivi.

In Italia è quel che è accaduto al podcast Da Costa a Costa di Francesco Costa, che ha gettato le basi per il libro Questa è l’America, che a sua volta ha fatto da ponte per il programma televisivo CinAmerica, condotto dall’autore con la sinologa Giada Messetti. Insomma: la transmedialità – se fatta bene – crea un circolo virtuoso di rielaborazione e rinnovamento, aprendo opportunità di esplorazione e sperimentazione per gli autori e offrendo al pubblico nuove modalità di fruizione che non tradiscono ma amplificano l’originale. In fondo le storie sono come la pasta madre: vanno rinfrescate se si vuole mantenere attivo il loro potere. In questo modo si contribuisce a mantenerle vive nel panorama culturale contemporaneo, arricchendo l’esperienza sia dei creativi che degli spettatori.

* Tlon

di: Andrea Colamedici, Maura Gancitano - 3 Giugno 2023

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