Le rivelazioni alla soglia dei 40 anni

Di Maio: “Pensavo di diventare premier, rivendico il reddito di cittadinanza ma facevamo i fenomeni”

L'ex leader del Movimento 5 Stelle, vice premier e ministro: "Con Salvini, davanti alla macchinetta del caffè, decidemmo per la soluzione Conte premier". Oggi è rappresentante UE per il Golfo Persico

Politica - di Redazione Web

3 Luglio 2026 alle 12:36

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Foto Alessandro Garofalo/LaPresse 14-09-2022 Napoli, Italia – Cronaca – il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio passeggia per le vie del mercato della pignasecca. September 14, 2022 Naples Italy – News – In the photo: Foreign Minister Luigi Di Maio strolls through the streets of the Pignasecca market.
Foto Alessandro Garofalo/LaPresse 14-09-2022 Napoli, Italia – Cronaca – il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio passeggia per le vie del mercato della pignasecca. September 14, 2022 Naples Italy – News – In the photo: Foreign Minister Luigi Di Maio strolls through the streets of the Pignasecca market.

Lo ha confessato apertamente, Luigi Di Maio, che si aspettava di fare il Presidente del Consiglio. “Nel 2018, quando sfiorammo il 33% e Salvini aveva preso il 17%. Lo davamo per scontato”, ha raccontato l’ex vice primo ministro e ministro, ex leader del Movimento 5 Stelle in una lunga intervista al settimanale del Corriere della Sera Sette. “Io e Salvini non riuscivamo a metterci d’accordo. Mi ricordo un pomeriggio al Pirellone. Matteo voleva che una parte del contratto con gli italiani si scrivesse a Milano, non solo a Roma. Proposi anche una staffetta tra me e lui. Poi davanti alla macchinetta del caffè, prendendo atto dell’impasse, decidemmo per la soluzione di Conte premier, raccomandata da Alfonso Bonafede”.

Tra i ragazzi terribili del primo Movimento 5 Stelle, quello che avrebbe dovuto aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, quello che effettivamente ci entrò in aula e mise fine a un bipolarismo tra destra e sinistra, che quello stesso bipolarismo lo aveva cavalcato arrivando e accompagnandosi al governo prima con la Lega e poi con il Partito Democratico. Stesso premier: Giuseppe Conte. Di Maio prima vice primo ministro e ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, quello che aveva abolito la povertà grazie al reddito di cittadinanza, chiese l’impeachment del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e successivamente ministro degli Esteri nel governo Draghi.

Rivendica tutt’oggi il reddito di cittadinanza: “Su questo non torno indietro. Però abbiamo peccato di troppo ottimismo. Andava fatto diversamente, con più controlli. Io ero profondamente convinto, da ministro del Lavoro, che quella misura servisse a liberare le persone in difficoltà dal ricatto e dalle prepotenze”. Però di qualcosa si è pentito di “quando volevamo fare i fenomeni”.

Ha rotto con Alessandro Di Battista, mai più sentito dopo l’appoggio a Draghi, e con Giuseppe Conte, che lo ha attaccato più volte per la stessa ragione. È grato a Beppe Grillo per l’opportunità di entrare e di scalare il M5s ma “quello che non mi è piaciuto per niente è stato che, dopo il 2022 e il mio 0,6%, abbia iniziato a fare spettacoli contro di me. Sono stato costretto a rispondergli pubblicamente. Non avrei voluto ricordargli che prendeva 300mila euro di consulenza dal partito e da Conte. Quella cosa fu l’inizio della sua fine”. No comment su Bibbiano.

Oggi Di Maio è rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico. La politica italiana, “nel senso di essere protagonista, non mi manca”. Continua a seguirla ma ha definito “romanzi fantasy” le voci che lo vorrebbero in preparazione per le elezioni politiche del 2027. Nel 2022 ha preso lo 0,6% con Impegno Civico. “Fu un bagno di realtà. Persi tutto. In un giorno feci gli scatoloni al ministero e pure a casa, perché io e la mia precedente compagna ci lasciammo. Volai a Berlino a trovare degli amici. Ero rimasto solo. Decisi di cambiare aria e lì incontrai Alessia, che era già stata candidata del M5S nel 2018, ma ci eravamo persi di vista per anni”.

3 Luglio 2026

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