La sconfitta

Ius soli, la Corte Suprema degli Stati Uniti respinge Trump: bocciate le restrizioni sulla cittadinanza

Esteri - di Redazione

30 Giugno 2026 alle 16:56

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Ius soli, la Corte Suprema degli Stati Uniti respinge Trump: bocciate le restrizioni sulla cittadinanza

La sconfitta più amara per Donald Trump. La Corte Suprema degli Stati Uniti, che può contare su ben 6 giudici di orientamento conservatore su nove, di cui tre nominati dallo stesso Trump nel suo primo mandato alla Casa Bianca, ha bocciato l’ordine esecutivo con il quale Trump imponeva la fine del ‘Birthright citinzenship’, la cittadinanza per diritto di nascita. L’abolizione dello ius soli è stata sin dalla campagna elettorale, prima contro Joe Biden e poi contro Kamala Harris, uno dei cavalli di battaglia del tycoon e uno dei primi provvedimenti firmati nello Studio Ovale. Il 20 gennaio 2025, primo giorno del suo secondo mandato alla Casa Bianca, aveva firmato un executive order in cui si affermava che, 30 giorni dopo la sua data di entrata in vigore, i bambini nati negli Stati Uniti non avrebbero avuto diritto a ricevere la cittadinanza se figli di immigrati irregolari. Quelle restrizioni imposte da Trump erano state bloccate da diversi tribunali di grado inferiore e non avevano avuto effetto in nessuna parte degli Stati Uniti, per poi finire davanti ai giudici della Corte Suprema, di fatto il reale obiettivo del presidente con la speranza di un via libera da parte di una Corte ad ampia maggioranza conservatrice.

L’Alta Corte ha confermato un’ampia concezione di cittadinanza per diritto di nascita, respingendo l’ordine esecutivo di Trump che dichiarava che i bambini nati da persone che si trovano illegalmente o temporaneamente negli Stati Uniti non sono cittadini americani. In particolare i giudici si sono basati su una interpretazione consolidata del 14° emendamento, adottato dopo la guerra civile, e sulle leggi federali più recenti per stabilire che chiunque sia nato nel Paese, con eccezioni molto limitate, è un cittadino.

Il verdetto è passato con 5 voti a favore e quattro contrari. Il presidente della Corte, il conservatore John Roberts, ha guidato la maggioranza a sostegno della sentenza e con lui si sono espressi Sonia Sotomayor, Elena Kagan, Ketanji Jackson (i tre giudici liberal) e Amy Coney Barrett, altro giudice di orientamento conservatore a votare per il mantenimento del ‘Birthright citinzenship’. Contrari gli ultra conservatori Clarence Thomas, Sam Alito e Neil Gorsuch. A metà strada Brett Kavanaugh. che in parte ha concordato e in parte no. “La cittadinanza, ieri come oggi, è avere il diritto di avere diritti: quello di partecipare liberamente alla nostra comunità politica”, ha spiegato il presidente della Corte Suprema statunitense Roberts, sottolineando che il 14° emendamento estende questa promessa “a ogni persona nata in questa terra. Oggi manteniamo questa promessa”. Il 14° emendamento stabilisce che “tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti”, ha aggiunto Roberts.

Quella odierna è la terza pesante sconfitta giudiziaria negli ultimi mesi per la Casa Bianca dopo la bocciatura dei dazi doganali e il veto sul licenziamento immediato dalla Federal Reserve di Lisa Cook: la maggioranza conservatrice della Corte Suprema, è il dato che emerge dopo queste decisioni, non è disposta ad assecondare ogni forzatura del presidente Trump.

(articolo in aggiornamento)

di: Redazione - 30 Giugno 2026

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