Lo scontro nella Chiesa

Chi sono i Lefebvriani, la minaccia dello scisma e l’ultimo appello di Papa Leone: “Non ordinate i vescovi, dialogo ancora possibile”

La cerimonia in programma domani porterebbe a una scomunica "latae sententiae". Il Pontefice: "L'atto scismatico priverebbe i fedeli della ricezione lecita dei Sacramenti". Mai sanata l'illegittimità canonica della Fraternità

News - di Redazione Web

30 Giugno 2026 alle 12:15

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE
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Ultimo appello di Papa Leone XIV prima del giorno dello scisma annunciato: dell’ordinazione di quattro vescovi, senza autorizzazione pontificia, da parte dei lefebvriani. “Desistete dal vostro intento, la Chiesa è ancora disponibile a un percorso di dialogo e di intesa”, ha scritto il Pontefice. La cerimonia della Fraternità Sacerdotale San PioX è in programma nel seminario svizzero di Écône domani primo luglio e porterà a una scomunica “latae sententiae”, secondo quanto detta il Diritto Canonico, dalla Chiesa di Roma.

Il gruppo ultra-tradizionalista venne fondato nel 1970 a Friburgo dal vescovo francese Marcel François Lefebvre, nato a Tourcoing nel 1905 e morto nel 1991: prete della Congregazione dello Spirito Santo, missionario in Gabon e vescovo in Senegal prima di essere nominato nella diocesi di Tulle nel 1962. In aperto contrasto con gli esiti del Concilio Vaticano II, che aveva aperto la Chiesa di Roma all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, fondò in Svizzera la Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Pierre Mamie, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, nel 1975 chiuse il seminario e sciolse la fraternità dopo un’ispezione, Lefebvre venne sospeso a divinis da Papa Polo VI nel luglio del 1976 ma sfidò il divieto e tenne una messa a Lille davanti a 10mila fedeli. Nessuna riconciliazione fino al 1988, quando ordinò quattro vescovi senza il mandato papale e venne così scomunicato con gli stessi vescovi per “atto scismatico”. Scomunica ritirata nel 2009 ai quattro vescovi: tra questi c’è anche Richard Williamson, negazionista della Shoah e delle camere a gas, che verrà successivamente espulso dalla FSSPX.

Altri avvicinamenti con il pontificato di Francesco, che durante il Giubileo della Misericordia concede ai sacerdoti lefebrviani la facoltà di assolvere i fedeli in confessione. Successivamente renderà validi anche i matrimoni celebrati dai lefebrviani. La situazione di illegittimità canonica della FSSPX non è mai sanata e nel 2021 lo stesso Francesco limita la possibilità di celebrare con il messale del 1962, liberalizzato da Benedetto.

Il gruppo FSSPX celebra la messa con il rito antico, con il rito precedente alla riforma del secondo Concilio Vaticano. Piuttosto controversa la decisione di celebrare i funerali dell’ex ufficiale nazista Erich Priebke ad Albano Laziale, dopo che il Vicariato di Roma non aveva autorizzato le esequie nelle chiese della capitale. Dal 2018 è guidata dall’italiano don Davide Pagliarani, espressione di una linea più intransigente. Lo scorso 18 febbraio la Fraternità aveva confermato l’intenzione di proseguire con le ordinazioni episcopali.

Il Papa ha scritto un appello il 29 giugno 2026 a Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani. “Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. Chiedo invece un percorso di dialogo che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo”.

30 Giugno 2026

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