Le basi Usa sul nostro territorio
Quali sono le basi USA in Italia: la mappa tra 13mila militari, centri di comando e intelligence, Marines e nucleare
Sono oltre 12mila i militari Usa che vivono in decine di installazioni concesse alle forze armate statunitensi sul suolo italiano
Politica - di Umberto De Giovannangeli
Una presenza diffusa su tutto il territorio nazionale. L’Italia militarizzata a stelle e strisce. Secondo le stime disponibili, sono oltre 12mila i militari Usa che vivono in decine di installazioni concesse alle forze armate statunitensi sul suolo italiano. La base aerea di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, è una delle principali infrastrutture dell’Us Air Force in Europa e ospita caccia e strutture strategiche per le operazioni dell’aviazione americana. In Lombardia, a Ghedi, l’Aeronautica militare italiana opera in una base dove sarebbero custodite anche bombe nucleari statunitensi nell’ambito della strategia di deterrenza della Nato.
In Toscana, tra Pisa e Livorno, si trovano Tombolo e Camp Darby, uno dei più grandi depositi di armi e munizioni statunitensi nel continente europeo. Questa base svolge un ruolo logistico cruciale perché da qui possono essere rifornite operazioni militari dirette verso l’Europa orientale, il Mediterraneo o il Medio Oriente. In Veneto, a Vicenza, Camp Ederle e la Caserma Del Din ospitano unità dell’esercito americano, tra cui la 173ª brigata aviotrasportata, una delle forze di intervento rapido più utilizzate nelle missioni internazionali. Anche il Mediterraneo ha un ruolo centrale nella presenza militare americana. Napoli ospita il comando delle forze navali statunitensi in Europa e della Sesta Flotta, mentre il porto di Gaeta accoglie stabilmente la nave ammiraglia della flotta. Sigonella, oltre alla funzione Nato, è anche una base fondamentale per gli Stati Uniti, da cui partono missioni di sorveglianza e operazioni con droni in diversi scenari di crisi. Nel complesso, nelle installazioni americane presenti in Italia operano circa 13 mila militari statunitensi, ai quali si aggiungono migliaia di civili e personale tecnico.
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Le basi presenti in Italia svolgono funzioni molto diverse tra loro. Alcune sono centri di comando e pianificazione militare, altre sono piattaforme logistiche fondamentali per lo spostamento di truppe e materiali. Diverse installazioni sono dedicate alla sorveglianza e all’intelligence, con sistemi radar, satellitari e droni che permettono di monitorare aree di crisi anche molto lontane dal territorio europeo. A Sigonella si trova il comando di monitoraggio in tempo reale delle truppe a terra e da qui partono i droni di sorveglianza che oggi monitorano i confini ucraini. A Napoli hanno sede (mentre l’altro è nei Paesi Bassi) la base dei sommergibili statunitensi nel mediterraneo, così come il comando delle forze aeree e dei marines statunitensi. Un capitolo a parte riguarda la deterrenza nucleare della Nato. Ad Aviano e Ghedi si trovano alcune bombe atomiche B61-3, B61-4 e B61-7. Un dato inquietante: Un terzo delle atomiche custodite in Europa si trova nelle basi di Aviano e Ghedi. La base di Aviano è usata dall’aeronautica statunitense, mentre quella di Ghedi dall’Italia. Le atomiche sono statunitensi, ma in caso di guerra possono essere lanciate anche da aerei italiani.
Oltre a quelle indicate ci sono altre 105 strutture tra centri di ricerca, depositi, poligoni di addestramento, stazioni di telecomunicazione e antenne radar sparpagliate sul territorio, più le 20 basi segrete statunitensi. Queste basi, come quelle negli altri paesi Nato, godono di extraterritorialità e non sono soggette all’ordinamento giuridico della nazione in cui si trovano. Tutto ciò che accade al loro interno è coperto da segreto, così come il numero delle forze presenti. Tra le più importanti ci sono Solbiate Olona e Ghedi, in Lombardia, che dal 2007 rifornisce il 52esimo Fighter Wing dell’aeronautica militare a stelle e strisce. Nel Nord Est sono operative la caserma Ederle di Vicenza, la base Nato di Motta di Livenza, sempre in Veneto, e Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, sede del 31esimo Fighter Wing. Nel Centro Italia rientrano Camp Darby, in Toscana, che funge da deposito di missili, ordigni e munizioni e Gaeta, nel Lazio, porto d’attracco concesso alla Marina americana. Mentre al Sud spicca Sigonella, in Sicilia, principale hub dell’aviazione in appoggio alla Sesta flotta di stanza nel Mediterraneo. Da Nord a Sud operano inoltre i centri militari specializzati come a Napoli, sede del Comando della Forza Congiunta Nato, e a La Spezia, dove centinaia di ricercatori Nato si occupano della difesa sottomarina e degli oceani. L’utilizzo delle basi americane rischia in andare in conflitto con l’articolo 11 della Costituzione italiana, secondo cui “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.