Il voto del Congresso

Smacco a Trump, il Senato vota la mozione contro la guerra in Iran: frattura nei Repubblicani e crollo nei sondaggi

News - di Carmine Di Niro

24 Giugno 2026 alle 11:03

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AP Photo/Jacquelyn Martin
AP Photo/Jacquelyn Martin

Un messaggio chiarissimo a Donald Trump non solo dai Democratici, ma soprattutto dai Repubblicani non più disposti a seguire come “yes man” le indicazioni della Casa Bianca. Dopo la Camera, anche il Senato degli Stati Uniti ha approvato la risoluzione che istruisce il presidente Trump a porre fine alla guerra in Iran o a chiedere l’autorizzazione del Congresso per continuarla. Il voto, che non ha valore di legge e che dunque rende improbabile un reale cambiamento immediato nella politica Usa, ha visto 50 senatori schierarsi a favore e 48 contro. L’approvazione è arrivata grazie alla scelta di quattro senatori del GOP di unirsi al Partito Democratico, con una frattura a dir poco significativa per il Grand Old Party che in questi anni è stato cannibalizzato dal movimento MAGA trumpiano.

A schierarsi contro Trump sono stati i senatori repubblicani Rand Paul (Kentucky), Lisa Murkowski (Alaska), Susan Collins (Maine) e Bill Cassidy (Louisiana). Una defezione è arrivata anche nell’altro campo, col democratico della Pennsylvania John Fetterman, noto per le sue posizioni pro-Israele, unico a votare contro la risoluzione. “Il potere più solenne del Congresso è il potere di dichiarare guerra, non il presidente”, aveva dichiarato prima del voto il senatore Tim Kaine, democratico della Virginia e uno dei principali promotori della misura sui poteri di guerra di Trump.

Ma se il voto odierno avrà pochi effetti concreti sulla politica della Casa Bianca, il significato politico è indubbio: per la prima volta dall’approvazione del War Powers Resolution del 1973 entrambe le Camere del Congresso approvano una risoluzione congiunta che ordina a un presidente di porre fine a un conflitto militare. Non è un caso se Trump ha accolto con rabbia l’esito del voto del Senato. Sul suo social Truth il presidente degli Stati Uniti ha definito la votazione odierna “inopportuna e priva di senso”. Quindi, ho l’Iran alle corde, pronto a crollare… e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insensata sul War Powers Act”, le parole di Trump.

D’altra parte il tycoon sta affrontando il suo periodo più complicato dal ritorno alla Casa Bianca. Secondo un enorme sondaggio realizzato dal Pew Research Center, che tra febbraio e maggio ha intervistato più di 42mila persone sparse in 36 Paesi per indagare le opinioni più diffuse riguardo gli Stati Uniti e il loro presidente, solo due intervistati su dieci credono che Trump sia una persona affidabile quando si tratta di prendere decisioni sulla politica mondiale. Giudizi impietosi quelli sul leader della Casa Bianca: per il 76% Trump non è in grado di prendere le decisioni giuste ed è inadatto al suo ruolo.

24 Giugno 2026

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