A Montecitorio
Piano Casa: il via libera alla Camera, cosa prevede il decreto per contrastare l’emergenza abitativa
165 voti a favore, 117 contrari, 5 astensioni. Adesso passerà al Senato, dovrà essere convertito in legge entro il 6 luglio
News - di Redazione Web
Con 165 voti a favore, 117 contrari, 5 astensioni è arrivato il via libera della Camera al Piano Casa, il provvedimento che punta alla realizzazione di un programma straordinario di recupero e manutenzione tra edilizia residenziale pubblica e sociale sul territorio e che vorrebbe contrastare la crisi abitativa in Italia. All’interno del decreto prevista anche la nomina di un commissario straordinario per l’attuazione degli interventi che dovrà rimanere in carica fino alla fine del 2027. Il Piano dovrebbe essere convertito in legge entro il 6 luglio. Adesso passerà al Senato.
“Oggi si approva alla Camera il Piano Casa. Siamo riusciti, grazie a un emendamento dell’onorevole Casasco, a favorire l’accesso ai finanziamenti Consap per le persone disabili, per facilitare l’acquisto della prima casa”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La casa deve essere sempre più un patrimonio di ogni famiglia italiana e questo nuovo piano aiuta soprattutto il ceto medio, i ceti più deboli. È una bella notizia per gli italiani”.
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Il governo Meloni aveva messo la fiducia sul decreto legge venerdì scorso. Il provvedimento si propone di recuperare parte del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato e di aumentare la quantità di case da affittare o vendere a prezzi calmierati, come sintetizzava in un articolo approfondito Il Post. Stanziati circa 1,1 miliardi di euro, con l’obiettivo di salire ad almeno dieci miliardi di euro in dieci anni grazie all’utilizzo di fondi europei e nazionali e di investimenti privati. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva parlato dell’obiettivo di mettere a disposizione 100mila alloggi tra case popolari e case a prezzi ridotti.
Il decreto istituisce anche il fondo pubblico “Fondo Housing Coesione” e i progetti urbanistici misti nei quali un costruttore deve realizzare contemporaneamente alloggi da affittare o vendere a prezzi calmierati e un’altra parte da affittare o vendere a prezzi di mercato. È uno dei punti più discussi del piano, contestato dalle associazioni di costruttori. Previsto il rifinanziamento con oltre 8,5 milioni di euro del fondo per gli studenti fuori sede nel 2026 e un fondo di garanzia nel caso in cui un inquilino dovesse più riuscire a pagare il canone. Palazzo Madama avrà due settimane di tempo per approvare la legge.