L'inchiesta antipalestinese
Perché Hannoun resta in carcere, per il Riesame il presidente dei palestinesi in Italia sta con Hamas
Il Tribunale conferma la misura cautelare perché ritiene possibile la fuga e l’inquinamento delle prove. Ma i legali contestano: “Zero prove”
Cronaca - di Frank Cimini
La Cassazione aveva aperto uno spiraglio sull’impianto accusatorio ma il Riesame per la seconda volta lo ha chiuso decidendo che l’architetto Mohamed Hannoun e altri tre palestinesi devono restare in carcere per terrorismo internazionale, complicità con Hamas. Ci sarà un nuovo ricorso in Cassazione da parte degli avvocati difensori. “Le intercettazioni dimostrano che Hamas si avvale dello stabile aiuto di chi dall’estero convoglia al gruppo le donazioni”, scrive il Riesame accusando Hannoun che è presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia.
I giudici citano gli strettissimi rapporti di Hannoun con Osama Alisawi, ritenuto una figura importante di Hamas e rappresentante del blocco islamico degli ingegneri che “nel commemorare i caduti si impegna a restare sulla strada dei martiri fino alla liberazione della Palestina, tutta la Palestina”. E ancora: “Che dio abbia misericordia e li accolga tra gli abitanti del Paradiso nei giardini dell’eterno e mille saluti alle vostre anime pure”. Per il Riesame c’è il rischio di inquinamento probatorio oltre al pericolo di fuga perché l’indagato dispone di un passaporto turco, di una casa a Istanbul e di un conto corrente estero. Dalle intercettazioni emergerebbe chiaramente la volontà di trasferirsi all’estero comprendendo anche l’attività dell’associazione. Per i giudici c’è anche il rischio di reiterazione del reato trattandosi di questione fortemente ideologica. E questo però dimostra il carattere essenzialmente emergenziale della decisione che spazza via i dubbi sottolineati dalla Suprema Corte. Il Riesame cita anche triangolazioni finanziarie all’estero ricorrendo a prestanomi non legati al movimento.
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Insomma è lui, si sviluppa il ragionamento dei giudici, e non esiste misura alternativa a quella massima, la carcerazione. Secondo gli avvocati il Riesame ha dato una lettura riduttiva delle indicazioni della Cassazione riproponendo le precedenti motivazioni senza affrontare i numerosi temi dubbi, in primis quello della destinazione dei fondi e di chi li raccoglieva. I legali spiegano di aver letto solo “allegazioni meramente suggestive e di cui si era eccepita l’utilizzabilità”.