I veleni nel Carroccio

Nella Lega volano gli stracci dopo lo strappo “nordista”, la deputa Matone: “Zaia vuole fottere Salvini, così me ne vado”

Politica - di Redazione

18 Giugno 2026 alle 11:18

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Nella Lega volano gli stracci dopo lo strappo “nordista”, la deputa Matone: “Zaia vuole fottere Salvini, così me ne vado”

Nella Lega c’è un folto gruppo di eletti che “non vuole morire nordista”. È quella parte di partito eletta fuori dalle ex roccaforti del Carroccio nel Nord, dalla Lombardia al Veneto, dove è fortissimo il pressing sul leader Matteo Salvini per una rivoluzione interna al partito che consegni una fetta del potere all’ala che fa riferimento ai governatori del Nord, che fa quadrato intorno al nome dell’ex presidente del Veneto Luca Zaia.

Nei giorni scorsi si era tornati a discutere nuovamente di una Lega sul “modello tedesco”, con riferimento ad una divisione del partito sul modello della CDU-CSU in Germania. Ipotesi fermamente respinta da chi nella Lega è entrato pur essendo geograficamente lontano dal Carroccio delle origini, quello dell’autonomia/secessione del Nord.

Lo sfogo, raccolto da Il Foglio, arriva da Simonetta Matone, deputata legista del Lazio, già candidata vicesindaco a Roma nel tandem con Enrico Michetti, poi uscito sconfitto dalla sfida con Roberto Gualtieri. L’ex magistrato spiega che nel Carroccio tra Salvini e il fronte dei governatori del Nord “finirà malissimo” e che Luca Zaia vuole “fottere Salvini”. “Il suo obiettivo è fotterlo. Non lo dico io, me lo hanno detto ex leghisti veneti”. Per questo, se dovesse compiersi l’obiettivo di spostare nuovamente l’asse della Lega verso il Nord, con una divisione del partito, lei intende andare via. “Come posso spiegare ai miei elettori del Lazio che c’è una Lega che parla male dell’altra? Io non mi faccio prendere a sputi. Se non servo, torno a casa o trovo un altro partito”, le parole della deputata. “Se ce ne andiamo noi leghisti del centro e del sud, un altro partito lo troviamo”, aggiunge ancora facendo intendere la possibilità di uscite consistenti dal Carroccio.

Matone ne ha poi anche per chi ha contribuito fortemente alla crisi della Lega, quel Roberto Vannacci che Salvini aveva candidato al Parlamento europeo sfruttando l’eco delle polemiche e della sua notorietà, nominato vicesegretario del Carroccio, salvo poi venir scaricato dall’ex generale che in poche settimane gli ha sottratto eletti in Parlamento ma soprattutto consenso, almeno stando ai sondaggi. Per Matone Vannacci “usa parole luride” e farlo entrare nella Lega è stato un errore. “Nessuno mi toglie dalla testa che dietro questa operazione ci siano i soldi di Putin”, è poi l’accusa, non banale, che gli fa la deputata ex collega di partito.

di: Redazione - 18 Giugno 2026

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