Il nuovo report sulle droghe

Più sostanze e più pericolose, il risultato di 60 anni di proibizionismo

Mercati sempre più complessi, rapidi nell’adattarsi, sostanze più potenti e imprevedibili: ecco cosa emerge dal nuovo rapporto dell’Agenzia Ue sulle droghe

Politica - di Leonardo Fiorentini

10 Giugno 2026 alle 20:30

Condividi l'articolo

AP Photo/Ebrahim Noroozi


Associated Press / LaPresse
AP Photo/Ebrahim Noroozi Associated Press / LaPresse

Il nuovo rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) svela mercati europei sempre più complessi, rapidi nell’adattarsi e caratterizzati da sostanze più potenti, più pure e più imprevedibili.
Interpretando i dati senza paraocchi ideologici è evidente che dopo oltre sei decenni di guerra alla droga, non siamo di fronte a un mercato ridotto, men che meno sconfitto, ma a un mercato sempre più capace di cambiar pelle. Ogni stretta repressiva produce adattamento: nuove rotte, nuove sostanze, maggiore potenza, maggiore imprevedibilità.

Le reti criminali diversificano rotte e metodi per eludere i controlli: porti minori, semisommergibili, droni e tecniche sofisticate di occultamento. Allo stesso tempo crescono i rischi sanitari legati al policonsumo, agli oppioidi sintetici, ai cannabinoidi sintetici e semisintetici, alla cocaina e al crack. La promessa di sicurezza non è mantenuta, anzi il proibizionismo consegna il governo delle sostanze al mercato criminale. Chi consuma non sa cosa assume, i servizi arrivano tardi rispetto a sostanze e stilli di consumo, la prevenzione viene soffocata dalla paura, mentre la criminalità organizza l’offerta con logiche industriali. Sono almeno 7.600 le morti per overdose nell’Unione europea nel 2024. Nel 2025 sono state segnalate in Europa 50 nuove sostanze psicoattive, una alla settimana. Dal 2009 sono stati individuati 95 nuovi oppioidi sintetici. Si diffondono compresse contraffatte contenenti nitazeni, che imitano farmaci come ossicodone o diazepam. Davanti a oppioidi sintetici sempre più potenti, la risposta non può essere la solita politica della paura e la propaganda muscolare, tanto care al sottosegretario Mantovano. Servono drug checking, allerta rapida accessibile alle persone che usano sostanze, naloxone diffuso, stanze del consumo, servizi a bassa soglia, trattamenti volontari e non stigmatizzanti. La riduzione del danno è la parte più concreta, efficace e umana delle politiche sulle droghe.

La cannabis resta la sostanza più diffusa in Europa, con 24,9 milioni di adulti che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Mentre alcuni Paesi europei hanno depenalizzato la coltivazione personale anche in forma associata, altrove si diffondono prodotti più potenti, estratti, commestibili e adulterazioni con cannabinoidi sintetici. Lo Stato rinuncia a regolare qualità, potenza, informazione e prevenzione. Si preferisce lasciare tutto al mercato illegale, salvo poi allarmarsi quando questo offre prodotti più potenti o adulterati. Perché il proibizionismo non governa il fenomeno delle droghe, lo rende solo più pericoloso.

10 Giugno 2026

Condividi l'articolo