L'infrastruttura mastodontica
Si chiamerà Tunnel Putin-Trump, il più lungo al mondo sottacqua: il progetto per collegare lo Stretto di Bering nel disgelo USA-Russia
Più volte immaginato negli ultimi secoli ma mai realizzato: lungo 112,5 chilometri, almeno 8 anni di tempo e 8 miliardi di costi. La costruzione potrebbe essere affidata alla compagnia Boring, fondata da Elon Musk
Economia - di Redazione Web
Porterebbe proprio il nome dei due Presidenti, di Russia e Stati Uniti, il tunnel che dovrebbe passare sotto lo Stretto di Bering. Passerebbe sotto lo Stretto e tramite una grande opera battezzata con i nomi di Vladimir Putin e Donald Trump che contribuirebbe in maniera decisiva al disgelo tra Mosca e Washington. Avvicinamento e distensione tramite una grande opera, grandissimi volumi di trasporti e commerci, proprio mentre l’inaspettata lettera del Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky invita Putin a discutere faccia a faccia della fine della guerra e, per tutta risposta, il Presidente russo ha invitato Zelensky a Mosca.
A parlare del progetto del tunnel sottomarino è stato Kirill Dmitriev, fedelissimo consigliere per gli investimenti esteri di Putin, che ieri ha annunciato che oggi sarà firmato un accordo per “continuare la progettazione” della grande opera. “Questa sarà una delle più importanti infrastrutture tra i nostri Paesi, ha dichiarato a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). Già lo scorso ottobre Dmitriev aveva dichiarato che l’infrastruttura poteva essere realizzata dalla compagnia Boring, fondata da Elon Musk, in otto anni al costo di otto miliardi di dollari.
- Ucraina, Zelensky scrive a Putin per mettere fine alla guerra: “Incontriamoci”, lo Zar lo invita a Mosca
- Trump-Putin, colloquio a sorpresa su Iran e Ucraina: il Cremlino apre ad una tregua con Kiev per il 9 maggio
- Caro petrolio, il “regalo” di Trump a Putin: via le sanzioni sul greggio russo, la Casa Bianca paga la guerra in Iran
- Trump-Putin: nessun accordo dall’incontro più atteso, niente tregua in Ucraina ed Europa avvertita
Non un costo approvato o vincolante ma un “obiettivo teorico”. Il progetto era stato definito da Trump “interessante”. Dmitriev – cresciuto negli USA, studi a Stanford e ad Harvard, ex funzionario di Goldman Sachs – ha parlato di un accordo raggiunto con una società di consulenza specializzata nella progettazione di parchi. Era stato sempre lui, con l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff, a spingere per un riavvicinamento tra Washington e Mosca dopo la rielezione del tycoon. Il tunnel attraverso lo Stretto di Bering collegherebbe la regione russa della Chulotka all’Alaska e secondo le ultime stime sarebbe lungo 112,5 chilometri.
Il progetto del tunnel Russia-USA nella storia
Non è la prima volta che si parla di questo progetto nel tratto di mare che divide la Russia dall’Alaska. Già nell’Ottocento e durante la Guerra Fredda, la possibilità di collegare fisicamente le due potenze mondiali aveva fatto capolino. A crederci per primo era stato Nicola II, l’ultimo Zar di Russia, che nel 1905 approvò il piano per la costruzione che però venne interrotto a causa dell’esplosione della I Guerra Mondiale. All’inizio del XX secolo, sulla scia dell’idea della “Cosmopolitan Railway”, un sindacato di magnati delle ferrovie statunitensi aveva proposto una ferrovia Siberia-Alaska con un tunnel che avrebbe attraversato lo stretto a una connessione trans-siberiana fino alla città di Irkutsk. Rimase soltanto un’idea sulla carta, un progetto troppo ambizioso e dispendioso.
Alcuni documenti emersi dagli archivi dell’URSS avrebbero successivamente rivelato come quel progetto non fosse mai tramontato del tutto: negli anni Sessanta si parlava di un “Ponte Mondiale della Pace” tra le due Superpotenze rivali. Il progetto è tornato d’attualità già una ventina d’anni fa, quando funzionari russi proposero il Tkm-World Link: circa 65 miliardi di dollari per un corridoio di oltre seimila chilometri. Nell’aprile del 2007, i funzionari di Mosca avevano presentato il progetto per condutture per trasportare petrolio e metano, cavi per l’elettricità, fibre ottiche, un’autostrada e una linea ferroviaria per il trasporto merci.
Oltre 100 chilometri da costruire sottacqua per il tunnel sottomarino più lungo al mondo, molto più dell’Eurotunnel della Manica, lungo 39 chilometri. Quell’idea era considerata soltanto una parte per il trasporto di energia in Canada e Stati Uniti, stimato un tempo di circa 15 anni per la costruzione. Cambiamento non da poco: nel frattempo gli USA sono diventati gli estrattori più forti al mondo di petrolio, soprattutto grazie alla controversa pratica del fracking. Anche la Cina, alla fine degli anni Zero, aveva preso in considerazione l’opportunità di costruire una linea ad alta velocità che partendo dal Nord-Est del Paese avrebbe attraversato la Siberia orientale tramite lo Stretto di Bering per arrivare in Alaska e collegarsi infine alla rete ferroviaria americana.
Prove di disgelo USA-Russia
Robert Agee, Presidente della Camera di Commercio USA-Russia (AmCham Russia), ha annunciato che due selezioni di hockey su ghiaccio si sfideranno in una partita amichevole il primo luglio a Mosca in occasione del 250esimo anniversario dell’indipendenza degli USA. Non succede da sette anni: un evento per “sciogliere il muro di ghiaccio” tra i due Paesi. Si giocherà al palaghiaccio del complesso olimpico Luzhniki e vedrà la partecipazione anche della stella russa della National Hockey League (Nhl), Alexander Ovechkin. Anche il consigliere presidenziale russo per la politica estera, Yuri Ushakov, aveva annunciato della presenza allo SPIEF per la prima volta dopo diversi anni di una delegazione ufficiale statunitense guidata da Rodney Cook, direttore della Commissione per le Belle Arti dell’amministrazione americana. “Non sono a conoscenza della delegazione che parteciperà. So dell’evento, so che si terrà, ma non credo che vi partecipino funzionari di alto rango”, il commento del Segretario di Stato Marco Rubio.
Dall’altra parte non mancano mai segnali di altissima tensione sul dossier ucraino, con parole dure pronunciate appena ieri dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov secondo il quale gli USA avrebbero avuto un comportamento incoerente con quanto pattuito nel vertice dell’agosto 2025 ad Anchorage. “In Alaska è stata raggiunta un’intesa molto chiara basata su una proposta specifica degli Stati Uniti. E se gli Usa avessero veramente promosso questa iniziativa, penso che da molto tempo saremmo al tavolo negoziale, e le ostilità sarebbero cessate”, ha affermato Lavrov in un’intervista al canale arabo della televisione RT ripresa dalla Tass. Quello che è certo, è che un’infrastruttura del genere sarebbe ostacolata da diversi punti di vista: oltre che dalle traballanti e instabili relazioni geopolitiche, anche dalle condizioni geologiche e climatiche in due delle regioni più inospitali e remoti del pianeta, dove il progetto prevederebbe la costruzione anche di altre grandi infrastrutture come ferrovie, ponti, strade e porti.