In corso le operazioni a Roma
Ebola, rientra in Italia chirurga di Medici Senza Frontiere: “È entrata in contatto con pazienti contagiati”
Il ministero ha attivato le procedure per il trasferimento in sicurezza. La donna ha anche operato un bambino, ferito nell’esplosione di una granata, risultato caso sospetto
News - di Redazione Web
È una medica chirurga, operatrice di Medici Senza Frontiere, l’italiana entrata in contatto, il 16 maggio scorso, con pazienti risultati positivi al virus Ebola che dal focolaio in una regione della Repubblica Democratica del Congo si è allargato nella regione in Africa. A rischio dieci Paesi. Quello che però ha chiarito il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) è che il rischio d’infezione per la popolazione generale in Europa “rimane molto basso”. Al momento non risultano casi di positivi in Italia.
Il ministero ha informato che è in corso l’attività per il rientro in totale sicurezza dal Congo della chirurga che operava presso il centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri). L’autorizzazione per il rientro è stata firmata. La donna è entrata in contatto con pazienti risultati positivi e ha operato un bambino, ferito nell’esplosione di una granata, risultato caso sospetto. Ancora non è tuttavia disponibile il risultato del test di quest’ultimo. Al momento l’operatrice non presenta sintomi, sarà trasportata appena dopo l’atterraggio di oggi a Roma all’Ospedale specializzato Spallanzani per la quarantena e la sorveglianza attiva.
Il periodo di isolamento stimato dalle autorità è pari a quello di incubazione della malattia: 21 giorni. Il focolaio localizzato nella provincia di Ituri è stato causato dal virus Budibugyo, che al momento non ha vaccini ne terapie specifiche. L’ultimo focolaio di ebola nella RDC era stato individuato nel 2025, tra il 2018 e il 2020 erano morte oltre duemila persone. Pochi giorni fa l’agenzia sanitaria dell’Unione Africana (Africa CDC) ha proclamato a rischio altri dieci Paesi in quanto l’epidemia si sta diffondendo velocemente. Sud Sudan, Ruanda, Kenya, Tanzania, Etiopia, Congo, Burundi, Angola, Repubblica Centrafricana e Zambia.
“L’attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola”, hanno chiarito dall’ECDC che ha fatto sapere che i controlli sul campo sono stati intensificati. Le autorità stanno collaborando strettamente con i partner per rafforzare la propria presenza attraverso la task force sanitaria dell’UE a supporto della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda e per “raccogliere informazioni più dettagliate sullo screening in uscita”.